la Repubblica, 10 marzo 2026
No agli extracosti per il Ponte sullo Stretto
Non un euro in più a carico del bilancio dello Stato per far ripartire il progetto del ponte sullo Stretto. Paga il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. Con i soldi che ha già a disposizione. A più di un mese dall’approvazione del Consiglio dei ministri (era il 5 febbraio), il decreto infrastrutture messo a punto dal Mit cambia ancora (prima dell’ok erano arrivati i rilievi del Colle sui paletti ai controlli della Corte dei conti). Le correzioni arrivano adesso dalla Ragioneria, dove il testo è rimasto fino ad ora sotto osservazione. Per sbloccarlo – spiegano fonti di governo – sarà necessario un nuovo passaggio del decreto in Cdm.
Nell’ultima bozza del decreto, datata 9 marzo, e che Repubblica ha potuto visionare, si legge che “le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
Il riferimento dei costi zero per lo Stato è a tutte le procedure che il Mit deve attivare per arrivare a sottoporre alla Corte dei conti la nuova delibera Cipess che serve per far partire i lavori del Ponte.
Non solo. La stessa indicazione della Ragioneria viene recepita dai tecnici del Mit in un altro articolo del decreto. Articolo 4: l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi, è nominato super commissario per le opere ferroviarie che sono sottoposte a sorveglianza. Ma sarà anche commissario straordinario di altre due opere (il collegamento ferroviario tra l’aeroporto di Verona e il lago di Garda, e il nuovo ponte tra Paderno d’Adda e Calusco d’Adda in Lombardia). Anche in questo caso non si potranno caricare nuovi costi sulle casse pubbliche. Vale anche per i rimborsi spese del commissario e degli eventuali sub-commissari che deciderà di nominare: in questo caso, infatti, il conto andrà sul bilancio di Rfi.
Altri compiti (e altri costi) per il Mit. L’ultima versione del decreto fissa paletti alla norma che designa l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, super commissario per le strade gestite dalla società controllata al 100% da Fs. Spetterà al dicastero di Salvini, infatti, approvare un decreto ministeriale per indicare i cronoprogrammi procedurali e finanziari degli interventi. Il testo dovrà contenere l’indicazione delle risorse a disposizione per i lavori e i criteri di revoca in caso di mancato rispetto dei termini previsti per la chiusura dei cantieri.
Nella nuova versione del testo spunta anche una norma sul Mose. Il sistema di paratoie mobili – si legge nel testo – “è acquisito al patrimonio indisponibile dello Stato per la consegna in uso governativo” all’Autorità per la laguna di Venezia.