corriere.it, 9 marzo 2026
Tribunale ferma due privati che volevano registrare il marchio "Cervinia"
«Il nome di una località può essere registrato solo dal Comune nel cui territorio tale località insiste e non può essere oggetto di appropriazione da parte di soggetti privati». E solo l’ente territoriale, in quanto «avente diritto» ai sensi del Codice della proprietà industriale, ha la facoltà di gestire e autorizzare l’uso di tale nome. Si chiude così, con la decisione di nullità del sulla vicenda della registrazione dei marchi “Cervinia e “Breuil- Cervinia” da da parte di due privati cittadini.
La sentenza
La sentenza numero 1357 del 2026 è del 5 marzo e arriva dalla Sezione specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Torino, intervenuta in merito alle registrazioni dei marchi «Cervinia» e «Breuil-Cervinia» avvenute nel 2024. I giudici hanno accolto la tesi dell’Amministrazione comunale di Valtournenche (di cui Cervinia è frazione), assistita dagli avvocati dello Studio Bonelli, «dichiarando la nullità di tali registrazioni.
Due anni di battaglia
Una querelle che andava avanti da due anni. Era il 2024 quando Claudio Salto e Mauro Collomb di La Thuile avevano registrato i marchi per attività di marketing e promozione, registrazione accettata dall’Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero delle Imprese, dopo che il Comune di Valtournenche aveva deciso di cambiare il nome della frazione in «Le Breuil». Salvo poi cambiare idea e tornare al vecchio toponimo a seguito di polemiche anche a livello nazionale.
La registrazione
La stessa amministrazione comunale aveva quindi avviato un’azione legale e chiesto ai due privati un risarcimento danni da 200 mila euro. Richiesta che però il Tribunale di Torino ha dichiarato «infondata» e rigettato.
I giudici hanno poi autorizzato la loro registrazione del logo «Cervinia», con una grafica particolare, per l’utilizzo su capi di abbigliamento e accessori. Un progetto su cui è in via di definizione una joint venture con un gruppo tessile cinese detentore di brevetti per tessuti idrorepellenti.
La sindaca
«Cervinia appartiene a tutti, lo abbiamo dimostrato- ha dichiarato la sindaca Elisa Cicco -. La giustizia ha confermato che il patrimonio storico, culturale e turistico della nostra comunità non può essere monopolizzato da iniziative private. Questa vittoria è di ogni cittadino, operatore turistico e sciatore che vede nel nome “Cervinia” un simbolo di eccellenza internazionale».