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 2026  marzo 01 Domenica calendario

TheAnteprima n.9

DOMENICA 1° MARZO 2026
(articoli apparsi sulla stampa estera
da sabato 21 a venerdì 27 febbraio)
a cura di Roberto Rosano
 
Frase della settimana
«Finally, you are afraid,
finalmente avete paura»
[Donald Trump al Discorso
sullo Stato dell’Unione]. 
Tutto quello che sappiamosull’attacco di ieri all’Iran
 
Attacco Gli Stati Uniti e Israele, a soli otto mesi dalla guerra dei dodici giorni, hanno attaccato l’Iran. Azione sferrata in pieno giorno e con i negoziati ancora in corso. Alle 10 di ieri mattina – ora di Teheran (le 7.30 in Italia) – hanno colpito la capitale. Tre forti esplosioni. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha parlato di «attacco preventivo». Katz ha anche dichiarato lo stato di emergenza in Israele. Il sabato in Iran è il primo giorno della settimana lavorativa per milioni di persone. L’Idf (cioè l’esercito israeliano): «L’attacco è stato condotto simultaneamente in diverse località di Teheran, dove si erano riuniti alti funzionari della leadership politica e di sicurezza iraniana». Washington e Tel Aviv hanno precisato che sarà un’offensiva prolungata, non limitata nel tempo.
 
Salva Gli Usa hanno lanciato «una salva di missili da crociera Tomahawk da navi e da jet dell’aeronautica e della marina statunitense» [Washington Post, Usa].
 
Guerra «La guerra di Netanyahu e Trump contro l’Iran è del tutto immotivata, illegale e illegittima» (il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi).
 
Khamenei «Rimarremmo scioccati se Khamenei apparisse in diretta. Secondo la nostra valutazione, non è più tra noi, ma stiamo aspettando una conferma definitiva» [un alto funzionario israeliano a Channel 1, Israele]. Per Channel 12 «sarebbe ferito». Ribatte il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi: «Non mi risulta. A quanto ne so è ancora vivo. Quasi tutti gli ufficiali sono al sicuro e vivi. Potremmo aver perso uno o due comandanti, ma non è un grosso problema» [a Nbc News]. Parlava del comandante dei pasdaran, Mohammed Pakpour, e del ministro della Difesa Amir Nasizardeh. Ma per Araghchi: «Non è un grosso problema». Illeso il presidente Massoud Pezeshkian. 
 
Teheran Distrutto da diversi missili anche il compound dove risiede abitualmente la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, nel distretto Pasteur di Teheran. Giorni fa era stato trasferito in una località segreta. Colpita anche la sede dell’intelligence Beit E Rahbari (centro di comando e controllo). I residenti hanno anche riferito di aver visto colonne di fumo alzarsi dal quartiere, dove si trovano anche il palazzo presidenziale e il Consiglio per la Sicurezza Nazionale [Shargh, Iran]. Colpite anche le città di Isfahan, Qom (città santa), Tabriz, Kermanshah, Chiraz Karaj, Urmia, Shiraz, Minab [Afp].
 
Operazione «L’esercito degli Stati Uniti ha avviato importanti operazioni di combattimento in Iran. Le attività minacciose dell’Iran mettono direttamente in pericolo gli Stati Uniti, le nostre truppe, le nostre basi all’estero e i nostri alleati in tutto il mondo». Così Donald Trump in un videomessaggio di otto minuti pubblicato su Truth alle 2.30 del mattino (ora di New York). Il presidente lo ha registrato in Florida. Sta trascorrendo il fine settimana nel suo golf club, a Mar-a-Lago. Prima dell’attacco il presidente aveva informato i capi repubblicani e democratici del Congresso. 
 
Leone Gli israeliani hanno ribattezzato l’attacco «Ruggito del Leone». Gli americani lo chiamano «Epic Fury» (Furia epica). Teheran, invece, ha definito la sua rappresaglia «Vadeh Sadegh 4» (Vera Promessa 4).
 
Storia Il capo di stato maggiore dell’Esercito israeliano, tenente generale Eyal Zamir, ha detto ai piloti qualche minuto prima degli attacchi: «Siete autorizzati a eseguire. Colpite i vostri obiettivi. State scrivendo la storia» [Reuters].
 
Province Il portavoce della Mezzaluna Rossa iraniana, Mojtaba Khaledi, ha dichiarato, in un video pubblicato dal canale di notizie semi-ufficiale Mehr, che 20 delle 31 province iraniane sono state colpite dagli attacchi statunitensi e israeliani. L’agenzia di stampa statale iraniana Irna riporta la notizia di esplosioni nella città portuale di Chabahar, nel Sud-Est del Paese [Salomone, Nyt]. 
 
Città Le autorità iraniane hanno inviato degli sms che esortano i residenti a lasciare Teheran: «Se possibile e mantenendo la calma, dirigetevi verso altre città».
 
Bombe «Ai membri delle Guardie Rivoluzionarie, delle forze armate e della polizia dico: deponete le armi e sarete trattati giustamente con l’immunità totale o affronterete una morte certa. Al grande e orgoglioso popolo iraniano dico: l’ora delle libertà è vicina. State al riparo, non lasciate le vostre abitazioni, è molto pericoloso là fuori. Ci sono bombe che cadono ovunque» (Donald Trump nel videomessaggio).
 
Scuola Secondo le autorità iraniane, a Minab, città nel Sud del Paese, è stata colpita una scuola elementare femminile. Il bilancio sarebbe pesantissimo: 85 morti [Le Monde]. Il presidente Massoud Pezeshkian condanna «il martirio di decine di studenti innocenti. Questo barbaro attacco è un’altra pagina oscura nel registro degli innumerevoli crimini commessi dagli invasori di questa terra, crimini che non saranno mai cancellati dalla memoria storica del nostro popolo» [Fars, agenzia iraniana].
 
Silenzio Un iraniano di Teheran ha detto che subito dopo le esplosioni in città si è scatenato il caos. Gente che scappava. Traffico in tilt. Poi il silenzio. Mahsa, 39 anni: «È deserta, silenziosa e immobile» [Salomone, Nyt, Usa]. Esfandiar, un ingegnere che vive nel quartiere Pasdaran di Teheran, dove si trova un grande complesso appartenente alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ha scritto in un messaggio: «I miei figli piangono e sono spaventati. Siamo rannicchiati in bagno. Non sappiamo cosa fare. È terrificante» [Fassihi, Nyt, Usa].
 
Tirannia «Poco fa, Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale del regime terroristico in Iran. Il regime non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano – persiani, curdi, azeri, beluci e ahwazi – di liberarsi dal giogo della tirannia e di costruire un Iran libero e amante della pace» (il premier israeliano Benjamin Netanyahu).
 
Armi L’Iran, come promesso, ha subito contrattaccato. Stando al sito teherantimes.com, almeno cinque importanti basi militari statunitensi nella regione sono state sottoposte a un pesante fuoco missilistico da parte dell’Iran. «Trump deve sapere che oggi abbiamo lanciato i missili attingendo solo dalle nostre vecchie scorte. Presto sveleremo armi che non avete mai visto prima». Così l’alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Ebrahim Jabbari, parlando alla tv di Stato.
 
Missili Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno dichiarato di aver attivato le difese aeree per intercettare il fuoco missilistico iraniano [Wp]. Times of Israel stima che l’Iran possa contare su duemila missili balistici e da crociera. 
 
Crosetto Il ministro della Difesa Guido Crosetto è bloccato a Dubai.
 
Basi Il ministero della Difesa del Qatar parla di una «brutale aggressione iraniana» ma ha dichiarato in una nota di aver «sventato con successo la terza ondata di attacchi che ha preso di mira diverse aree del Paese». Il Qatar ospita la base aerea di Al Udeid, la più grande base statunitense in Medio Oriente [Nyt]. Sentita esplosione ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati [Reuters]. Il ministero della Difesa ha detto che tutti i missili sono stati intercettati ma i detriti di uno sono caduti su un’area residenziale della capitale. Morto un civile di nazionalità asiatica [turkiyetoday.com]. A Dubai una forte esplosione è stata sentita sull’isola artificiale di The Palm. Evacuato anche il Burj Khalifa, il grattacielo più alto al mondo. Il Bahrein ha affermato che un attacco missilistico iraniano ha preso di mira il centro di servizio della Quinta Flotta statunitense. [turkiyetoday.com]. In Kuwait l’areoporto è stato colpito da un drone. Diversi feriti. Nessun morto. I giordani hanno comunicato di aver neutralizzato due ordigni in arrivo. Le difese aeree israeliane sembrano gestire abbastanza bene la risposta missilistica iraniana, almeno finora. Detriti caduti solo in zone aperte [Nyt].
 
Sollievo A Gerusalemme, decine di israeliani si sono radunati in un rifugio antiaereo comunale. Daniel Greenspan, 55 anni, ha detto che la sua prima reazione alle sirene antiaeree che annunciavano l’attacco israeliano all’Iran è stata, stranamente, di sollievo. Per settimane, la gente in tutta la regione ha osservato il rafforzamento militare degli Stati Uniti e si è chiesta quando sarebbe finalmente iniziata una guerra. «Aspettiamo da più di un mese», ha detto, aggiungendo di sostenere pienamente gli attacchi. «La minaccia iraniana non stava svanendo», ha aggiunto [Boxerman, Nyt].
 
Siria Quattro persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite quando un missile iraniano ha colpito un edificio nella città di Sweida, nel sud della Siria [Sana, agenzia di stampa statale, Siria]. Missili caduti anche a Quneitra e nel bacino di Yarmouk. Secondo due testimoni, nei cieli di Damasco sono stati avvistati decine di missili intercettori [Reuters].
 
Hormuz «Tra i maggiori rischi geopolitici figurano potenziali interruzioni del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz e la prospettiva di danni collaterali» [Nelson, Nyt, Usa]. Lo Stretto è considerato una delle rotte commerciali marittime più importanti al mondo e un punto di strozzatura cruciale per il transito del petrolio. Circa un quinto del petrolio e del gas mondiale passa per Hormuz [Habibiazad, Bbc, Uk].
 
Italiani «La prima notizia positiva è che non c’è neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati in Iran e nei Paesi dell’area del Golfo. Anche i militari italiani dell’Aeronautica che sono nella base in Kuwait attaccata con i missili dall’Iran sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker. Ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti. È stato anche attaccato il comando della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l’area, né civili né militari (…). Siamo pronti all’evacuazione anche degli italiani che volessero andarsene» (Antonio Tajani). 
La Farnesina invita a contattare per le emergenze l’ambasciata d’Italia a Teheran (00989121035062), l’ambasciata d’Italia a Tel Aviv (00972548803940), il consolato generale a Gerusalemme (00972505327166) o l’unità di crisi tramite telefono (+39 0636225) o via mail (unita.crisi@esteri.it).
 
Sistemi L’esercito israeliano ha annunciato di aver completato una vasta ondata di attacchi aerei contro i sistemi di difesa aerea «strategici» iraniani. Uno degli obiettivi dei raid era un «sistema avanzato di difesa aerea SA-65» schierato nella zona di Kermanshah. «L’Idf continua in questo momento a colpire le infrastrutture del regime terroristico iraniano per infliggere un duro colpo al regime e sventare le minacce al fronte interno israeliano» [Times of Israel, Israele]. I piani militari americani in Iran prevedono una serie di attacchi, intervallati con delle pause per valutare i danni causati [Cnn].
 
Reazioni/1 Il primo ministro canadese Mark Carney appoggia l’attacco Usa: «La posizione del Canada resta chiara: la Repubblica islamica dell’Iran è la principale fonte di instabilità e terrore in tutto il Medio Oriente, ha uno dei peggiori record al mondo in materia di diritti umani e non dovrà mai essere autorizzata a ottenere o sviluppare armi nucleari» [Reuters]. Anche Anthony Albanese, primo ministro australiano, ha dichiarato che il suo governo ha appoggiato gli attacchi statunitensi contro l’Iran [Wong, Nyt]. «L’attuale escalation è pericolosa per tutti. Deve cessare. Il regime iraniano deve capire che ora non ha altra scelta che avviare negoziati in buona fede per porre fine ai suoi programmi nucleari e missilistici, nonché alle sue azioni volte a destabilizzare la regione. I massacri commessi dal regime islamico lo squalificano e richiedono che la voce venga restituita al popolo. Prima è, meglio è». Così Emmanuel Macron su X. Il presidente francese ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Si è tenuta ieri sera alla 22 (ora italiana). Gli ambasciatori degli Stati Ue presso l’Unione europea terranno una riunione straordinaria nel tardo pomeriggio di oggi. Domani la riunione dei commissari per la sicurezza Ue.
 
Reazioni/2 Il primo ministro britannico Keir Starmer ha confermato in un breve discorso al Paese che il Regno Unito non ha partecipato ai raid, ma ha annunciato che aerei della Raf sono stati schierati in volo nelle ultime ore «nei cieli del Medio Oriente» in operazioni di difesa di Paesi arabi alleati di Londra, presi di mira dalla risposta di Teheran. Starmer ha poi ribadito l’appello del suo governo, già condiviso con Francia e Germania, contro ogni ulteriore «escalation» nella regione [Castel, Nyt]. A Londra c’è chi manifesta a sostegno dell’azione militare – sotto all’ambasciata iraniana – e chi contro il coinvolgimento degli Usa nel conflitto – sotto all’ambasciata statunitense [Reuters]. A Berlino la gente è scesa in piazza solo in sostegno al popolo siriano. L’Ue – con António Costa e Ursula von der Leyen – chiede a «tutte le parti di esercitare la massima moderazione, proteggere i civili e rispettare pienamente il diritto internazionale». Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha condannato gli attacchi di Stati Uniti e Israele, definendoli «un’escalation». Ma ha anche condannato il regime iraniano. «Non possiamo permetterci un’altra guerra prolungata e devastante in Medio Oriente».
 
Cina La Cina ha lanciato un avvertimento contro qualsiasi nuova escalation in Medio Oriente, chiedendo un immediato cessate-il-fuoco dopo gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran. «La sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate». In Russia Putin ha convocato una riunione d’urgenza. Il leader di Hezbollah, Naim Qassem: «Usa e Israele colpiranno tutti senza eccezioni se non ci si opporrà fermamente». Gli Houthi nello Yemen sono pronti all’attacco. 
 
Russia «Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto. Tutti i negoziati con l’Iran sono un’operazione di copertura, nessuno aveva alcun dubbio al riguardo, nessuno voleva davvero negoziare qualcosa di specifico. La questione è chi ha più pazienza per aspettare la fine ignominiosa del proprio nemico. Gli Stati Uniti hanno solo 249 anni. L’impero persiano è stato fondato più di 2500 anni fa. Vedremo tra 100 anni» (l’ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev su Telegram).
 
Negoziati Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, ha affermato che i negoziati attivi e seri, mediati dal suo Paese tra Iran e Stati Uniti, sono stati «ancora una volta compromessi» dall’attuale escalation. «Sono sgomento. Né gli interessi degli Stati Uniti né la causa della pace globale traggono giovamento da tutto ciò. E prego per gli innocenti che ne soffriranno. Esorto gli Stati Uniti a non lasciarsi coinvolgere ulteriormente. Questa non è la vostra guerra».
 
Maga Dai Maga, notoriamente contrari a guerre, nessuna reazione. 
 
Voli Il servizio di tracciamento dei voli Flightradar24 ha dichiarato sabato che il numero di visitatori del suo sito web è salito alle stelle nelle ultime ore dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran, provocando cancellazioni diffuse dei voli nella regione [Reuters].
 
Attentati Spiega Trump nel suo videomessaggio: «Per 47 anni, il regime iraniano ha gridato “Morte all’America” e ha condotto una campagna incessante di spargimenti di sangue e omicidi di massa contro gli Stati Uniti, le nostre truppe e le persone innocenti in moltissimi Paesi. Tra i primi atti del regime vi fu il sostegno alla violenta presa di potere dell’ambasciata statunitense a Teheran, tenendo in ostaggio decine di americani per 444 giorni». Il presidente poi ricorda l’attentato alla caserma dei Marines a Beirut, in cui morirono 241 militari americani (1983) e l’attacco alla Uss Cole (2000). «L’Iran è il principale sponsor del terrorismo al mondo e di recente ha ucciso decine di migliaia di suoi cittadini per strada mentre protestavano».
 
Regione «Non c’è dubbio che ci troviamo in un momento critico, che rimodellerà la regione e avrà un impatto profondo sull’Iran stesso. Il popolo iraniano ne pagherà il prezzo più alto. Per Teheran, questa non è una guerra breve di dodici giorni o una fase di escalation contenuta che può essere interrotta e ripristinata. Questa nuova fase del conflitto è esistenziale e chiaramente incentrata sulla sopravvivenza del regime. È improbabile che si concluda rapidamente (…). Questi attacchi mirano a fare di più che riportare Teheran al tavolo dei negoziati. Trump sembra voler ridefinire i termini di quel conflitto durato 47 anni e assicurarsi un posto nella storia, cercando di risolverlo in modo decisivo» (Sanam Vakil, direttore del programma Medio Oriente e Nord Africa presso il think tank Chatham House).
 
Nucleare Ancora Trump: «La politica degli Stati Uniti, in particolare della mia amministrazione, è sempre stata quella di garantire che questo regime terroristico non possa mai possedere un’arma nucleare. Lo ripeto. Non potranno mai avere un’arma nucleare. Ecco perché, l’operazione Midnight Hammer dello scorso giugno (…). Dopo quell’attacco, li abbiamo avvertiti di non riprendere mai più la loro perfida ricerca di armi nucleari e abbiamo cercato ripetutamente di raggiungere un accordo. Ci abbiamo provato. Volevano farlo. Non volevano farlo. Di nuovo, volevano farlo. Non volevano farlo. Non sapevano cosa stava succedendo. Volevano solo fare il male. Ma l’Iran ha rifiutato, proprio come ha fatto per decenni e decenni. Hanno rifiutato ogni opportunità di rinunciare alle loro ambizioni nucleari e non ne possiamo più (…). Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Annienteremo la loro marina». 
 
Nobile E ancora Trump: «La mia amministrazione ha adottato tutte le misure possibili per ridurre al minimo i rischi per il personale statunitense nella regione. Ciononostante, e non lo dico alla leggera, il regime iraniano cerca di uccidere. Le vite di coraggiosi eroi americani potrebbero andare perdute e potremmo avere delle vittime. Questo accade spesso in guerra. Ma non lo facciamo per il momento, lo facciamo per il futuro, ed è una missione nobile».
 
Destino E infine Trump al popolo iraniano: «Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà nelle vostre mani. Questa sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni. Per molti anni avete chiesto aiuto all’America, ma non l’avete mai ricevuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che sono disposto a fare io stasera. Ora avete un presidente che vi dà ciò che volete, quindi vediamo come reagirete. L’America vi sostiene con una forza schiacciante e devastante. Adesso è il momento di prendere in mano il vostro destino e di dare libero sfogo al futuro prospero e glorioso che è ormai a portata di mano. Questo è il momento di agire. Non lasciatevelo sfuggire».
 
Regime Spiega Michael Rozenblat in un articolo su Atlantic Council: «Un cambio di regime comporta rischi significativi, tra cui la possibilità di frammentazione interna in fazioni armate o perfino una guerra civile su larga scala. Tuttavia, i benefici di cambiare radicalmente – o addirittura eliminare – la Repubblica Islamica potrebbero superare i rischi se l’alternativa è un Iran rafforzato e non dissuaso».
 
Vittoria «Siamo molto vicini alla vittoria finale. Spero di essere con voi il prima possibile, così che insieme possiamo riconquistare l’Iran e ricostruirlo» (Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto, che spera di essere il nuovo leader moderato dell’Iran dopo la caduta dei Pasdaran).
 
Pahlavi «In un’intervista rilasciata a Reuters a gennaio, il presidente Donald Trump si è chiesto se Pahlavi abbia abbastanza sostegno per prendere il potere in Iran, ma ha affermato che “per me andrebbe bene” se conquistasse la maggioranza degli iraniani. “Sembra molto simpatico, ma non so come si comporterebbe nel suo Paese”, ha detto Trump» [Nover, Wp, Usa].
 
Capacità «Ci sono pochi, se non nessuno, esempi nella storia di rovesciamento del governo di una grande nazione – in questo caso circa 90 milioni di persone – con la sola potenza aerea. Eppure Trump ha chiarito che questo è il suo piano. Non ha alcuna intenzione, hanno insistito i funzionari dell’amministrazione, di inviare truppe di terra per completare l’opera (…). Quindi la scommessa strategica di Trump si basa quasi interamente sulla capacità del popolo iraniano, in gran parte disarmato e disorganizzato, di cogliere l’attimo e rovesciare un governo che milioni di persone considerano brutale e odioso. Le proteste che hanno riempito le strade delle città iraniane e portato a una repressione che ha causato migliaia di vittime, gli hanno dato la sua occasione» [Sanger, Nyt, Usa].
 
Bush «Ma la decisione presa dal signor Trump sabato è stata più simile alla decisione di George W. Bush di liberare il mondo da Hussein e dal suo governo, a causa della minaccia che da tempo rappresentava per la pace internazionale» [ibid.].
 
Ora «Come nella seconda guerra in Iraq, non c’era la necessità di attaccare l’Iran, c’era un’opportunità. Questo è un classico attacco preventivo, per impedire all’Iran di acquisire una capacità in futuro. Ciò che manca è il “perché ora?”, perché c’erano altre opzioni: accordi diplomatici sotto pressione militare, embarghi economici, intercettazioni di navi iraniane» [Richard N. Haass, ex presidente del Council on Foreign Relations e autore del libro del 2009 War of Necessity, War of Choice, al Nyt].
 
Churchill «Alla fine, l’iniziativa del signor Trump, il suo settimo attacco a una nazione straniera da quando è in carica, potrà essere giudicata in base alla sua capacità di ignorare la regola di Churchill. Molto prima di diventare primo ministro britannico in tempo di guerra, Winston Churchill descrisse la sua giovinezza, come giornalista e occasionalmente partecipante a guerre. “Mai, mai, mai credere che una guerra sarà liscia e facile, o che chiunque intraprenda questo strano viaggio possa misurare le maree e gli uragani che incontrerà. Lo statista che cede alla febbre della guerra deve rendersi conto che, una volta dato il segnale, non è più il padrone della politica, ma lo schiavo di eventi imprevedibili e incontrollabili”, scrisse in My Early Life» [Sanger, Nyt].
 
Putin «Intanto qualcuno tira un sospiro di sollievo: il recente calo dei prezzi, unito alle sanzioni, aveva portato le entrate di Mosca da petrolio sotto i livelli di guardia che avrebbero obbligato il Cremlino a tagliare la spesa pubblica. La sostenibilità finanziaria dell’aggressione all’Ucraina era sempre più in dubbio. Ma l’attacco di Trump all’Iran, come effetto collaterale, ridà mezzi economici alla guerra di Vladimir Putin» [Fubini, Cds].  
 
Chiacchiere «Il tempo delle chiacchiere, almeno per ora, sembra essere finito» [Doucet, Bbc, Uk].
In Svizzera un volontario dei vigili del fuoco appiccava incendi,
ChatGpt ha salvato un’adolescente in Ungheria,
negli Usa i robot portano il cibo a domicilio e la gente li prende a calci,
dischi di zaffiro sulla Luna per salvare la memoria umana, 
in Germania una spada di Riccardo III ha colpito una spettatrice, 
a Mosca il museo del Gulag diventa museo dei crimini nazisti, 
in Argentina un ragazzino muore mentre ruba una moto al poliziotto,
un prete ungherese spogliava i ragazzini per spulciarli, 
la scheda elettorale di Francoforte misura un metro e mezzo
 
Aeroporto di Palm Beach Il 20 febbraio il parlamento della Florida ha approvato una legge per rinominare l’aeroporto internazionale di Palm Beach in onore del presidente Trump. Favorevoli i repubblicani. Contrari i democratici. Il testo attende la firma del governatore repubblicano Ron DeSantis [Scott, Global News, Canada, 21/2] • Per il duecentocinquantesimo anniversario degli Usa, l’amministrazione Trump vuole coniare una moneta con la faccia del presidente. Il comitato consultivo per la monetazione frena: «non siamo un Regno» [Barry, Nyt, Usa, 27/2].
 
Albrecht, Nicola Corrispondente della tv pubblica tedesca Zdf. Richiamato con effetto immediato. A metà febbraio manda in onda un video generato dall’Ai presentato come reale. Le immagini mostrano una donna latina con un bambino aggrappato al braccio, trascinata da agenti dell’Ice [Bild, Germania, 21/2].
 
Bibbia di Ferrara Edizione ebraica della Bibbia in lingua spagnola. Pubblicata nel 1553 da ebrei sefarditi fuggiti dalla Spagna ed esuli a Ferrara. Torna ora in libreria in una nuova edizione critica. Introduzione della studiosa Paloma Díaz-Mas. L’opera fu stampata sotto la protezione del duca Ercole II d’Este, in pieno Concilio di Trento [Jones, Guardian, Regno Unito, 24/2].
 
Britannici Due giovani del Regno Unito, diciannove e ventuno anni, arrestati a Venezia per tentato omicidio. Il 14 febbraio avrebbero accoltellato al collo un italiano di ventidue anni in un cocktail bar vicino al Ponte di Rialto. La vittima è fuori pericolo. La lite sarebbe nata per una donna. Il consolato britannico segue la vicenda [Stephens–Squires, Telegraph, Regno Unito, 25/2].
 
Canton Soletta Cantone della Svizzera nordoccidentale. Un ragazzo di ventiquattro anni sospettato di una serie di incendi dolosi. Otto roghi tra ottobre e gennaio a Langendorf e Bellach. Il presunto piromane era attivo nei vigili del fuoco locali [Eberhard, Blick, Svizzera, 26/2].
 
ChatGpt Assistente di intelligenza artificiale di OpenAi. A febbraio una madre ungherese lo consulta per i sintomi della figlia di dodici anni. Sete continua. Mani fredde. Labbra blu. ChatGpt ipotizza diabete di tipo uno. Suggerisce di chiamare l’ambulanza. I medici confermano la diagnosi. L’intervento tempestivo salva la ragazza [Nepszava, Ungheria, 26/2].
 
Cina Repubblica Popolare. Nonostante investimenti per circa centocinquanta miliardi di dollari, pari a circa centotrenta miliardi di euro, è molto indietro nella tecnologia dei semiconduttori. Nel 2026 produrrà solo il 2 per cento dei chip per intelligenza artificiale. Il resto dovrà importarlo. Forte il ritardo anche nei chip di memoria. Quelli che servono a conservare e trasferire grandi quantità di dati nei sistemi di Ai. Il gruppo Huawei stima due anni per avvicinarsi a Nvidia [Tobin, Nyt, Usa, 25/2].
 
Cuba Repubblica socialista. Gli Usa limitano l’arrivo di petrolio e carburante sull’isola. Le scorte potrebbero esaurirsi entro metà marzo. Da esse dipendono elettricità, acqua, trasporti e sanità. Blackout continui, interventi chirurgici sospesi [Nicas-Triebert, Nyt, Usa, 23/2] • La guardia costiera Usa intercetta e allontana petroliere dirette a Cuba. Storici alleati dell’isola come Messico, Brasile e Algeria si ritirano per timore di ritorsioni economiche statunitensi [Washington Post, Usa, 24/2] • A L’Avana tornano le lezioni a giorni alterni. Cresce l’uso di biciclette e carretti per mancanza di carburante [De Standaard, Belgio, 25/2].
 
Delivery robots Robot autonomi per la consegna di cibo. Negli Usa duemila già in funzione in venti città grazie ad accordi con Uber Eats, DoorDash e Grubhub. Cento volte più efficienti e meno inquinanti delle auto. Molto odiati: sui social circolano video in cui sono vandalizzati. A Chicago raccolte più di tremila firme per vietarli: sottraggono lavoro agli umani [Economist, Regno Unito, 21/2]. 
Discorso sullo stato dell’Unione 24 febbraio, Washington. Donald Trump entra alla Camera dei Rappresentanti. I repubblicani applaudono. I democratici fischiano a perdifiato. Al Green, deputato democratico, alza un cartello: «i neri non sono scimmie». Viene scortato fuori. Trump non molla. Stringe mani a destra e a manca. Indica persone nel pubblico. Tra queste, un agente della Border Patrol. Uno di quelli che passano le giornate a pattugliare i confini. Lo chiama «eroe americano». Dai banchi dei sostenitori partono cori patriottici. Nessuno sa più a che evento stia partecipando. Il presidente premia la squadra olimpica di hockey maschile. Poi finalmente inizia il discorso. Oltre un’ora e mezza dei suoi successi. All’estero le reazioni sono nette. «Nazionalismo economico in formato spettacolo» [Euronews, Francia, 25/2]. «Il discorso più lungo e più inconcludente della storia degli Stati Uniti» [Guardian, Regno Unito, 25/2]. «Trump vuole disperatamente un Nobel per la Pace o uno per la letteratura?» [Politiken, Danimarca, 26/2]. «Trump è sotto pressione: si loda soprattutto da solo e attacca gli altri» [Süddeutsche Zeitung, Germania, 26/2]. «Un’altra buona occasione per mandare in crisi il significato stesso della Nato» [Gazeta Wyborcza, Polonia, 25/2]. 
Droni Aeromobili a pilotaggio remoto. Il 26 febbraio il primo ministro ungherese Viktor Orbán ne vieta l’uso nella contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg, al confine con l’Ucraina. Area con snodi energetici strategici. Dal 27 gennaio Kiev ha fermato il petrolio verso l’Ungheria. Transitava nell’oleodotto dell’Amicizia. Il partito di Orbán, Fidesz, diffonde presunti video con minacce di ufficiali ucraini contro infrastrutture ungheresi. Per questo Orbán schiera soldati, polizia e droni militari attorno agli impianti energetici [Blikk, Ungheria, 26/2].
 
Eidinger, Lars Attore tedesco, cinquanta anni. Il 19 febbraio a Berlino, durante una recita del Riccardo III di Shakespeare, gli è scivolata di mano una spada di scena. Ha colpito una spettatrice in testa. Solo una lieve ferita [Kuschel-Seidl, Bild, Germania, 21/2].
 
Evros Regione della Grecia nordorientale. Piogge prolungate hanno causato gravi inondazioni. A Pythio, meno di duecento abitanti, l’acqua ha raggiunto le ferrovie al confine con la Turchia. Campi di grano e mais sommersi. Strade rurali interrotte. Aziende agricole isolate per giorni [Kathimerini, Grecia, 25/2].
 
Faiveley, Benoît Ingegnere francese. Guida il progetto Sanctuary on the Moon. Prevede l’invio sulla Luna di ventiquattro dischi di zaffiro con incisi dati scientifici e culturali dell’umanità. Lancio previsto tra il 2029 e il 2030. Avverrà durante la missione Artemis della Nasa [Benoist, Figaro, Francia, 24/2].
 
Fanny Paziente psichiatrica svedese. Di anni trenta. Tra il 2024 e il 2025 ricoverata per sedici mesi in una clinica di Örebro, in Svezia. Veniva legata e sedata quasi ogni giorno. Per punizione, la facevano dormire sul sangue delle proprie mestruazioni. L’autorità svedese di vigilanza sanitaria ha sanzionato la contea. La clinica rimane aperta [Stråhle-Wolke, Aftonbladet, Svezia, 25/2].
 
Francesco d’Assisi Santo patrono d’Italia. A ottocento anni dalla morte, avvenuta nel 1226, i suoi resti saranno esposti al pubblico dal 22 febbraio al 22 marzo nella Basilica di Assisi. Le ossa sono custodite in una teca sigillata con azoto e vetri antiproiettile. L’ultima ostensione risale al 1978. Durò un solo giorno. Attese quasi quattrocentomila persone [Winfield, Independent, Regno Unito, 22/2].
 
Gulag History Museum Museo di Mosca sulle repressioni staliniane. Chiuso nel 2024 per decisione del presidente russo Vladimir Putin. Oggi viene riconvertito in museo sui crimini nazisti. Già successo nel 2015 al museo dell’ex campo di lavoro Perm-36. Meno spazio ai prigionieri. Più attenzione alle fatiche dei secondini [Deutsche Welle, Germania, 23/2].
 
Gvasalia, Demna Stilista georgiano, quarantaquattro anni. Direttore creativo di Gucci dal 2025. Il 27 febbraio si è tenuta la sua prima sfilata a Milano. Collezione primavera. Scenografia ispirata agli Uffizi in omaggio alla fiorentinità del marchio, oggi proprietà del gruppo francese Kering. Per Associated Press è stata «una rinascita prodigiosa di una grande storia italiana» [Ap, Usa, 27/2]. Il New York Times: «Il marchio viene da una profonda crisi. Le vendite sono scese da oltre dieci miliardi a circa sei miliardi di euro in tre anni» [Friedman, Nyt, Usa, 26/2].
 
Humani’terre e Soutien Humani’terre Associazioni francesi attive nell’aiuto umanitario. Il 20 febbraio 2026 cinque persone vengono incriminate dalla procura nazionale antiterrorismoper sospetto finanziamento ad Hamas tra il 2020 e il 2023. Sequestrati quasi trentacinque milioni di euro sui conti, oltre cinque milioni in contanti. Indagine aperta nel novembre 2023 [C., Figaro, Francia, 24/2]. 
 
Jetten, Rob Primo ministro olandese, il più giovane del Paese e il primo dichiaratamente gay. Dice che presenta una denuncia alla settimana per omofobia. Nato a Veghel, nei Paesi Bassi. Ex consulente politico. Cresciuto nel partito socio-liberale D66, Democratici66. Liberale progressista. Europeista. Lunedì 23 ha giurato davanti al re Guglielmo Alessandro. Il governo nasce da un compromesso, senza maggioranza autonoma. Dentro anche i liberali conservatori di Vvd e i democristiani di Cda. Ventiquattro ministri. Metà giurano su Dio. Jetten e l’altra metà sulla Costituzione [de Haan, Nrc, Paesi Bassi, 24/2].
 
Matzneff, Gabriel Scrittore francese. Ottantanove anni. Negli anni Settanta difende pubblicamente i rapporti sessuali tra adulti e minori. Nel 1977 redige una petizione, pubblicata su Le Monde e Libération, per depenalizzare la pedofilia. La firmarono anche Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir. Firmò anche l’ex ministro dell’Istruzione Jack Lang, che ha dato le dimissioni dall’Institut du Monde Arabe il 7 febbraio. Accusato di riciclaggio di denaro. È emerso che era in affari con Epstein [Bastié, Figaro, Francia, 24/2].
 
Meloni, Giorgia Presidente del Consiglio italiana. Nick Squires sul Telegraph le dedica un ciclo di articoli: «L’influenza di Giorgia Meloni sull’Italia, sull’Europa e sul mondo». Il quarto è sul ponte sullo Stretto di Messina. Squires lo definisce «il test politico del suo mandato», più del referendum sulla giustizia. Ancora: «progetto da tredici miliardi e mezzo di euro. Previsti espropri e demolizioni di circa cinquecento case. Critiche su rischio sismico, ambientale e infiltrazioni mafiose» [Squires, Telegraph, Regno Unito, 24/2] • Per Marc Kaval su Le Monde «in un’Europa scossa dall’incertezza, Giorgia Meloni è una delle poche certezze». Eurobarometro 2026: la fiducia degli italiani nella premier al 45 per cento. Contro il 33 per cento del cancelliere tedesco Friedrich Merz e il 15 per cento del presidente Emmanuel Macron. «Ma il 72 per cento degli italiani dice che il Paese sta sbagliando direzione. Il paradosso regge. Elettorato anziano. Opposizione divisa. Astensione alta» [Kaval, Le Monde, Francia, 23/2].
 
Mesa, Zahir Adolescente argentino. Quattordici anni. Cerca di rubare la moto a un poliziotto. Colpito a morte. Proteste. Funerale con spari in aria e corteo di moto [Mikkelsen Jensen–Dalbe, Clarín, Argentina, 26/2].
 
Milano-Cortina Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. Negli Usa sono stati i giochi invernali più seguiti degli ultimi dodici anni. Nbc registra una media di ventiquattro milioni di telespettatori. Più 94 per cento rispetto a Pechino 2022 [Reedy, Ap, Usa, 23/2] • «Avete realizzato un nuovo tipo di Olimpiadi invernali e fissato standard molto elevati per il futuro», commenta Kirsty Coventry, presidente del Comitato olimpico internazionale. Biglietti per la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona tra novecentocinquanta e duemilanovecento euro [Weir-Pollina, Reuters, Usa, 22/2] • «Prestazioni sportive di alto livello. Mai tanto interesse per gli sport invernali» [Ingle, Guardian, Regno Unito, 22/2] • «I momenti più memorabili non sono state solo le medaglie, ma le reazioni alle sconfitte e le rivincite. Vedere alla voce Brignone. Milano-Cortina ha umanizzato i campioni» [Robbins, Financial Times, Regno Unito, 21/2] • «Sono state le Olimpiadi più dispersive di sempre. Ma hanno fatto scuola» [De Ruiter, Euronews, Belgio, 22/2].
 
Moda nigeriana Sta conquistando il mondo grazie ai social media e alla diaspora nigeriana. Migliaia di visitatori alla Lagos Fashion Week. Celebrità statunitensi indossano creazioni di stilisti nigeriani sui red carpet. Lo stile si diffonde anche tra gli adolescenti americani e nelle filiere del lusso: concerie nigeriane forniscono pelli e stoffe a Gucci e Ferragamo [Economist, Regno Unito, 21/2].
 
Nicaragua Stato centroamericano. Regime autoritario guidato dal 2007 dal sandinista Daniel Ortega e dalla moglie Rosario Murillo. Cinquemilacinquecento Ong chiuse. Trecento giornalisti fuggiti. Oltre duecento sacerdoti incarcerati o in esilio. Il dieci per cento della popolazione emigrata dal 2019. Il venti per cento soffre la fame [Economist, Regno Unito, 21/2] • Il Paese resiste alle sanzioni degli Usa grazie alla Cina, che costruisce infrastrutture e centri commerciali. In cambio sfrutta l’otto per cento delle risorse minerarie [Straits Times, Singapore, 25/2].
 
Norvegia Paese scandinavo. Trionfa alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina con quaranta medaglie e diciotto ori. In patria però le élite del Paese scandinavo sono sotto accusa: l’ex premier Thorbjørn Jagland, coinvolto nel caso Epstein, circa dieci giorni fa ha tentato il suicidio [Chutel-Krüger, Nyt, Usa, 23/2] • Marius Borg Høiby, primogenito della principessa ereditaria Mette-Marit di Norvegia. A processo per presunte violenze sull’ex compagna, l’influencer Nora Haukland. In aula è stata ascoltata una registrazione in cui Høiby la insulta pesantemente [Thornéus, Aftonbladet, Svezia, 25/2].
 
Oseguera Cervantes, Nemesio, detto El Mencho. Capo e fondatore del Cjng, il cartello Jalisco Nueva Generación nel 2007. Cinquantanove anni. Considerato il narcotrafficante più potente del Messico. Ucciso domenica 22 nello stato di Jalisco in un’operazione militare congiunta di Usa e Messico. Il Cjng è responsabile del traffico di fentanyl verso gli Usa [Arrieta, El Universal, Messico, 24/2] • Risultati dell’Operazione Northern Border, lanciata un anno fa, il 5 febbraio 2025, dalla presidente del Messico Claudia Sheinbaum in accordo con Donald Trump: trenta tonnellate di droga sequestrate, duecentoquarantadue chili di fentanyl, milleduecentocinquantatré armi confiscate, cinquemilacinquecentonove arresti [Figaro, Francia, 24/2].
 
Pajor, András Sacerdote cattolico ungherese. Parroco a Zugló, Budapest. Bandito dalle funzioni sacerdotali per dieci anni. Decisione del Dicastero per la dottrina della fede, in vigore dal 18 dicembre 2025. Durante i campi estivi, il prete chiedeva ai ragazzi di spogliarsi. Pretesto: controllare la presenza di zecche [Blikk, Ungheria, 26/2].
 
Romance scam Truffa sentimentale online. Una donna ungherese di sessantanove anni conosce su WhatsApp un uomo che si finge principe di Dubai. Promette nozze. Chiede cinquecentomila dollari, circa quattrocentomila euro, per documenti matrimoniali. La vittima paga con carte regalo digitali [Blikk, Ungheria, 26/2].
 
Sauer, Silke Clochard tedesca. Quarantaquattro anni. Trovata morta e decapitata in un edificio abbandonato a Scandicci, vicino a Firenze. Il corpo era smembrato. Arrestato un sospetto, Chlil Issam, senzatetto marocchino di trent’anni. Secondo i testimoni conosceva la vittima. Sul posto un machete insanguinato. Indagini in corso [Bild, Germania, 21/2].
 
Scheda elettorale Quella delle comunali di Francoforte sul Meno, in Assia, del 15 marzo è larga sessanta centimetri e lunga circa un metro e mezzo. Conta millecentoventi candidati. Le dimensioni derivano dall’obbligo tedesco di stampare tutti i nomi con lo stesso formato. Inclusi titoli nobiliari e pseudonimi [Frankfurter Allgemeine Zeitung, Germania, 21/2].
 
Surf Sport acquatico. Secondo l’Associazione nazionale dei surfisti portoghesi, il surf genera profitti per 2,5 miliardi di euro nel 2024, con crescita attesa fino a 3,8 miliardi di euro entro il 2030 [Carmo, Diário de Notícias, Portogallo, 24/2].
 
Talarico, James Democratico texano. Trentasei anni. Ex insegnante e seminarista. Candidato alle primarie per il Senato degli Stati Uniti nel 2026. Usa citazioni bibliche per difendere sanità pubblica e diritti civili. Star di TikTok. Nel 2018 scopre il diabete. Eletto al parlamento locale del Texas, si batte per ridurre il prezzo dell’insulina [Friend, New Yorker, Usa, 23/2].
 
Tatuaggi Pratica estetica. Studi dell’Università di Lund indicano effetti nocivi sul sistema immunitario. Segnalate infiammazioni durature e risposte alterate ai vaccini. Ipotesi di aumento di linfomi e tumori cutanei. L’Unione europea ha limitato migliaia di sostanze negli inchiostri. Ma i controlli sono ancora deboli [Svenska Dagbladet, Svezia, 25/2].
 
Tedesco Lingua germanica. Nel mercato del lavoro svizzero i germanofoni guadagnano fino al 23 per cento in più rispetto agli italofoni e ai francofoni. Lo indica uno studio dell’Università di Ginevra [Gerber, Blick, Svizzera, 26/2].
 
Ucraina Paese dell’Europa orientale. Il 24 febbraio 2026 ricorreva il quarto anno dall’invasione russa. Circa seicentomila perdite complessive tra morti, feriti e dispersi. Centoquarantamila militari uccisi. Almeno quindicimila civili morti, secondo dati forniti dalle Nazioni Unite. Dal 2022 hanno lasciato il Paese circa sette milioni di persone [Politiken, Danimarca, 24/2] • Secondo il Csis, centro studi statunitense, la Russia dall’inizio della guerra conta circa un milione e duecentomila perdite complessive [Ap, Usa, 24/2] • Borodyanka, città ucraina, a cinquanta chilometri da Kiev. Nel 2022 devastata da bombe e carri armati. Almeno centosettantuno morti. Oggi è lontana dal fronte. Con fondi statali e internazionali sono stati ricostruiti un supermercato, una stazione di polizia e un centro di riabilitazione per disabili. L’allarme aereo però suona ancora [Peek, Nrc, Paesi Bassi, 24/2] • Dopo quattro anni di guerra anche la vita dei russi è cambiata. Nel 2025 oltre cinquecento chiusure aeroportuali e ottocento guasti aerei. Ascensori fermi per mancanza di pezzi. Tasso di fertilità a 1,3, minimo dal 2006. Prescrizioni di antidepressivi in aumento del 18 per cento nel 2025 [Economist, Regno Unito, 21/2].
 
Vodka Acquavite. In Laos chiuso il processo per la morte di cinque turiste occidentali nel novembre 2024. Si trattava di due australiane di diciannove anni, due danesi di venti e ventuno e una britannica di ventotto anni. In un ostello avevano bevuto vodka contaminata con metanolo. Il personale dell’ostello è stato multato per quattro milioni di kip laotiani, circa centodieci euro [Rosin, Bild, Germania, 21/2].
   
Lingua
Ecco alcune parole nuove che abbiamo imparato frequentando la stampa estera
 
Gps spoofing (dall’inglese, lett. «ingannare il Gps»). Distorsione del segnale satellitare. In Russia, per effetto dei sistemi anti-drone, il Gps può indicare posizioni sbagliate fino a cinquanta chilometri. Automobilisti e camionisti tornano alle mappe cartacee [Economist, Regno Unito, 21/2].

Post-Olympic blues (dall’inglese, lett. «malinconia post-olimpica»). Calo emotivo che colpisce molti atleti dopo i Giochi. Finita l’euforia arrivano ansia e depressione. Scompaiono obiettivi e routine. I comitati olimpici rispondono con supporto psicologico e linee di ascolto [Keh, Nyt, Usa, 23/2].

Slavic dolls (dall’inglese, lett. «bambole slave»). Espressione usata da Jeffrey Epstein in diverse mail. Indicava giovani polacche attirate a Parigi e New York con false promesse di lavoro nella moda. Varsavia apre un’indagine autonoma [Gazeta Wyborcza, Polonia, 25/2].

Zili gengsheng (dal cinese, lett. «contare sulle proprie forze»). Principio lanciato da Mao Zedong negli anni Sessanta. Oggi Xi Jinping lo ripropone per indicare l’autosufficienza di Pechino in materia di tecnologia ed energia: a fine 2025 è stimata attorno al 35 per cento [South China Morning Post, Cina, 25/2].
  
Analisi e opinioni
 
«Grazie ai Giochi invernali, il mondo ha scoperto Milano come la città italiana più moderna. E la meno italiana. Ordinata. Efficiente. Quasi sospetta. Secondo Milano, il resto del Paese perde tempo» [Podemsky, Polityca, Polonia, 25/2].

«In questi giorni Monica Bellucci è ovunque. Dai Bafta 2026 a Londra alla Milano Fashion Week. Il tempo le ha dato autorità. Monica non insegue la moda, la rallenta» [Daily Mail, Regno Unito, 25/2].

«Cosa conta di più nell’era dell’Ai? Le competenze di base. Comprendere testi. Scrivere con chiarezza. Ragionare. Verificare. Decidere. Chi non sa farlo, delega, sempre più. E perde potere» [Úŝela, Deník N, Repubblica Ceca, 25/2].

«La sicurezza non può restare affare degli Stati-nazione. Serve un nucleo duro. Un euro-esercito. Come l’euro, anche la difesa comune può nascere senza l’unanimità. La pax americana è finita» [Krzysznski, Polityca, Polonia, 25/2].

«Il tasso di natalità in Germania è sceso a 1,35 figli per donna, vicino al minimo storico. A Berlino arriva addirittura a 1,21: nonostante il desiderio di avere figli rimanga intatto (circa due bambini a persona), gli ostacoli economici e strutturali impediscono ai giovani di realizzarlo» [Soltau, Tagesspiegel, Germania, 27/2].
 
In chiusura
Il New York Times ci spiega 
perché il dollaro è ancora vivo e forte, 
checché se ne dica
 
«Il dollaro non è morto e non sta morendo. I numeri lo dimostrano. Nelle riserve valutarie delle banche centrali vale circa il 57 per cento. L’euro è attorno al 21 per cento. Il renminbi poco sopra il 2 per cento. Nei pagamenti internazionali il dollaro pesa quasi il 60 per cento. Nei mercati dei cambi è coinvolto in circa l’89 per cento delle transazioni globali. Gli investitori stranieri hanno aumentato le detenzioni di titoli del Tesoro di oltre seimilaseicento miliardi dall’insediamento di Trump. Anche le banche centrali hanno aggiunto circa settanta miliardi. Ma il dollaro è vivo non per virtù, ma per mancanza di alternative» [Prasad, Nyt, Usa, 26/2].
 
I giornali di questo numero: Argentina Clarín Belgio De Standaard Canada Global News Cina South China Morning Post Danimarca Jyllands-Posten, Politiken Finlandia Helsingin Sanomat Francia Afp, La Croix, Le Figaro, Le Monde, Libération Germania Bild, Deutsche Welle, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Tagesspiegel Grecia Kathimerini Iran Fars, Shargh Israele Times of Israel Messico El Economista Norvegia Aftenposten Paesi Bassi Nrc Polonia Gazeta Wyborcza, Polityka Portogallo Diário de Notícias Qatar Gulf Times Regno Unito Financial Times, Reuters, The Daily Telegraph, The Economist, The Guardian, The Independent, The Sun, The Times Repubblica Ceca Deník N Singapore The Straits Times Slovacchia Sme Slovenia Dnevnik Spagna El Mundo, El País Stati Uniti Associated Press, News Guard, The Atlantic, The New Yorker, The New York Times, The Wall Street Journal, The Washington Post Sudafrica Cape Argus  Svezia Aftonbladet, Svenska Dagbladet Svizzera Blick Thailandia The Bangkok Post Ungheria Blikk, Nepszava.
  
Ciao. A domenica prossima
 
 
The Anteprima
a cura di Roberto Rosano
Anno I Numero 9
Supplemento ad Anteprima
Direttore Giorgio Dell’Arti
Vicedirettore Jessica D’Ercole
Domenica  1° marzo 2026
ISSN 2611-3430