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 2026  marzo 08 Domenica calendario

Giorgia Cardinaletti parla di Sanremo

Professionale ma non rigida e distante. Sorridente ed elegante. Bella, senza apparenti artifici, e mai sopra le righe. Se Sanremo 2026 non è stato proprio un trionfo ascolti in calo, qualità delle canzoni e dello spettacolo molto criticate di sicuro chi ha portato a casa il massimo dall’Ariston è Giorgia Cardinaletti. Neanche sui social, c’è chi ha avuto qualcosa da ridire contro la giornalista del Tg1. Che dalla conduzione del notiziario delle 20 ai servizi per la Notte degli Oscar a Los Angeles, la prima della Scala a Milano e il Premio Campiello a Venezia, oggi è sempre più lanciata. Marchigiana di Fabriano (Ancona), 39 anni il 23 aprile, lavora in Rai dal 2012. E chissà dove può arrivare.
È vero che per co-condurre il Festival non ha guadagnato un euro?
«Sì, è vero. Non ho ricevuto compenso. Non abbiamo mai parlato di soldi e quindi lo considero come un plus professionale. D’altra parte ero lì come inviata del Tg1, solo che sabato sono finita sul palco dell’Ariston».

A proposito, sia sincera: quanto tempo prima avete preparato la scenetta di Conti che a due giorni dalla partenza del Festival le chiede in diretta, durante il Tg1, di co-condurre l’ultima serata?
«Tutto vero, giuro. L’ha vista la mia faccia? Per un po’ sono rimasta senza parole. Ho anche pensato che fosse uno scherzo. Non me l’aspettavo proprio. Non finirò mai di ringraziare Carlo Conti».
Va bene, fingo di crederle. Il messaggino che prima, durante e dopo quella sera, l’ha più colpita quale è stato?
«Ne ho ricevuti tantissimi, però il più bello me l’ha mandato mio fratello piccolo. Ha trovato le parole giuste e mi ha fatto commuovere. Mi hanno scritto anche tanti colleghi insospettabili, che non sentivo da tempo, anche di RaiSport».
Anche Francesco Giorgino, di cui ha preso il posto al Tg1 come conduttrice dell’edizione delle 20?
«Lui no. Non è che mi hanno scritto proprio tutti tutti. Ma se lo incontro ci salutiamo sempre cordialmente».
Il venticello dell’invidia, che in un attimo può diventare un tornado, dopo l’Ariston l’ha sentito?
«Non mi sembra. Io sono sempre molto ottimista e positiva, non ci penso a queste cose. Tante persone che mi hanno fatto i complimenti mi sembravano sincere. E se non lo erano, è un problema loro».
È vero che la sua classifica personale del Festival era diversa?
«Sì, a me piacevano Tommaso Paradiso, Ditonellapiaga e Nayt. Però alla fine Sal Da Vinci ha meritato il primo posto: anch’io appena l’ho sentita ho pensato che avrebbe vinto. È un tormentone nato».
Che ne pensa della polemica scatenata dal giornalista Aldo Cazzullo? Ha scritto che “Per sempre sì” è una canzone da matrimonio di camorra...
«Ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio sulle canzoni, ma in questo caso ci sono stati accostamenti fuori luogo, molto stereotipati e pieni di pregiudizio. Io non avrei mai detto una cosa del genere».
Ha detto che in futuro un programma di infotainment non le dispiacerebbe: conferma?
«Sì. Mi piacciono le sfide, la mia storia in Rai sono partita dalla Tgr Marche, poi sono stata a Rai News 24, Rai Sport e infine al Tg1 – lo dimostra. Per ora sto benissimo al Tg1, ma spero di fare ogni tanto nuove esperienze extra tipo Sanremo».
Visto che ha già co-condotto una serata, con De Martino potrebbe farne anche cinque?
«Stefano è un professionista. Lasciamolo lavorare. Se servo, ci sono».
Per capire: in generale si vede più nei panni di Alberto Matano, Mara Venier o Milly Carlucci?
«Le stimo tutte, ma vorrei fare un percorso mio. Certo, Alberto viene dal Tg1, lo sento più vicino a me».
Tutto e subito cosa vorrebbe: la direzione del Tg1 o un programma in prima serata?
«Una poltrona come quella del direttore del Tg1, in una seconda fase della mia vita mi piacerebbe, ovvio. La mia passione è fare interviste e tra un po’ mi piacerebbe realizzarne anche in una fascia oraria diversa dalla prima serata. Per ora, grazie al direttore Chiocci, che mi ha dato anche questa opportunità, sto lavorando al format Tg1 Talks, che c’è sul neonato canale YouTube della nostra testata. Sento che è nelle mie corde».
Per caso sono arrivati messaggini anche da Mediaset, La7 o Nove?
«Onestamente, no».
Il 20 giugno 2022 lei debuttò come conduttrice delle 20 ospitando Amadeus. Pensando al futuro, il percorso dello showman passato al Nove cosa le fa venire in mente?
«Niente. Non giudico. Dico solo che per come sono fatta io, essendo nata e cresciuta in Rai, è difficile immaginarmi fuori da questa azienda».
Neanche per guadagnare di più? Durante il Festival c’è chi ha fatto i calcoli e ha scritto che su quel palco era la meno retribuita. Non ci sarebbe niente di male.
«Mi piace talmente tanto il mio lavoro che ancora non ci ho pensato a queste cose: ho lo stipendio di un caposervizio e non guadagno cifre esorbitanti, ma non mi lamento. Detto questo, se arrivassero offerte le valuterei. Forse mi aiuterebbero anche a crescere un po’ economicamente».

È vero che nel 2007 frequentava l’università a Perugia quando ci fu l’omicidio di Meredith Kercher?
«Sì, ero appena arrivata da Fabriano e fu uno shock. Io dividevo l’appartamento con due amiche e dopo pochissimi giorni Perugia si trasformò nel luogo della dannazione, con televisioni e giornalisti da tutto il mondo. Fu abbastanza spaventoso. Dopo questo inizio, però, quegli anni universitari furono bellissimi. Per avere crediti cominciai a collaborare con il Giornale dell’Umbria. Così iniziai ad appassionarmi al giornalismo. Dopo la laurea e la scuola di giornalismo, firmai il primo contratto con la Rai di Ancona. Quando Monica Maggioni, a cui devo tantissimo, mi scelse per Rai News 24, avevo ancora un forte accento umbro- marchigiano nonostante avessi fatto più di un corso di dizione».
Dal 2016 al 2018 è stata alla Domenica Sportiva: come andò?
«Dopo un’esperienza con la Formula Uno, la DS fu davvero impegnativa. Ero una donna, avevo paura di sbagliare e il mondo dello sport all’epoca era gestito quasi prevalentemente da maschi che si prendevano molto sul serio per cui dovevo fare attenzione a tutto. Imparai come si sta in equilibrio sulle notizie. Devo ringraziare due persone splendide come Marco Franzelli, Mario Orfeo e due miti del calcio come Marco Tardelli e Paolo Rossi».
In questo mondo così maschile è stata corteggiatissima o no?
«Non più di tanto. Ero giovane e la prima cosa che feci perché avevo il terrore di rappresentare la quota bella presenza, e non una professionista dell’informazione, fu mortificarmi coprendomi tantissimo e usando giacconi larghi. Che tenerezza...».
Che ne pensa delle polemiche seguite dopo la telecronaca della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi?
«Quella è stata una figuraccia non solo per Rai Sport ma per tutta la Rai. Però va detto che i bravissimi colleghi impegnati a raccontare le gare hanno rimediato a tutto».
A proposito di uomini, ha mai avuto qualcosa di simile a una relazione tossica?
«Ho avuto rapporti in cui non avevo capito di non star bene e di non essere felice. Per fortuna, appena ho intercettato atteggiamenti non sani sono scappata a gambe levate».

All’Ariston ha pensato anche solo per un istante a come la vita può essere strana visto che solo quattro anni fa come super ospite c’era il suo ex Cesare Cremonini? Magari le è scappato un “Tiè”...
«Nooo... Non sono proprio il tipo. Sto vivendo una fase bellissima della mia vita e sto benissimo così (è legata al collega del Messaggero Francesco Bechis, ndr). Ho pensato che mi sarebbe piaciuto essere vista a Sanremo dai miei nonni, quello sì».

Con gli impegni solenni, nozze e figli, come è messa?
«Bene. Amo l’idea della famiglia, che per me è stata ed è fondamentale, quindi mi vedo moglie e madre. Anche perché mi piace rendere le persone accanto a me felici. Per le promesse solenni, però, c’è tempo».
La colonna sonora di questo momento della sua vita quale potrebbe essere?
«Sempre la stessa, quella su cui ho fatto anche la tesi di laurea: La Califfa di Ennio Morricone, film scritto e diretto da Alberto Bevilacqua. Mio padre e mia madre si misero insieme quando andarono a vederlo al cinema. Bevilacqua, che conobbi, diceva che ero la figlia della Califfa»
E “Per sempre sì” di Sal Da Vinci?
«Stiamo studiando la coreografia (ride, ndr)».