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 2026  marzo 09 Lunedì calendario

Balendra Shah, chi è il nuovo premier nepalese

A nemmeno metà dello spoglio, migliaia di nepalesi erano già fuori a festeggiare: per le strade di Kathmandu fin dal primo pomeriggio ieri era tutto un tintinnio di campane, il simbolo del partito avviato a stravincere le elezioni, a sei mesi dalle rivolte della Gen Z che hanno portato alla caduta del governo e acceso la speranza del cambiamento. 
Non è una formazione nuova, ma il partito dell’Indipendenza nazionale (Rsp), nato 4 anni fa, è riuscito a imporsi sganciando la sua immagine dall’establishment corrotto: ha candidato come premier non il suo leader accusato di frode, ma il 35enne Balendra Shah, ex rapper anti corruzione da 3,5 milioni di follower: «Mentre vendiamo la nostra identità all’estero, i dipendenti pubblici ricevono uno stipendio di 30 mila dollari e hanno proprietà in 30 posti diversi» cantava in «Balidan», sacrificio, pezzo da oltre 12 milioni di visualizzazioni su YouTube. 
Balen, come viene chiamato, ha ispirato i giovani sui social durante le proteste e al termine a loro si è subito rivolto: «Cara Gen Z, le dimissioni del vostro assassino sono arrivate. Ora la vostra generazione dovrà guidare il Paese. Siate preparati», postava. Il musicista ha mosso i primi passi in politica nel 2022, come sindaco della capitale da cui si è dimesso a gennaio proprio per correre da premier. Ha sfidato nella sua stessa circoscrizione il primo ministro costretto a dimettersi, il 74enne KP Sharma Oli. Una débâcle annunciata per il suo Partito Comunista e anche per il rivale Partito del Congresso, che dalla caduta della monarchia nel 2008 si sono alternati al potere o a volte – come nell’ultimo Parlamento – associati per governare. 
Ha votato il 59 per cento dei quasi 19 milioni di nepalesi chiamati alle urne. 
«Ci aspettavamo che la spuntasse l’Rsp ma non questo tsunami: potrebbero persino riuscire ad avere la maggioranza dei due terzi» dice al Corriere Tanuja Pandey, una dei leader delle proteste. «Hanno candidato degli sconosciuti, la gente ha votato peril simbolo senza sapere per chi, avremo tante facce nuove in Parlamento». Apprezzato da molti come sindaco per aver migliorato infrastrutture urbane e servizi sanitari, Balen è stato però anche criticato per il pugno di ferro usato nei confronti dei venditori ambulanti. La lotta alla disoccupazione e alla corruzione della classe politica, oltre al rifiuto del blocco dei social, erano state le principali rivendicazioni dei partecipanti alla rivolta che ha sconvolto il Paese tra l’8 e il 9 settembre. E in cima al programma d i Bal e n c ’è ora l a creazione di 1,2 milioni di posti di lavoro contro le migrazioni forzate (quasi duemila nepalesi al giorno espatriano in cerca di fortuna). «Noi aspettiamo a festeggiare – osserva Pandey – Abbiamo perso tanti amici nelle rivolte, aspettiamo giustizia per loro. Soltanto 9 candidati del suo partito sono della nostra generazione. Abbiamo delle riserve sul suo piglio populista: non dà interviste, non dialoga con i suoi sostenitori, comunica postando sui social. Il tempo ci dirà se sarà all’altezza delle aspettative».