la Repubblica, 10 marzo 2026
Il Papa “licenzia” il vescovo caldeo di San Diego
Via il vescovo caldeo dell’eparchia di Saint Peter the Apostle di San Diego dei Caldei negli Stati Uniti, monsignor Emanuel Hana Shaleta. Il 5 marzo era stato arrestato all’aeroporto internazionale di San Diego mentre cercava di lasciare gli Stati Uniti. È accusato di appropriazione indebita e riciclaggio di denaro.
Il Papa ha accettato oggi la sua rinuncia al governo pastorale che, secondo fonti vaticane, era stata presentata da Shaleta prima del suo arresto. Leone XIV ha nominato amministratore apostolico sede vacante della medesima circoscrizione monsignor Saad Hanna Sirop.
All’inizio di questa settimana, secondo The Pillar (sito che pubblica e commenta notizie dal mondo cattolico) Shaleta avrebbe dovuto recarsi a Roma. Shaleta, che guida l’eparchia cattolica caldea che copre la metà occidentale degli Stati Uniti, è stato arrestato con otto capi d’accusa di appropriazione indebita e otto capi di riciclaggio aggravato. “Shaleta è stato incarcerato presso la prigione centrale di San Diego”, ha scritto in un comunicato stampa lo sceriffo di San Diego. Lo sceriffo era stato contattato da un rappresentante della chiesa lo scorso agosto.
Si tratta del primo vescovo diocesano degli Stati Uniti in carica ad essere arrestato con accuse legate a reati finanziari. Il mese scorso Shaleta ha presentato le dimissioni dopo un’indagine ordinata dal Vaticano sulle accuse di appropriazione indebita e cattiva condotta personale. Il vescovo è stato accusato di aver intascato centinaia di migliaia di dollari in contanti dalla sua cattedrale. È stato anche accusato di essersi regolarmente recato nell’Hong Kong Gentlemen’s Club di Tijuana, un bordello al confine tra Stati Uniti e Messico. Il vescovo si è difeso sostenendo di essere vittima di una campagna mediatica di oppositori alla sua leadership.
“Molti di voi hanno visto la notizia sui social media: su come avrei gestito i soldi della Chiesa. Nella mia vita sacerdotale o episcopale non mi sono mai impadronito di fondi della Chiesa. Al contrario, ho fatto del mio meglio per conservare e gestire correttamente le donazioni della Chiesa”, ha detto il vescovo il 22 febbraio, durante la liturgia domenicale. Per concludere: “Il Vaticano ha avviato un’indagine su di me senza nemmeno avvisarmi. C’è una campagna mediatica mediatica finanziata da persone molto ricche contro la Chiesa caldea e il suo clero. Pertanto, chiedo a tutti voi che avete partecipato a questa Santa Messa e assistito al servizio che stiamo offrendo al Signore, chiedo che durante questo santo tempo di Quaresima, preghiate per quelle persone, per illuminare le loro anime e le loro menti, affinché persone negative e malvagie non controllino la Chiesa, e affinché quelle persone non diffondano scandali tra i fedeli cristiani semplici e buoni, fabbricando altre menzogne”.
Il rapporto di un investigatore privato, l’agente speciale dell’FBI in pensione Wade Dudley inviato dal Vaticano l’anno scorso, continua The Pillar, ha raccontato che il vescovo visitava regolarmente l’Hong Kong Gentlemen’s Club di Tijuana, denunciato più volte come “un bordello in cui le donne e le ragazze vittime di traffico sessuale sono costrette a lavorare nel commercio sessuale”.