Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 09 Lunedì calendario

La Farnesina: rimpatriati 25 mila connazionali

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ieri ai giornalisti ha spiegato come la Farnesina sta gestendo la situazione dei rimpatri e degli aiuti agli italiani che vogliono tornare a casa.
«A oggi sono già rientrati circa 25 mila italiani. Altri 5 mila sono rientrati o stanno per rientrare da diverse parti, non soltanto Emirati, Arabia Saudita, Oman, ma anche Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia e Sri Lanka».
Da Israele, ha spiegato, «sono usciti due convogli, uno da Gerusalemme e uno da Tel Aviv, e la tensione si è alleggerita. E per questo ringrazio l’Egitto che ha permesso di aprire un corridoio per far uscire i nostri connazionali da Israele».
Anche le richieste alle ambasciate e ai consolati stanno diminuendo, ha detto ancora Tajani. Alle Maldive rimane ancora un numero consistente di italiani, ma «stiamo facendo il possibile con il nostro consolato e l’ambasciata a Colombo».
In Libano, ha ammesso Tajani, la situazione è «molto complicata, sono poco ottimista su una conclusione rapida del conflitto», ed è per questo che dopo aver «già ridotto il personale civile che lavora con Unifil», abbiamo deciso di ridurre il personale delle nostre ambasciate a Baghdad e a Beirut, dove rimarrà solo il personale indispensabile per l’attività diplomatica».
Il vicepremier e ministro degli Esteri ha anche dichiarato di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il suo omologo egiziano, Badr Abdelaty, prima del vertice straordinario della Lega Araba che si è tenuto ieri. Tajani scrive su X di aver rinnovato al ministro egiziano «il convinto impegno dell’Italia a favore della de-escalation, della diplomazia e di una soluzione pacifica alla crisi che ha coinvolto molti Paesi del Golfo dopo lo scatenarsi del conflitto in Iran».
Durante il punto stampa alla Farnesina il ministro aveva già riferito ai giornalisti di continuare a «lavorare per preparare il dialogo», e di sostenere «le iniziative diplomatiche dell’Egitto», ma ha anche detto di non essere «molto ottimista su una rapida conclusione del conflitto».