Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 10 Martedì calendario

Meloni sente i leader del Golfo. Il Colle convoca il Consiglio di difesa

Il monitoraggio costante ed emergenziale dei costi dell’energia, per evitare per quanto possibile che le conseguenze della crisi si scarichino sui prezzi del gas e della benzina. Le telefonate con i colleghi del Golfo, come quella di ieri con Mohamed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan, il presidente degli Emirati, che sta continuando a chiedere a Roma un aiuto concreto per difendersi dagli attacchi iraniani, e che nei prossimi giorni potrebbe ricevere uno dei sistemi antimissili Samp-T, in dotazione alle nostre Forze armate.
L’agenda di Giorgia Meloni risente delle notizie e delle dinamiche, convulse, che su diversi fusi orari in questi giorni impegnano le cancellerie di mezzo mondo. Mentre a Palazzo Chigi si rifinisce l’intervento che domani la premier terrà in Parlamento, sia in vista del prossimo Consiglio europeo sia per rispondere alle interrogazioni sul conflitto. In cima alla lista delle emergenze c’è la valutazione continua di quanti sistemi militari possiamo cedere o prestare ai Paesi del Golfo che ci hanno chiesto una mano, così come a tanti altri Stati europei: munizionamento, sistemi anti drone, batterie anti missili, con un pressing che viene gestito in primo luogo dalla nostra Difesa ma che nella ricognizione delle disponibilità coinvolge anche Palazzo Chigi.
Ieri il capo dello Stato Sergio Mattarella ha convocato per venerdì alle 10 il Consiglio supremo di difesa sulla guerra in Iran e Medio Oriente e sull’analisi della situazione internazionale, mentre Meloni si prepara a spendere parole di fronte alle Camere che collocano l’Italia nel solco della posizione europea: tutti i Paesi della Ue infatti sono allineati sia nel condannare la rezione dell’Iran, sia nel coordinare l’invio di aiuti ai Paesi del Golfo, dal Barhein al Kuwait, sino al Qatar.
La premier ieri ha anche ricevuto l’esponente dell’opposizione bielorussa, Sviatlana Tsikhanouskaya. Mentre il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani, d’intesa con Palazzo Chigi, ha confermato che l’Italia sosterrà alle Nazioni Unite una risoluzione presentata dai Paesi del Golfo per condannare gli attacchi iraniani, un testo che finora ha raccolto un sostegno di almeno 22 Stati europei.
Nell’ambito dell’azione diplomatica dell’Italia per promuovere una de-escalation nel Golfo e nella più ampia regione mediorientale, il ministro degli Esteri ha avuto anche colloqui telefonici con gli omologhi dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, e dell’India, Subrahmanyam Jaishankar. Tajani ha ribadito il lavoro incessante dell’Italia per evitare un allargamento del conflitto e per arrivare ad una soluzione frutto della diplomazia. E ha indicato come sia essenziale garantire la libertà di navigazione e la sicurezza marittima, in particolare nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso.
Sul fronte parlamentare, in vista delle comunicazioni di domani, su iniziativa dell’ex premier Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), da ieri sono in corso contatti tra i leader delle opposizioni. Obiettivo, provare a colmare le distanze e portare, per la prima volta, in Parlamento una posizione unica anche sull’Ucraina (e non solo sull’Iran). La mediazione sulla quale si lavora va nella direzione di promuovere il protagonismo dell’Unione europea per una «svolta diplomatica che ponga fine al conflitto in Ucraina» provando così a dare un segnale di responsabilità e compattezza delle opposizioni.