Avvenire, 8 marzo 2026
A Genova stretta sull’export illegale di denaro
È una sorta di contrabbando, ma di denaro anziché di altra merce di diversa e più “tradizionale” tipologia, quella che ha visto in prima linea nel 2025 i militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Genova ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, che hanno impedito l’uscita illegale dai nostri confini di 5,3 milioni di euro diretti a Marocco e Tunisia. Con recupero per il nostro erario di 260mila euro di sole sanzioni, mentre la restante parte della somma resta congelata in apposito conto, in attesa di ulteriori indagini da parte della magistratura. In caso di reiterazione del tentativo nei 5 anni o anche di altro, si potrà arrivare al sequestro definitivo.
Lo scenario è quello di 315 violazioni accertate da Fiamme Gialle e Dogane al porto di Genova nei moli dell’imbarco traghetti con destinazione Nord Africa durante lo scorso anno. Quasi una al giorno. Lo scopo del tentativo di uscire dal nostro Paese con contante eccedenti i 10mila euro, limite di legge per esportare denaro senza dichiarazione doganale, era quello di nascondere grandi quantità di contante da depositare poi in banche nelle nazioni nordafricane, dove le normative, spiegano alla Guardia di Finanza di Genova, sono diverse e con meno o quasi nulli vincoli “dichiarativi” rispetto all’Unione europea.
Molte e variegate le giustificazioni di chi era colto con il denaro nascosto in antri di auto spesso stracariche, sotto i sedili o in altre fantasiose parti del veicolo: chi sosteneva di doversi sottoporre a terapie, visite mediche o simili indicandole meno costose in Marocco o Turchia rispetto all’Italia; chi di preferire portarli personalmente senza usare servizi di money transfer. Tutte di origine africana le persone fermate con somme superiori ai 10mila euro, moltissimi dei quali già cittadini italiani con lavoro e attività nel nostro suolo regolari, spesso anche remunerativi e con famiglia ben radicata. Aspiranti esportatori irregolarin del denaro bloccati però da finanzieri e doganieri impegnati nel contrasto ai movimenti finanziari illeciti e nella prevenzione di fenomeni di riciclaggio ed evasione fiscale.
In un caso un passeggero aveva con se 88mila euro, dei quali 39mila sono stati sequestrati come sanzione amministrativa trattenuta sul momento. In molti casi persone che affermavano di non avere euro oltre il lecito sono state scoperte grazie alle unità cinofile specializzate “cash dog”. Di queste protagonista e quasi mascotte della Finanza il labrador nero (femmina) Malexa, il cui supporto tecnico, fanno sapere i finanzieri, è stato determinante in moltissimi casi.