Il Messaggero, 10 marzo 2026
L’Agenzia per il meteo trasferita a Roma
Sette parole. È bastata una frase dentro un decreto legge per disporre il trasferimento dell’agenzia nazionale ItaliaMeteo da Bologna a Roma. Il trasloco compare nelle misure urgenti di fine febbraio varate dal governo Meloni per fronteggiare l’emergenza creata dagli eventi meteorologici, prima fra tutti la frana di Niscemi, in Sicilia. La norma si è rivelata, però, anche un’occasione per mettere mano alla struttura nazionale della Protezione Civile, alla quale si è pensato di non poter più rimandare l’affiancamento di questa giovane agenzia, nata nel 2022, che si occupa di sistemi meteo.
Più coerente trasferirla a Roma; questo in sintesi l’intendimento contenuto nell’articolo 18 del “decreto Niscemi”. Ed è imminente lo sbarco di ItaliaMeteo nella Capitale: fonti romane hanno anche una data precisa segnata sul calendario. È il 16 marzo, cioè tra meno di una settimana. Al netto delle amministrazioni emiliane, rimaste piuttosto spiazzate, che oggi allestiranno un presidio a Bologna. Ma il dado è tratto e, già ieri, il presidente dell’Emilia-Romagna Michele Pascale, intuendo che la scelta della Capitale fosse in linea con le esigenze nazionali, ha chiesto almeno una soluzione compromesso mantenendo un presidio tecnico dell’agenzia a Bologna.
«La sede di ItaliaMeteo è in Roma. Per l’esercizio dei compiti assegnati, il Commissario straordinario si avvale del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri», recita il decreto. E dalla Protezione civile confermano l’arrivo dei nuovi colleghi all’interno degli uffici romani. Non è ancora chiaro come sarà organizzato il personale. Ad oggi l’agenzia a Bologna è costituita da consulenti di esperti ma anche da lavoratori interinali e “comandi”, cioè personale che non è al 100% in ItaliaMeteo ma è, in un certo senso, in prestito da altre amministrazioni pubbliche, perciò svolge una parte dell’orario complessivo nell’agenzia e un’altra parte in un altro ente. Queste persone si trasferiranno a Roma? È possibile. Ma al di là dei contratti (prorogati fino al 31 dicembre 2026) è la scelta strategica che non è in discussione, cioè l’insediamento dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia a Roma con un fondo per il finanziamento pari 6,9 milioni di euro annui «a decorrere dall’anno 2026». Nella Capitale la Protezione civile ha un quartier generale operativo in via Vitorchiano, una laterale della via Flaminia (zona stazione “Due Ponti”, quadrante Roma nord), e una sede con funzioni amministrative che si trova in centro, in piazza Cavour, più precisamente in via Ulpiano, accanto al palazzo della Corte di Cassazione. È in questi uffici che troveranno spazio tecnici e dirigenti dell’agenzia che, dunque, coabiterà con i colleghi della Protezione civile, considerata la casa più congeniale a chi si occupa di meteo, nel bene (quando si tratta di monitorare ed emanare bollettini) e nel male (quando produce catastrofi come quelle scatenate dal ciclone Harry in Calabria, in Sardegna e appunto a Niscemi). Il Commissario straordinario, Fabio Ciciliano, nei giorni scorsi ha inviato la comunicazione ufficiale al Tecnopolo di Bologna in cui si informa del venir meno dell’interesse dell’Agenzia all’uso dei locali resi disponibili dall’Emilia-Romagna e della loro restituzione, fissata entro il 20 marzo.
L’Agenzia avrà un nuovo direttore scelto su proposta di Fabio Ciciliano, il Capo del Dipartimento della protezione civile. L’Agenzia «deve avere un respiro e un coordinamento nazionale», spiegano fonti di governo. E il trasferimento a Roma è considerato come la piena attuazione della legge istitutiva dell’Agenzia (2017). Ad oggi ItaliaMeteo opera in linea con l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), offre servizi altamente specifici rivolti a soggetti pubblici, privati, ai cittadini, e poggia sui pilastri che caratterizzano la moderna meteorologia, la climatologia e lo stato del mare. Fa monitoraggio, previsione, comunicazione, formazione del personale tecnico e divulgazione. Opera già in stretta sinergia con altri Enti Meteo e costituisce il “Sistema Meteorologico Nazionale”. È fondamentale per l’allertamento e per le misure di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. Che è un po’ la parafrasi di quell’articolo 18 del decreto che impone il necessario trasloco a Roma dell’Agenzia: “Disposizioni per il potenziamento dell’azione nazionale nei settori della meteorologia e della climatologia”.