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 2026  marzo 09 Lunedì calendario

Due marsupiali che si credevano estinti da millenni scoperti in Nuova Guinea

Sembra sia stato un dito troppo strano e soprattutto lungo a farlo “tornare alla vita”, almeno per noi umani. In una notte del 2022 sull’isola di Vogelkop in Papua Occidentale un abitante di un villaggio che stava accompagnando una spedizione di fotografi ha recuperato un opossum particolare: aveva in entrambe le zampe un dito gigante, decisamente più lungo degli altri. Quel singolo indizio, grazie al lavoro degli scienziati, ha portato nel tempo a una scoperta incredibile, il ritrovamento di un “taxa di Lazarus”, ovvero una specie che – un po’ come Lazzaro resuscitato – era considerata scomparsa per sempre, estinta, o perlomeno fuori dai registri fossili conosciuti. Il fatto davvero sorprendente è che quel piccolo opossum pigmeo dalle lunghe dita, un Dactylonax kambuayai, era noto alla scienza solo grazie a fossili risalenti a 6mila anni fa. Negli ultimi seimila anni lo abbiamo dunque creduto non più presente su questo Pianeta: invece era lì, vivo e vegeto, in una fitta foresta della Papua Occidentale. Questa scoperta, insieme al ritrovamento di un altro marsupiale sempre sulla stessa isola, il petauro coda ad anelli (Tous ayamaruensis), rappresenta un evento straordinario reso possibile grazie a una collaborazione fra scienziati dell’Australia, della Papua Occidentale e gruppi indigeni locali.
A guidare i ricercatori è stato l’australiano Tim Flannery che da anni studia in marsupiali in varie zone del mondo: nel caso dell’opossum l’identificazione di quel quarto dito particolarmente lungo, usato per estrarre le larve di cui si nutre, è stata la chiave per riscoprire un animale che circa 300mila anni fa era presente nel Queensland australiano ma che era scomparso durante l’era glaciale (un tempo la zona in cui sono stati ritrovati e l’Australia erano unite).
Il petauro invece, caratterizzato da orecchie prive di pelo e una coda prensile usata per afferrare, fu descritto dallo zoologo che lo stava studiando – Ken Aplin – che però dopo averne narrato le caratteristiche tramite frammenti fossili della Papua Occidentale morì. Nel 1992 furono trovati fossili dell’animale, ma fu erroneamente classificato. Ora grazie al lavoro del team di Flannery si è però scoperto che anche questa specie è ancora viva. Le probabilità di scovare entrambi gli esemplari secondo il paleontologo ed esperto di marsupiali australiano erano praticamente “quasi nulle. Si tratta di qualcosa senza precedenti ed è davvero rivoluzionario trovare due taxa di Lazarus”, ha affermato parlando del “traguardo di una vita, condiviso con tutti i nostri numerosi altri coautori”. Entrambe le scoperte sono state descritte in due distinti studi da poco pubblicati dall’Australian Museum.
Tutte due le specie vivono nelle foreste di pianura montane della penisola di Bird’s Head nella parte nord-occidentale della Nuova Guinea controllata dall’Indonesia. Si tratta di aree dove la biodiversità è minacciata dalla deforestazione. Non a caso Flannery da tempo lavora a Vogelkop insieme ad alcuni anziani indigeni nel tentativo, anche grazie all’Università di Papua, il Global Wildlife Fund e la Minderoo Foundation, di proteggere quelle foreste e affidarle al controllo e la gestione dei popoli originari. La scoperta rafforza dunque “l’importanza di preservare l’ambiente unico della zona”.
Sia per questioni ambientali, sia per la ricca spiritualità legata a quel luogo naturale: il petauro ad esempio è considerato sacro secondo alcuni indigeni di Vogelkop come i Tambrauw che lo chiamano “tous” e credono sia una manifestazione degli spiriti degli antenati. Dopo lo straordinario ritrovamento ora ci si concentra sulla protezione: non a caso le posizioni in cui sono stati individuati gli animali non sono state volutamente rivelate. “Temo che se qualcuno li trovasse cercherebbe di commerciarli e gli animali vivrebbero molto poco” sostiene Flannery.