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 2026  marzo 07 Sabato calendario

Thiel spinge per vedere Meloni a Roma. Il Pd: la premier dica se c’è un accordo

Sarà all’Angelicum, la Pontificia Università di San Tommaso D’Aquino, nel cuore di Roma, che Peter Thiel terrà il suo ciclo di conferenze sull’Anticristo. Fino a ieri si conoscevano solo pochi dettagli: le date – tre giorni tra il 15 e il 18 marzo – e la durata delle lezioni, tre ore al giorno. Tutto ammantato dal più stretto riserbo: inviti selezionatissimi, divieto assoluto di smartphone all’interno della sala. Non sarà possibile filmare l’ultralibertario miliardario della Silicon Valley e ideologo della tecnodestra americana sostenitrice di Donald Trump mentre discetta di Armageddon e Stati Uniti, cattolicesimo e divinità dell’algoritmo.
Dopo la pubblicazione della notizia su La Stampa, il Pd ha preparato un’interrogazione parlamentare che depositerà all’inizio della prossima settimana a firma Andrea Casu e Peppe Provenzano. I dem chiedono di sapere «se siano previsti incontri ufficiali con la Presidente del Consiglio o con membri del governo» e «se amministrazioni pubbliche, società partecipate dallo Stato o enti pubblici abbiano in essere rapporti contrattuali o progetti con società riconducibili a Peter Thiel, in particolare Palantir Technologies». Non è da escludere che le lezioni di teologia lasceranno spazio anche al business, visto che ad accompagnare Thiel a Roma dovrebbe esserci Louis Mosley, capo di Palantir Uk&Europe, e nipote di Oswald Mosley, fondatore del British Union of Fascists. Con la guerra in Iran in corso, non è secondario, secondo i dem, conoscere se ci siano o ci potrebbero essere accordi con piattaforme di analisi dati eAIusate dalla Cia, altre agenzie di intelligence, e in operazioni militari.
L’ipotesi di un incontro a Palazzo Chigi esiste, confermata da più fonti. Non risulta in agenda, ma Meloni potrebbe trovare un buco – come fatto in passato per Elon Musk e altri magnati del Big Tech. D’altronde, Thiel 48 ore fa era a Tokyo, ospite di un’altra premier conservatrice del G7, grande amica di Meloni. I dettagli dell’incontro con Takaichi Sanae non sono stati resi pubblici, ma la principale tv del Giappone che ha trasmesso le immagini ha definito l’imprenditore «il presidente ombra degli Stati Uniti».
Inafferrabile nella sua complessità, Thiel potrebbe effettivamente essere considerato anche il miliardario che sussurra a Trump, che ha preparato per la sua amministrazione una solida base teoretica, che ha plasmato nelle sue mani la vicepresidenza di JD Vance, suo pupillo e sua scommessa per le elezioni del 2028. Thiel però lavora con tutti. E immagina anche un’alternativa per la Casa Bianca. Per esempio, ha speso buone parole per il governatore della California Gavin Newsom, possibile candidato democratico. Però la sua predilezione resta decisamente a destra, Reform Uk nel Regno Unito, e in Europa quei partiti più decisi a superare le rigide regole comunitarie.
Thiel ha studiato con René Girard, ma divorando Carl Schmitt e la Bibbia, nella Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo, ha trovato il suo concetto-guida nel katéchon, la forza che frena l’Apocalisse. Si considera un profeta, e le sue conferenze sull’Anticristo sono la piattaforma della sua opera di evangelizzazione: la diffusione del verbo della Tecnocrazia che non concepisce limiti. Il fatto che si terrà a Roma, in un’università pontificia è interessante anche per un altro aspetto. Il fondatore di Paypal e di Palantir è un uomo di fede, ma negli ultimi mesi ha duramente criticato Papa Leone XIV. Al punto che qualcuno gli ha chiesto se anche il pontefice potesse rientrare nella categoria dei legionari dell’Anticristo, come l’attivista Greta Thunberg, e come chiunque si voglia opporre alle conquiste dell’innovazione turbo-tecno-capitalistica. L’etica sociale della Chiesa di Prevost che ha messo in guardia dal culto del “Dio digitale” e chiesto una regolamentazione contro le degenerazioni dell’Intelligenza artificiale, suona come una chiamata alle armi per Thiel. Uno scontro esistenziale tra chi affida la salvezza dell’umanità all’utopia tecnocratica e chi difende la persona inserita nel contesto fragile della natura violata. Per il venture capitalist che ha creato i software più ricercati per la sorveglianza di massa questo «pensiero totalitario» usa la paura delle catastrofi ambientali e tecnologiche per fermare la volontà di potenza del progresso incarnata nella Silicon Valley e che ha negli Stati Uniti il suo leader politico globale. Non a caso, ieri tra i partiti italiani c’è stato chi, per esempio Italia Viva, ha letto l’arrivo di Thiel e le conferenze sull’Anticristo a due passi dal Vaticano come una sfida al papa. Non si può dire che il miliardario non sia spietato nella sua onestà intellettuale: sul cattolico JD Vance, per esempio. Ha lavorato per un suo fondo e Thiel lo ha finanziato. Ma una pecca l’ha mostrata: «Mi preoccupa che sia troppo vicino al papa». Ad ascoltarlo sono stati invitati professori, manager, presidenti di associazioni, esponenti del mondo cattolico conservatore e della destra. E nel Pd si chiedono se un invito sia arrivato anche ad Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, molto legato a quella parte della Chiesa e per competenza, avendo la delega all’intelligence, sicuramente a conoscenza dei prodotti di Thiel.