Anteprima, 18 gennaio 2026
TheAnteprima n.3
DOMENICA 18 GENNAIO 2026
(articoli apparsi sulla stampa estera
da sabato 10 gennaio a venerdì 16 gennaio)
A cura di Roberto Rosano
Frase della settimana
«Non solo tutti i cliché sulla Russia sono veri,
ma un giudizio sulla Russia che non sia un cliché
è più probabile che sia falso»
[Emmanuel Carrère a Trémolet de Villers, Figaro, 13/1]
People (e non solo)
Acqua In Danimarca il 55 per cento dei pozzi è inquinato dai pesticidi (fonte: Ministero dell’Ambiente). La protezione attuale, basata su accordi volontari con gli agricoltori, copre solo l’1,5 per cento dei campi. Per depurare l’acqua i danesi spenderanno diciotto miliardi di corone (2,4 miliardi di euro) [Bredsdorff, Politiken, 14/1].
AI Intelligenza artificiale. In alcuni centri di calcolo tra Stati Uniti e Regno Unito, l’Intelligenza artificiale testa i farmaci su pazienti digitali invece che reali. Tempi di sperimentazione crollati da cinque anni a diciotto mesi [Economist, 10/1].
Aminian, Rubina Studentessa di Fashion Design, 23 anni. Uccisa dai mullah in Iran. Sognava di fare la stilista a Milano. Un colpo alla testa all’uscita dello Shariati College di Teheran. I genitori l’hanno trovata al centro forense di Kahrizak, una tra i tanti nella fila dei corpi supini [Gulf News, 12/1].
Arabia Saudita Uno dei regni più conservatori al mondo. Apre il primo negozio di alcolici, e allenta così un divieto degli anni Cinquanta. L’accesso è riservato agli stranieri con stipendio mensile superiore ai tredicimila dollari. Sarà legale acquistare fino a 50 litri di whisky al mese. Controllo con un sistema a punti. Resta proibito bere in pubblico o offrire whisky ai musulmani [Fattah, Business Mirror, 11/1].
Birol, Fatih Economista turco, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie). Viaggia sempre in classe economica e va a letto alle 20.00. Eloquio denso di numeri. Il New York Times: «È l’uomo più noioso del mondo». Ora è a Stoccolma per parlare di nucleare. Dice: «La Svezia produce così tanta energia pulita da poterne regalare un po’ a tutta l’Europa. Grazie a sole, vento e atomo, l’Unione Europea ha evitato di versare alla Russia cento miliardi di dollari (circa 86 miliardi di euro) per l’acquisto di petrolio e gas» [Forsberg, SvenskaDagbladet,15/1].
Burundi Stato africano tra i più densi al mondo. Quattordici milioni di persone in ventottomila chilometri quadrati. In media ogni donna partorisce cinque figli. A Bujumbura, la capitale, la gente è troppa, lo spazio è poco. Si costruiscono case persino nei cimiteri. Fratelli e vicini si contendono pochi millimetri in tribunale. Le aule di giustizia intasate da dispute fondiarie. Entro il 2050 si prevede quasi un raddoppio, dieci milioni di bocche in più [Economist, 10/1].
Cannabis Pianta erbacea dai principi psicotropi, motore del narcotraffico tra Oklahoma e New York. Mafie cinesi. Sfruttando le leggi permissive dell’Oklahoma e i suoi terreni a basso costo, il business ricicla miliardi via WeChat e sfrutta i migranti per pochi dollari l’ora. Oltre l’ottanta per cento delle coltivazioni illegali è in mano a prestanome legati a Pechino. Il sessantasei per cento dei sequestri federali avviene in Oklahoma [Root-Pallaro-Forsythe, Nyt, 12/1].
Carbone Roccia sedimentaria combustibile. In Cina la sua produzione arretra per la prima volta dal 1973 grazie al boom di solare ed eolico (-1,6 per cento). Nei primi sei mesi del 2025, Pechino ha installato 300 Gw di fotovoltaico, pari a circa trecento centrali nucleari, più dell’intera capacità della Germania relativamente all’energia rinnovabile. Per costruire il suo sistema di energia rinnovabile la Germania ci ha messo venticinque anni [Ambrose, Guardian, 13/1].
Carrère, Emmanuel Scrittore francese. Ha un rapporto viscerale con la Russia (sua madre, l’accademica francese Hélène C. d’Encauste, era una grande slavofila e discendente di nobili russi). In un’intervista Carrère ha parlato della Russia come di «un cocktail detonante di alcol forti, soldi facili, feste illimitate e creazione artistica pazza e senza tabù». Ha anche detto che «tutti i cliché sulla Russia sono veri» e che «le nostre democrazie liberali sono un po’ noiose» [Trémolet de Villers, Figaro, 13/1].
CPI Corte penale internazionale dell’Aia. Gli americani hanno inserito otto giudici e tre funzionari della Corte penale internazionale nelle liste di terroristi e narcotrafficanti. Ritorsione per il fatto che la Corte penale internazionale indaga sui crimini di guerra americani in Afghanistan e sui crimini di guerra israeliani a Gaza. Conseguenze: circuiti Swift bloccati, carte di credito inutilizzabili, servizi digitali revocati. La Corte è ora costretta a trasferire l’intera infrastruttura finanziaria e tech su piattaforme europee [Simons, Nyt, 12/1].
Da Vinci, Leonardo Genio italiano. Un team internazionale di scienziati sta cercando di ricostruire il suo profilo genetico per identificare i resti conservati ad Amboise, in Francia. L’indagine incrocia analisi su disegni originali, ricerche genealogiche su discendenti viventi e scavi in antiche cripte toscane [Vey, Figaro, 13/1].
Docklands Ex area portuale di Londra trasformata da Margaret Thatcher in una zona franca. La burocrazia è azzerata, le tasse ridotte, la sicurezza affidata a privati. Tasso di criminalità inferiore del 90 per cento rispetto al resto di Londra. Ha persino una metropolitana e un aeroporto suoi. Da sola produce la stessa ricchezza di Birmingham, la seconda città più grande del Regno Unito [Economist, 10/1].
Egan, Damien Deputato laburista ebreo e vicepresidente dei Labour Friends of Israel. Sostiene apertamente Israele. La sua visita in una scuola di Bristol è stata cancellata dopo le proteste di attivisti pro-Palestina. Il governo lo ha difeso pubblicamente [Bristol Post, 13/1].
Einhorn, Srulik Stratega e amico di Netanyahu. È scappato in Serbia. Fa da consulente al presidente Vučić. Sotto inchiesta in Israele per aver passato documenti segreti dell’esercito israeliano al quotidiano Bild. Avrebbe inoltre gestito campagne per il Qatar e inviato un furgone con altoparlanti sotto casa di Shlomo Filber. Shlomo Filber è un testimone chiave in un processo contro Netanyahu. Einhorn voleva intimidirlo e, a tutto volume, dargli del traditore [Al Bilad, 13/1].
Groenlandia Territorio indipendente del Regno di Danimarca. Da quando Trump la minaccia, la vendita delle sue bandiere è aumentata del novanta per cento. Lo confermano gli storici produttori Dahl e Langkilde [Bild, 14/1].
Hockney, David Pittore, icona della Pop Art inglese. Ha bocciato il prestito dell’Arazzo di Bayeux dal Museo di Bayeux in Normandia al British Museum. L’Arazzo di Bayeux è un capolavoro dell’XI secolo. Rappresenta la conquista normanna dell’Inghilterra. «Spostare un’opera di mille anni per pura vanità e lucro espone il tessuto a danni irreversibili. I musei non dovrebbero proteggere l’arte?» [Wootton-Cane, Independent, 15/1].
Hong Kong Regione ad amministrazione speciale della Cina. Sta diventando la capitale del riciclo di carcasse di aerei. Punta a formare mille tecnici l’anno entro il 2028 per recuperare motori e metalli preziosi. Un business mondiale da 2,5 miliardi di dollari (2,15 miliardi di euro) [Tran, BáoXâyDựng, 14/1].
Joint Systems Manufacturing Center Nuovo impianto per la produzione di veicoli corazzati in Israele. Servirà a costruire carri armati Merkava e blindati Namer ed Eitan. Stando ai documenti del Genio militare Usa, gli americani finanzieranno il progetto con due miliardi di dollari [Yaron, Haaretz, 13/1].
Landespolizei Mecklenburg-Vorpommern Polizia tedesca del Meclemburgo-Pomerania. A causa di un attacco hacker di giugno, i sistemi informatici non funzionano più. I quattromila agenti per comunicare tra loro devono usare vecchie radio. Senza computer e senza mail, sono costretti a tornare in ufficio ogni volta che c’è da scrivere un rapporto. I giovani agenti, non avendo più app per scansionare le patenti, hanno dovuto imparare l’alfabeto Nato (Alpha, Bravo, Charlie…) e dettare i nomi per radio, come negli anni Ottanta [Ostsee Zeitung, 14/1].
Latvian Radio 4 Storica radio lettone in lingua russa. È stata chiusa il 1° gennaio dopo 24 anni di trasmissioni. Effetto di una legge che, in Lettonia, bandisce i media in lingua russa. Il venticinque per cento della popolazione lettone, però, è di etnia russa. Questa legge la avvicina alla propaganda del Cremlino [Diena, 11/1] • Delle 844 scuole ucraine nei territori controllati da Mosca (Luhans’k, Donec’ketc) ne restano 222, attive solo via web. Bambini e ragazzi studiano in clandestinità e nascondono i quaderni durante le perquisizioni dell’Fsb (l’ex Kgb). Compiuti i 18 anni, i giovani scappano per non combattere contro la loro gente [Kozljuk-Lichnerowicz, Polityca, 14/1].
Magyar, Péter Politico ungherese. Leader del partito di centro-destra Tisza. Dopo essere stato uno stretto collaboratore di Viktor Orbán, è passato all’opposizione denunciando la corruzione del governo. Attualmente supera Orbán nei sondaggi (49 contro il 36 per cento). Si presenterà come principale sfidante di Orbán alle elezioni parlamentari del 12 aprile [Nepszava, 11/1].
Marcin, J. Poliziotto polacco in servizio a Piaseczno, città di cinquantamila abitanti a venti chilometri da Varsavia. Ubriaco, mentre era in servizio ha violentato negli uffici del comando una tirocinante di 22 anni. È stato arrestato. Comandante e vicecomandante si sono dimessi [KK, Polityka, 14/1].
Megged, Amos Attivista israeliano di Protective Presence. Nel 2025 ha documentato il reclutamento di bambini soldato da parte di coloni israeliani. I coloni israeliani adoperano i bambini-soldato contro i pastori palestinesi. Nella Valle del Giordano si contano quaranta attacchi in due anni compiuti da minori. Le autorità ignorano sistematicamente le denunce [Biderman, Haaretz, 13/1].
Moshe, Leon Sindaco di Gerusalemme. Guida una campagna di demolizioni ed espulsioni senza precedenti a Gerusalemme Est, nei quartieri arabi di Silwan (al-Bustan e Batan al-Hawa). Sotto il suo mandato circa duemila palestinesi hanno perso la casa per fare spazio a progetti turistici e nuovi insediamenti di coloni [Oppenheimer, Haaretz, 13/1].
Muraisi, Heba Attivista di Palestine Action, in carcere da diciotto mesi nel penitenziario di New Hall (Yorkshire). Ha smesso di mangiare il 2 novembre. Secondo i medici è prossima alla morte per infarto. Insieme ad altri detenuti, tra cui Kamran Ahmed, chiede la chiusura delle fabbriche d’armi israeliane nel Regno Unito. Intellettuali come Naomi Klein e Judith Butler hanno firmato un appello di solidarietà [Siddique, Guardian, 13/1].
Musk, Elon Imprenditore sudafricano attivo negli Stati Uniti. Il suo Starlink, sistema di connessione internet via satellite, invia i dati dallo spazio in Iran a centomila kit clandestini di ricezione. Così Starlink aggira il blocco di internet imposto dal regime per isolare le proteste [Down, Guardian, 13/1] • La ministra della Tecnologia inglese, Liz Kendall, ha messo in moto contro Musk il garante delle telecomunicazioni (Ofcom). Motivo: Grok, l’intelligenza artificiale di Musk, è capace di generare nudi di personaggi pubblici, di minorenni, di donne e uomini qualunque, ecc. Per evitare sanzioni miliardarie Musk ha deciso di bloccare in tutto il mondo la possibilità di spogliare le persone [Milmo-Horton-Stacey, Guardian, 13/1] • In Polonia, il presidente Karol Nawrockisi è ritrovato in bikini su tutti i social. Aveva rifiutato di firmare il Digital Services Act europeo a tutela degli utenti. Nawrocky è sposato con Marta Nawrocka e ha tre figli [Chaciński, Polytica, 14/1].
Pahlavi, Reza Figlio dell’ultimo scià, in esilio negli Stati Uniti dal 1979. In un’intervista a Fox News ha elogiato Donald Trump per lo slogan «MIGA: Make Iran Great Again». Si propone come figura di garanzia per gestire il post-regime a Teheran ed evitare l’anarchia. La sua strategia: uno sciopero generale nei settori economici chiave e un intervento militare diretto degli Usa. Sostiene che tra le file dei pasdaran siano già iniziate le prime defezioni [Ross, Politico, 13/1].
Patriots for Europe Alleanza europea di partiti nazionalisti e populisti a cui ora ha aderito anche il Likud di Netanyahu in qualità di membro osservatore. Include i partiti di Orbán, Le Pen e Salvini, ma anche l’austriaco Fpö e l’Afd tedesca, che lo Stato ebraico boicotta ufficialmente per le sue radici antisemite [Hoare e Issacharoff, Haaretz, 13/1].
Peevski, Delian Oligarca bulgaro, leader del partito populista Dps. Negli anni ha acquistato giornali, tv e reti di distribuzione della stampa bulgara. Utilizza questi media per lanciare campagne di fango contro magistrati e rivali politici [Kathimerini, 14/1].
Port Talbot Città del Galles. Attraverso un georadar, i ricercatori dell’Università di Swansea hanno scoperto nell’area di Margam Parki resti di una villa romana grandi 43 metri per 55. I pavimenti sono rimasti intatti per millenni grazie al fatto che l’area, essendo dal Medio Evo riserva di caccia, non è mai stata arata [Knapton, Daily Telegraph, 13/1].
Powell, Jerome Presidente della Fed, la Banca Centrale americana. È sotto indagine penale per presunte menzogne sui costi di ristrutturazione della sede centrale (saliti da 1,9 a 2,5 miliardi di dollari). Powell bolla l’indagine come una trappola di Trump per costringerlo a tagliare i tassi d’interesse e far risparmiare al Tesoro oltre mille miliardi di dollari (circa 860 miliardi di euro). Il taglio dei tassi d’interesse spingerebbe in su l’inflazione [Der Standard, 13/1].
Quitter’s Day «Giorno di chi molla» ormai in tutto il mondo. Ricorre il secondo venerdì di gennaio da quando, nel 2019, l’app per il tracciamento sportivo Strava ha individuato statisticamente la data in cui la maggior parte degli utenti smette di allenarsi [Süddeutsche Zeitung, 14/1].
Rockwool Azienda danese di materiali isolanti. Nonostante abbia scelto di non lasciare la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, un decreto di Putin l’ha messa sotto sequestro e ha imposto la gestione russa degli impianti. Il valore dei beni confiscati è di 3,5 miliardi di corone (circa 470 milioni di euro) [Jyllands-Posten, 14/1].
Rodríguez, Delcy Leader ad interim del Venezuela, 56 anni. Figlia di un martire marxista, unisce l’insulto aggressivo all’Occidente a una passione per il lusso e la moda europei. Poliglotta, sorboniana, ha messo all’angolo tutti i rivali maschi. Oggi, è l’unica interlocutrice di Trump. Fornisce di petrolio gli americani e nello stesso tempo li definisce «aggressori nucleari» [Romero, Nyt, 12/1] • Il nuovo governo di Delcy Rodríguez ha annunciato il rilascio di più di quattrocento prigionieri politici. Tra i fortunati, gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò, oltre alla nota attivista Rocío San Miguel. Ma le Ong accusano il regime di gonfiare i dati includendo detenuti comuni per nascondere gli oltre mille dissidenti ancora in cella [Cantante-Martín, País, 13/1].
Schilling, Bjarne Giornalista del quotidiano danese Politiken. È lo Stefano Lorenzetto di Danimarca. Il suo compito non è scrivere notizie, ma fare le pulci a quelle dei colleghi di redazione nella rubrica Faktaogfejl (Fatti ed errori) [Politiken, 14/1].
Scimmie gay Uno studio dell’Imperial College rivela che i maschi di 59 specie di primati, inclusi scimpanzé, scimmie e gorilla, praticano regolarmente rapporti omosessuali. L’accoppiamento tra maschi funge da collante sociale per placare l’aggressività e prevenire i conflitti interni al branco: fanno l’amore per non fare la guerra [Davis, Guardian, 13/1].
Sheehy, Tim Senatore repubblicano del Montana ed ex ufficiale della marina americana. Anche lui, come le manifestanti iraniane e altri deputati repubblicani, si è acceso una sigaretta con l’effigie in fiamme di Khamenei [Washington Post, 16/1].
Svalbard Arcipelago norvegese. Qui i russi gestiscono la miniera di carbone di Barentsburg (trattato del 1920). Il carbone è in perdita, tuttavia Mosca finanzia l’insediamento per mantenere un avamposto su un suolo Nato, monitorare i satelliti e riaffermare la sua influenza storica e militare nell’Artico [Minten, De Standaard, 14/1].
Takaichi, Sanae Dall’ottobre scorso primo ministro giapponese. Ha incontrato per la seconda volta la premier italiana Giorgia Meloni. L’occasione: un bilaterale a Tokyo. Takaichi ha anche cantato a Meloni Tanti auguri a te in italiano. Era infatti il compleanno di Giorgia Meloni (15 gennaio, 49 anni) [Nyt, 16/1] • Sul piano politico, Takaichi cavalca la linea dura contro l’invasione di turisti e immigrati «maleducati, ignari delle nobili tradizioni nipponiche». Entro il 2070 la popolazione giapponese crollerà del 30 per cento. Gli stranieri sono oggi appena il tre per cento della popolazione (contro il quindici per cento della media Ocse). Il turismo è la seconda voce dell’export giapponese dopo le auto [Economist, 10/1].
Tangen, Nicolai Guida Nbim, il fondo sovrano norvegese da 2.100 miliardi di dollari, alimentato dai proventi del petrolio (finanzia il 20 per cento della spesa pubblica norvegese). Celebre per via di un podcast intitolato In Good Company with Nicolai Tangen. Le sue scelte etiche – come il bando di Caterpillar e di altre aziende ritenute complici delle operazioni israeliane a Gaza – hanno scatenato l’ira di Donald Trump, che ora minaccia dazi contro la Norvegia [Aftenposten, 12/1].
Terrorgram Gruppi neonazisti specializzati nella radicalizzazione dei minori attraverso Telegram. Uno studio della polizia criminale tedesca (Lka) basato su 37 inchieste rivela una preoccupante velocità di reclutamento: dal primo contatto alla pianificazione di un attentato passa meno di un anno. L’età media degli utenti è di 14 anni [Köhler, Süddeutsche Zeitung, 14/1].
LinguaEcco alcune parole nuove che abbiamo imparato frequentando la stampa estera
Competitive De-Escalation (dall’inglese, lett. «de-escalation agonistica»). Riforma dello sport giovanile negli Stati Uniti, introdotta per contrastare l’abbandono precoce (il 70 per cento degli atleti molla a soli 13 anni). Il modello mira a tutelare sessanta milioni di sportivi eliminando gli strumenti che generano ansia da prestazione, come pistole starter e cronometri, e imponendo una formazione psicologica obbligatoria agli allenatori in sette Stati [Belson, Nyt, 12/1].
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De-baathification (dall’inglese, lett. «rimozione del Ba’th», il partito di Saddam Hussein). Trattasi dell’epurazione totale dei funzionari iracheni operata dagli Usa nel 2003, quella che causò il collasso dell’Iraq. Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià, la cita come esempio da non ripetere in Iran: il suo piano prevede di mantenere le strutture burocratiche del regime attuale per evitare il caos e la guerra civile [Al Arabiya News, 13/1].
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Hafradat (dall’ebraico, lett. «separazione»). Indica la rottura del movimento gay israeliano con il movimento internazionale Lgbtq+. I gay israeliani accusano il movimento internazionale Lgbtq+ di essersi schierato dalla parte dei palestinesi. Questo senso di tradimento spinge molti omosessuali israeliani sempre più a destra [Israel HaYom, 13/1].
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Snowflakes (dall’inglese, lett. «fiocchi di neve»). Termine dispregiativo utilizzato da psicologi e sociologi, tra cui l’americano Jonathan Haidt, per descrivere i giovani della Generazione Z, ritenuti eccessivamente fragili e suscettibili. Colossi come Bnp Paribas e Sanofi stanno ora addestrando i propri manager senior a gestire questa sensibilità per evitare la fuga di nuovi talenti [Clarín, 16/1].
Analisi e opinioni
«Dal delirio mediatico del Pandoro Gate Giorgia Meloni ha saputo trarre, come sempre, melassa politica, proponendo una legge che ha un nome ufficiale, Ddl Beneficenza, ed uno popolare, Legge Ferragni. Prevede multe tra i 5.000 e i 50.000 euro per influencer e produttori che non rispettino i vincoli di trasparenza e l’obbligo di rendere pubblica la sanzione sulla propria pagina a tutela dei consumatori» [Guardian, 14/1].
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«Si chiamano affettuosamente per nome, Giorgia e Sanae. Ridono e sorridono mentre posano per i ritratti, parlando del legame che le unisce come donne capaci di infrangere il tetto di cristallo. Sono riuscite a diventare leader in società profondamente patriarcali e, in quanto uniche donne al vertice del G7 e alla guida di partiti conservatori, si confermano oggi tra i dirigenti più influenti al mondo» [Nyt, 16/1: sta parlando della Meloni e della premier giapponese].
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«La Polonia ha molti traumi storici. Quando le grandi potenze si riuniscono per fare la pace, i polacchi sudano freddo. L’ultima volta, siamo spariti dalle mappe per oltre cento anni» [Zalewski,Polityka, 14/1].
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«Hezbollah sta collassando. Non c’è spazio per i piccoli attori se non come pedine dei grandi giocatori. Senza i soldi dell’Iran, l’hub della droga in Venezuela e il supporto logistico della Siria, la milizia è sola e costretta al disarmo» [Dörries, Süddeutsche Zeitung, 14/1].
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«I mullah dovrebbero prendere sul serio Donald Trump? Dovrebbero. I precedenti conflitti li hanno indeboliti. Basta fornire internet ai ribelli, mettere mano ai bombardieri stealth B-2 e il gioco è fatto» [Hinz, Tagesspiegel, 14/1].
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«L’allevamento di bovini e ovini nel Regno Unito oggi è spesso in perdita. Sopravviveva grazie ai sussidi Ue, che cesseranno definitivamente nel 2027. Per evitare il collasso del settore, gli esperti del think tank Green Alliance consigliano di puntare sul ripristino delle torbiere. I pascoli trasformati in serbatoi di carbonio pagati dallo Stato [Bristol Post, 13/1].
In chiusura
Folha de S. Paulo spiega il boom dell’oro ai bambini brasiliani
«Immaginate che il Dollaro sia un gettone per le giostre. Il Guardiano della banca ha il compito di proteggerne il valore, ma Mister Trump vorrebbe comandare al posto suo, regalando gettoni a poco prezzo per far felici tutti e farsi votare. Ma se si creano troppi gettoni dal nulla, succede che perdono valore e chi li ha messi da parte può comprarci sempre meno giri al Luna Park. La gente allora perde la fiducia, si spaventa e corre a comprare l’Oro che nessuno può stampare per sfizio» [Torres Freire, Folha de S.Paulo].
I giornali di questo numero: Arabia Saudita Al Bilad Argentina Clarín Austria Der Standard Belgio De Standaard Brasile Folha de S.Paulo Danimarca Jyllands-Posten, Politiken Emirati Arabi Uniti Al Arabiya News, Gulf News Filippine Business Mirror Francia Le Figaro, Libération Germania Bild, Ostsee Zeitung, Süddeutsche Zeitung, Tagesspiegel Grecia Kathimerini India Business Standard Israele Haaretz, Israel Hayom Lettonia Diena Norvegia Aftenposten Polonia Polityka Regno Unito Bristol Post, The Daily Telegraph, The Economist, The Guardian, The Independent Spagna El País Stati Uniti Politico, The New York Times, The Wall Street Journal, The Washington Post Svezia Svenska Dagbladet Turchia Hürriyet Daily News Ungheria Nepszava Vietnam Báo Xây Dựng.
Ciao. A domenica prossima
The Anteprima
A cura di Roberto Rosano
Anno I Numero 3
Supplemento ad Anteprima
Direttore Giorgio Dell’Arti
Vicedirettore Jessica D’Ercole
Domenica 18 gennaio 2026
ISSN 2611-3430