Corriere della Sera, 9 marzo 2026
Meloni: saltate le regole del diritto internazionale
«Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto, dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale». Giorgia Meloni sceglie la trasmissione Fuori dal coro su Rete 4 per replicare alle opposizioni che le chiedono di riferire in Parlamento sulla posizione dell’Italia, e di esprimersi su una netta condanna dell’intervento militare Usa-Israele in Iran. «Non condanno né condivido perché non ho gli elementi necessari, come non ce li ha quasi nessuno in Europa, anzi nessuno, per prendere una posizione che sia categorica, tant’è che al netto del premier spagnolo nessun altro ha condannato l’iniziativa, così come nessuno sta partecipando al conflitto». E ancora: «Il quadro è di grande caos, ma io non penso che le regole del diritto internazionale siano saltate con questo episodio (l’intervento militare in Iran, ndr ) perché esistono moltissimi precedenti».
Per Meloni la responsabilità è principalmente russa. Se «la crisi è diventata strutturale, in particolare con l’invasione dell’Ucraina, chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu che 4 anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo». Sull’Iran la premier ha anche sostenuto che «nessuno può permettersi che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari, atteso che ha anche missili a lungo raggio». Il governo, assicura Meloni, sta pensando alle ricadute economiche: ha attivato una task force per monitorare il prezzo dell’energia, è determinato a «combattere la speculazione, non escludo di aumentare le tasse alle aziende che fossero responsabili» di aumenti arbitrari delle bollette. Infine, «sta valutando di attivare il meccanismo delle accise mobili», che agisce sull’Iva per calmierare i prezzi.
Insorge il Pd. «L’intervista che Meloni ha rilasciato ha dell’assurdo e del paradossale – attacca il presidente dei senatori Francesco Boccia —. Sulla crisi internazionale Meloni è sembrata una passante: nessuna chiarezza sulle scelte del governo, nessun giudizio, solo la timida ammissione che ciò che è avvenuto è al di fuori delle regole del diritto internazionale. Sulle accise mobili la aspettiamo in Aula per confrontarci sulla proposta avanzata da Elly Schlein». «Le opposizioni fanno la loro parte. Mi pare che in questo momento non ci sia nulla da chiarire» ha replicato invece il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle dure critiche delle opposizioni per le parole di Trump al Corriere della Sera: «Meloni è un’ottima leader, l’Italia cerca sempre di offrire aiuto». Era stato il responsabile Esteri del Pd Peppe Provenzano a chiedere: «Nel contesto di una guerra illegale è un’affermazione grave e inquietante. Il governo è in grado di smentire nella maniera più chiara queste dichiarazioni? Gli italiani hanno diritto di sapere la verità». «Tutto quello che si sta facendo, si è fatto e si farà è stato detto in Parlamento», ha risposto Tajani. Quella di Trump, «era una frase politica». In una telefonata con il direttore dell’Aiea Rafael Grossi, lo stesso Tajani ha «condiviso la preoccupazione per la minaccia nucleare», e concordato «che resta prioritaria la strada del dialogo e del negoziato diplomatico e che vada garantito all’Agenzia internazionale per l’energia atomica un regolare accesso ai siti iraniani», poi ha confermato «la decisione di mandare la fregata Martinengo verso Cipro, così come hanno fatto altri Paesi della Ue».