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 2026  marzo 10 Martedì calendario

Il fronte del No: "Meloni vuole politicizzare il voto"

Tutti leggono «conseguenze politiche» nell’esposizione personale e diretta della premier sul referendum. E, più o meno apertamente, si dicono ottimisti: «Meloni entra in prima persona nel dibattito perché sa che il No può vincere».
Particolarmente aspra è la reazione al video di Meloni del presidente del Comitato per il No della società civile, Giovanni Bachelet: «Alla presidente del Consiglio che ritiene che chi vince le elezioni possa comandare e fare quello che gli pare – sostiene – stanno stretti forme e limiti della Costituzione. Ma la magistratura, come potere autonomo e indipendente, è proprio la garanzia per i cittadini, affinché il governo eserciti le proprie prerogative nei limiti previsti dalla Costituzione». Si schierano anche tutti i leader dei partiti di opposizione, impegnati per il No. Tra loro Giuseppe Conte: «Meloni sta politicizzando il referendum e sta dilagando da un punto di vista comunicativo. Prima hanno tentato una depoliticizzazione, ma questa riforma è ad alto tasso politico ed avrà conseguenze politiche rilevanti, che lo vogliano o no». Esplicito Riccardo Magi, segretario di +Europa: «Meloni ha trasformato la campagna referendaria in un plebiscito su di sé e la destra, con le sue clamorose balle che non c’entrano nulla con la riforma sta spingendo sempre più cittadini favorevoli alla separazione delle carriere a votare no».
Insomma il video galvanizza il fronte dei contrari, secondo i commenti che ne danno a caldo i sostenitori di quel fronte. Come Nicola Fratoianni, co-leader di Avs: «Meloni insiste su quanto è bella la riforma Nordio. Potrei rispondere punto su punto, ma ho un’idea migliore. Ascoltiamo cosa dicono i suoi ministri e quelli che l’hanno voluta questa riforma: non incide sui tempi né sull’efficienza della giustizia, al contrario di quello che dice la premier». Sintetizza Giuseppe De Cristofaro della stessa Avs: «Giorgia Meloni, che vorrebbe una magistratura addomesticata, è in campo perché ha paura della rimonta del No».
Critico, ma in senso più ampio, il dem Francesco Boccia: «Noi aspettiamo la premier in Parlamento per discutere seriamente le nostre proposte, e lei fa interviste e video la cui unica costante è l’attacco alla magistratura. Meloni ha ribadito che i giudici “impediscono al governo di governare”: è la prova che vogliono ridurre i contrappesi e indebolire il controllo di legalità sul potere politico».
Dopo il video di Meloni si smarca, poi, il presidente del tribunale di Brescia, Stefano Scati, citato dalla premier per la sua frase: «L’eletto al Csm deve rispondere alla corrente». «Sono un po’ in imbarazzo ma sereno – dice Scati —. E non voglio polemizzare con la premier. Quella frase è stata estrapolata: volevo solo dire che la partecipazione al Csm ha una componente di rappresentanza».