Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 07 Sabato calendario

Roma capitale della musica

Molti concerti sono già sold out mentre interi cartelloni devono ancora essere presentati. Benvenuti nella Capitale della musica, cioè la città italiana che ospita più concerti. Ad oggi, oltre mezzo milione di biglietti sono stati venduti per soli tre eventi: Ultimo a Tor Vergata il 4 luglio che richiamerà una folla di 250mila spettatori, e poi Jovanotti il 12 e 13 settembre e Cesare Cremonini il 6 giugno al Circo Massimo. Per non parlare degli show estivi allo stadio Olimpico (65 mila spettatori) per cui sono rimasti letteralmente un pugno di posti se non già sold out: Max Pezzali (23-24 giugno), Tiziano Ferro (27-28 giugno), Ligabue (12 giugno). Sold out da tempo anche il concerto di Achille Lauro il 10 giugno all’Olimpico (ieri e stasera tutto esaurito anche al Palazzetto dello sport dell’Eur). Olimpico che, un anno fa, con soli 13 concerti e 800mila spettatori ha totalizzato 50 milioni di euro di incassi.
COMPLEANNI
E ancora, due compleanni molto speciali da cerchiare in rosso sul calendario e che saranno festeggiati nella Capitale e che simboleggiano quanto la musica abiti a Roma. Prendere nota (e biglietto): i 15 anni di uno fra i maggiori festival di musica elettronica italiani, Spring Attitude alla Nuvola dell’Eur il 29 e 30 maggio, 18mila presenze un anno fa per la prima volta dentro un contenitore abituato più ai congressi che ai concerti. Importante perché: il clubbing è un settore in fortissima ascesa che vale 12,9 miliardi di dollari l’anno con una crescita del 6% secondo i dati esposti all’International Music Summit di Ibiza e perché dura due giorni, i biglietti per fare la doppietta sono già finiti da un pezzo: vedranno, fra l’altro, la prima data italiana di Tony Pitony che sbarca alla Nuvola dopo Londra, Parigi e Barcellona (sì, è il personaggio mascherato che ha attirato l’attenzione del grande pubblico durante la serata delle cover con Ditonellapiaga). E poi segnatevi i 25 anni di Notre Dame de Paris dal 26 al 29 dicembre al Palasport, cioè l’unica opera popolare italiana di lunga tenitura che ha retto al tempo. Ma si potrebbero citare pure Ben Harper alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il 29 giugno, Serena Brancale il 13 giugno, e Kneecap, Mac DeMarco, Danny Elfman, John Legend, che saranno parte Roma Summer Fest 2026 (234 mila ingressi nel 2025) o il Rock in Roma a Capannelle che porterà oltre 200 mila presenze in virtù del fatto che ci saranno anche date uniche di artisti internazionali come The Offspring e Mumford and Sons, e artisti italiani già sold out, come Olly. «Di queste 200 mila presenze prevediamo che oltre il 40% venga da fuori Roma», ci spiegano Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani, direttori artistici e fondatori di Rock in Roma e The Base.
CIRCO MASSIMO
Nella Capitale della musica, quest’anno, sono già in vendita i biglietti per 200 date singole nei maggiori circuiti di ticketing, senza contare dunque i piccoli club o i festival che annunceranno a breve i loro programmi dettagliati. Quasi un concerto al giorno in posti che, da soli, valgono il viaggio. Come il Festival estivo del Teatro dell’Opera che quest’anno trasloca dalle Terme di Caracalla al Circo Massimo e che ha già due appuntamenti importanti: il 29 giugno “Un santo scomodo”, spettacolo dello storico Alessandro Barbero su San Francesco e il 20 luglio il concerto di Edoardo Bennato.
Con la sua capienza da 70 mila posti, l’arena storica vedrà anche questa estate un calendario molto ricco. È un luogo speciale, un palcoscenico che spesso più di un cantautore ha messo in cima alla lista dei desideri: luogo del cuore per il concerti di Capodanno e, ovviamente, grande attrazione turistica perché si può visitare con i visori 3D che mostrano l’area archeologica e come si svolgeva l’emozionante corsa delle quadrighe ai tempi della Roma antica.
TORNA VILLA ADA
L’industria degli eventi musicali a Roma è tra le prime 40 aziende italiane in termini di fatturato. L’ultimo triennio è stato da record ed è una curva che non smette di crescere con un giro di affari di 2,52 miliardi di euro e un contributo al Pil nazionale di 1,35 miliardi. Tutti vogliono esserci: dai festival emergenti e format originali (il Community Sunday a Tor De Sordi concepito come un boutique festival di 12 ore consecutive immerso nella natura) al Roma Stone Fest, che non solo riporterà questa estate la musica a Villa Ada con l’unica data italiana dei californiani Fu Manchu.«Da Ultimo a Tor Vergata a Cesare Cremonini e Lorenzo Jovanotti al Circo Massimo, fino al Tim Summer Hits a Piazza del Popolo (concerti gratuiti da 50 mila spettatori per ognuna delle quattro serate) e ad altre sorprese che ancora non possiamo annunciare. Dopo l’ultimo triennio da record, nel 2026 alzeremo ulteriormente il livello e raggiungeremo nuovi primati sulla musica live», dichiara Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale che, pochi mesi fa, ha presentato lo studio Ambrosetti sull’impatto dei grandi eventi concertistici. «Roma è stata la città italiana che ha ospitato più live musicali nel 2024 e nessun’altra in Europa è cresciuta di più per numero di concerti rispetto al 2019, generando oltre un miliardo di euro di giro d’affari nel solo triennio 2022-2024 di grandi concerti. E soprattutto 13 mila posti di lavoro, di cui quasi 6 mila solo nella nostra città», aggiunge Onorato.
TAGLIA MEDIA
In Campidoglio ci sono riunioni quasi quotidiane sul concerto di Ultimo a Tor Vergata. «Una sfida che abbiamo accolto tutti con entusiasmo», fanno sapere gli organizzatori. Una novità che si fa largo da mesi e che emerge dagli addetti ai lavori e dagli esponenti delle istituzioni è la necessità di una venue nuova, al chiuso e di taglia media: un Dome da 20mila posti. «Perché tutti vogliono esibirsi a Roma, soprattutto i gruppi internazionali», ripete chi lavora dietro le quinte. Intanto però gli artisti non rinunciano al palco romano, anche piccolo e intimo come quello dell’Atlantico. Da Giorgio Poi a Levante e Neffa.
Al Palazzetto dello sport (11.500 persone di capienza) sono previste due date di Gigi D’Alessio, quattro per il Cirque du soleil, due di Tommaso Paradiso, Ernia, Luchè, Annalisa, Elisa, i Pooh, Angelo Pintus, Nayt, Luca Carboni e tanti altri già sold out come Tony Boy il 13 maggio. Per l’ad di Eur Claudio Carserà «Eur SpA ha nel proprio dna l’organizzazione di grandi eventi. Nel 2025 abbiamo attirato oltre 1,5 milioni di visitatori e l’azienda ha avviato un piano di investimenti da oltre 40 milioni di euro per il triennio 2026-2028 per ammodernare e valorizzare i propri asset». E la musica, a Roma, è un asset strategico.