corriere.it, 10 marzo 2026
Donna accoltellata sul bus al Vomero, si suicida l’aggressore
Si è tolto la vita nella serata di ieri, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, Antonio Meglio, il trentanovenne che giovedì scorso aveva accoltellato una giovane avvocatessa su un autobus al Vomero. L’uomo avrebbe utilizzato un lenzuolo per suicidarsi nonostante fosse piantonato e dopo due precedenti tentativi di autolesionismo nelle ore successive al fermo. Lo ha fatto in un bagno dell’ospedale, dove non poteva essere seguito.
Meglio, laureato in giurisprudenza e con alle spalle un percorso segnato da fragilità psichiche, era stato arrestato in flagranza per l’aggressione avvenuta a bordo del bus della linea C32 in via Simone Martini.
La vittima, una penalista di 32 anni, era stata colpita con alcune coltellate mentre si trovava sul mezzo pubblico. Le sue condizioni, secondo quanto si apprende, sono in miglioramento.
Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato il fermo, disponendo contestualmente la custodia cautelare in carcere. Durante l’udienza Meglio aveva risposto solo in parte alle domande, mostrando uno stato di forte confusione. A tratti lucido, a tratti smarrito, aveva raccontato di avere un «vuoto di memoria» sugli istanti dell’aggressione, riuscendo a ricostruire solo quanto accaduto poco prima: l’attesa dell’autobus in piazza Quattro Giornate.
Davanti ai carabinieri, però, il trentanovenne aveva provato a dare una spiegazione al gesto: «Sono stato vittima di una truffa sentimentale e ce l’avevo con tutti. Ho scelto la vittima a caso, non la conoscevo. Con il mio gesto volevo attirare l’attenzione di Nicola Gratteri». In un primo momento aveva anche sostenuto di essersi recato in caserma per denunciare la donna che lo avrebbe ingannato, salvo poi riferire al giudice di aver trovato gli uffici chiusi.
Subito dopo l’arresto l’uomo aveva tentato più volte di farsi del male. In caserma si era colpito alla gola con una chiavetta usb, poi sequestrata dai militari. Successivamente, nel carcere di Poggioreale, si era lanciato con forza contro una parete, riportando una ferita alla testa.
Proprio per il rischio di nuovi gesti autolesionistici era stato trasferito nel reparto psichiatrico dell’ospedale, dove era sorvegliato a vista dalla polizia penitenziaria.
Nonostante il controllo, intorno alle 21.40 di ieri sera l’uomo è riuscito a togliersi la vita.
Meglio, originario del quartiere Pianura e incensurato, dopo la laurea in legge si era anche iscritto all’albo dei praticanti avvocati. In passato era stato seguito dai servizi sanitari della Asl e successivamente da uno specialista privato per problemi di natura psichica che, secondo il suo difensore Gianluca Sperandeo, sembravano essersi stabilizzati.
Il legale aveva sottolineato come non vi fossero precedenti episodi di violenza nella vita del suo assistito.
I due tentativi di suicidio successivi all’arresto, aveva osservato, sarebbero stati il segnale di un profondo crollo psicologico dopo quanto accaduto. Ieri sera, nel reparto dove era ricoverato e sotto sorveglianza, il tragico epilogo.