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 2026  marzo 10 Martedì calendario

Selvaggia Lucarelli: “Io a Mediaset ma resto indipendente”

Selvaggia Lucarelli è tornata, con la sua capacità di dispiacere a tutti, a destra ma anche a sinistra. Stavolta persino la sua fanbase è rimasta spiazzata dalla decisione di accettare l’ingaggio come commentatrice della prossima edizione del Grande Fratello Vip, in onda dal 17 marzo.
Il GF inizia con il passo indietro di Alfonso Signorini. Quanto pesa l’ombra delle accuse di Fabrizio Corona su questa edizione?
«Oh ma il GF non è un concorso statale, non sono le selezioni per decidere il rettore dell’Università, è solo intrattenimento! E comunque non penso che possa incidere su questa edizione, perché è del tutto stravolta l’impronta che gli aveva dato Signorini, avendo rinnovato il format, il conduttore e gli opinionisti».
Il sospetto sul casting non è una macchia?
«In realtà tutta questa storia rischia di essere uno spot involontario al GF. Tutti vorranno vedere cosa è diventato, vorranno capire se questa “macchia” è andata via».
Da Rosa e Olindo fino al caso di Schettini, il professore influencer, lei ha sempre fatto una dura polemica contro il programma le Iene. Non le crea imbarazzo lavorare adesso per lo stesso editore?
«Guardi, io sono riuscita a far eliminare un concorrente da Ballando con le stelle perché indossava la maglietta della X Mas, riesco a boicottare persino i programmi di cui faccio parte, figuriamoci se mi può mettere a disagio il fatto di essere critica su un programma della stessa rete. Credo che chiunque mi chiami sappia che ci sono dei precedenti».
Sta dicendo che a Mediaset sono consapevoli di essersi messi la dinamite in casa?
«La mia battaglia contro le Iene va avanti da un decennio, forse di più, quindi altro che pregressi. Comunque, anche lavorando per la Rai ho criticato Giletti, a Sanremo faccio le bucce ogni anno. Non mi definirei un’aziendalista di ferro, non riesco a baciare la pantofola al mio datore di lavoro».
Qualcuno potrebbe dire che l’hanno chiamata a Mediaset come ricompensa perché ha difeso la famiglia e Signorini contro Corona…
«Potrei rispondere che uno dei motivi per cui anni fa sono andata via dal Fatto quotidiano è stato per una certa benevolenza del giornale nei confronti di Fabrizio Corona e perché partecipava a un programma di Loft, la casa di produzione del giornale».
Questo per dire che le critiche a Corona sono di vecchia data?
«No, per dire che più che farmi trovare lavoro, queste critiche un lavoro me lo hanno fatto perdere».

Sal Da Vinci canterà davvero al suo matrimonio in Puglia?
«Alberto Matano, una vecchia volpe, l’ha incastrato in diretta tv, spero che non si tiri indietro. Sono l’unica sposa che rischia che non si presentino né lo sposo né il cantante del matrimonio».

Ha scelto un cantante che per alcuni rappresenterebbe uno stereotipo negativo della “napoletanità”. Lei hai criticato molti, tra cui Arisa, ma non Da Vinci…
«Queste critiche mi sono sembrate profondamente snob, figlie di un atteggiamento elitario. Arisa cantava una canzoncina da cartone animato, Sal Da Vinci ha portato un pezzo nazional-popolare. Non si può avere la puzza sotto il naso verso il genere neomelodico, è un pezzo di Napoli che esiste».
Lei passa dal Grande Fratello alle inchieste su Cucinelli. Ha deciso se fa intrattenimento o giornalismo?
«Mi considero una giornalista quando faccio la giornalista e un’intrattenitrice quando faccio l’intrattenitrice. A me piace raccontare la società nella sua interezza, parlando di politica, di cultura, ma mi interessa anche il costume, il gossip. Se ti concentri solo su quello che è considerato nobile, ti perdi metà del Paese. Poi non capisci quando le persone votano in una certa direzione».
Non c’è il rischio di confondere il giornalismo con l’intrattenimento, finendo poi di scadere nel sensazionalismo?
«No, perché credo di dividere molto bene i due segmenti. Il GF non c’entra assolutamente nulla con le mie inchieste, quello a cui ambisco è essere credibile in entrambi i ruoli e fare le cose bene».
Che rapporto ha con la televisione?
«Spesso mi sento usata dai talk politici».
In che senso?
«Quando serve qualcuno molto duro con il governo di turno, si rivolgono a me sapendo che andrò dritta. Poi però, quando esplose il caso della ristoratrice, i talk hanno aperto la serata parlando di me come se fossi la giornalista feroce che monta la ghigliottina sulla piazza. Poco tempo dopo, quegli stessi conduttori hanno continuato a chiamarmi come se nulla fosse successo».
Non era più il boia?
«Il mostro è quello del momento, oggi sei tu, domani sono passati oltre. L’altro giorno mi ha chiamato Otto e mezzo sul caso del comico Pucci, quello stesso Otto e mezzo che fece una puntata mettendo me e il mio fidanzato sul patibolo per la ristoratrice, e ho risposto che non sarei andata».
Che rapporto ha con gli altri giornalisti tv?
«Il rapporto è sempre pessimo, sono vista con sospetto, con snobismo e con una punta di invidia perché cerco le notizie e sono brava a trovarle»
Il suicidio della ristoratrice Giovanna Pedretti. Cosa le è rimasto di questa brutta storia?
«È stato un caso molto sfortunato, a qualunque giornalista può capitare di dare una notizia e provocare delle conseguenze al di fuori del proprio controllo».
Se potesse tornare indietro rifarebbe tutto?
«Intanto io non ho fatto nulla, il mio fidanzato fece notare che una recensione sul sito del ristorante era palesemente falsa e che tutti i siti l’avevano rilanciata senza verificare. Io mi limitai a ripubblicare il suo debunking. Ma da un evento del genere non si possono non trarre degli insegnamenti»,
E il suo qual è stato?
«Che bisogna saper dosare le forze e adeguarle all’importanza del bersaglio. Quando la notizia è piccola e può destabilizzare il prossimo, si può saltare un turno».
Diceva che la chiamano in tv perché non ha paura di criticare il governo. Con la destra si sono ridotti gli spazi?
«Io non ho avvertito cambiamenti a livello personale, ma gli spazi sono presidiati da giornalisti di destra. Persino Domenica in, che dovrebbe essere un programma d’intrattenimento, è pieno di giornalisti di destra,vedi Tommaso Cerno che sta dappertutto come una sentinella dell’egemonia culturale di destra».
Avverte un rischio di censura?
«Non c’è neppure più bisogno di censura, sono talmente pochi gli spazi che non c’è nemmeno il microfono da cui parlare. È un tentativo di creazione di un’egemonia culturale che parte dal militarizzare tutti gli spazi di informazione e di intrattenimento. Sanremo ne è stata la dimostrazione»,
Sanremo?
«La maggior parte degli ospiti erano simpatizzanti della destra, da Andrea Bocelli a Laura Pausini, dal comico Pucci a Mogol, che è andato via con l’elicottero messo a disposizione dal governo. Mi sembra evidente che dietro ci fosse un progetto».