Corriere della Sera, 10 marzo 2026
La blogger e il principe Bonanno: «Raggirato? Mai, mi illuse»
«Mi aveva promesso una famiglia e oggi per aver creduto alle sue parole sono rimasta sola, ho la vita distrutta. I regali? Ogni partner partecipa nella coppia secondo le sue possibilità. Lui era ricco, era ovvio che spendesse». È il giorno della sua verità: Tanya Yashenko, 39 anni, travel blogger bielorussa, parla davanti alla giudice Emilia Conforti. Due ore di interrogatorio durante le quali si è difesa dalle accuse della Procura di aver circuito il principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa, 55 anni, portandogli via un milione e mezzo di euro tra soldi e regali, sfruttando le fragilità del nobile. Quando il pm, per esempio, le ha chiesto del regalo della Mercedes da 86mila euro, lei ha risposto: «Non ci ho visto nulla di strano. Pagava per una cena anche tremila euro. È scontato che poi mi facesse regali costosi. Sarebbe stato strano il contrario».
La lista dei doni di cui, secondo la Procura, la blogger si sarebbe impossessata circuendo il principe è composta da viaggi, soldi, bollette della luce, una Smart e la Mercedes già citata. Oltre a vari orologi, tra cui un Rolex pagato 76mila euro. O gioielli, il più costoso è un braccialetto dal valore di 65mila euro. Parlando di numeri, la polizia giudiziaria, prima dell’interrogatorio della Yashenko, ha ricostruito come dai conti del principe sarebbero stati trasferiti 800mila euro alla blogger tra assegni e bonifici. A questo va aggiunto l’uso che la Yashenko – difesa dagli avvocati Marina Colella, Vincenzo e Fabio Lattanzi – ha fatto della carta di credito di Bonanno. Proprio su questo ultimo aspetto, alle domande del pm che la ha chiesto il perché dell’utilizzo senza limiti delle carte di credito del principe, la Yashenko ha risposto: «Me le ha consegnate lui, non l’ho mica obbligato. Mi disse che lo aveva permesso alla moglie. E aggiunse, romantico, che mi avrebbe sposata» ha risposto piangendo la blogger.
Il matrimonio doveva essere l’ultimo passo di una storia cominciata nel 2019: «Conobbi Giacomo – assistito dall’avvocato Armando Fergola – in un ristorante, si presentò come principe. Era generoso, ricco, intelligente. Mi sentii una principessa», ha sottolineato la Yashenko, specificando poi con orgoglio il suo percorso di studi in Italia definito dal giudice «encomiabile». Quel milione e mezzo di euro, che fine ha fatto? «Non è rimasto niente – ha ammesso la Yashenko —. Per paura li ho girati al mio ex e lui se li è tenuti». Una scelta che le è costata l’accusa di autoriciclaggio. «Con gli uomini non sono stata fortunata», ha chiuso il suo interrogatorio la blogger.