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 2026  marzo 10 Martedì calendario

Il «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» acquistato dallo Stato

Conclusa per 30 milioni di euro l’acquisizione del «Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» di Caravaggio da parte dello Stato italiano. Lo annuncia il ministero della Cultura precisando che l’acquisto è il risultato di una lunga trattativa e che «rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte».
Al termine delle procedure amministrative previste, il dipinto entrerà a far parte del patrimonio dello Stato e sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, entrando stabilmente nelle collezioni di Palazzo Barberini.
«Si tratta di un’opera di eccezionale importanza che viene oggi offerta alla piena fruizione del pubblico e della comunità scientifica internazionale», ha spiegato il ministro Alessandro Giuli. 
«Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» raffigura il futuro papa Urbano VIII (1568–1644) intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere. 
L’opera fu attribuita al grande maestro lombardo da Roberto Longhi nel celebre articolo Il vero “Maffeo Barberini” del Caravaggio, pubblicato sulla rivista «Paragone» nel 1963, ed è stata da allora ampiamente riconosciuta dalla critica come opera del Merisi. Longhi stesso riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come in esso Caravaggio inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici. 
Nel ristretto corpus delle opere attribuite con certezza a Caravaggio – circa sessantacinque dipinti in tutto il mondo – i ritratti rappresentano una tipologia estremamente rara: ne sono noti e certi soltanto tre. «Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini» costituisce quindi una testimonianza eccezionale della ritrattistica del maestro lombardo e un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione del suo linguaggio pittorico tra la fine del XVI e i primi anni del XVII secolo.