repubblica.it, 8 marzo 2026
Trump licenzia la sua interprete per lo spagnolo: “Accorciava le mie frasi lunghe e scorrevoli”
Donald Trump ha ammesso di non conoscere lo spagnolo e dichiarato che non lo imparerà mai. Ma anche di essere ugualmente in grado di capire se le traduzioni degli interpreti sono buone o no. Quelle di una sua interprete non gli sono piaciute e lui l’ha licenziata. Il presidente degli Stati Uniti lo ha raccontato durante il vertice con i leader latino-americani in Florida, riuniti al resort Doral, di proprietà del presidente, per lanciare il grande cartello contro il narcotraffico.
Trump ha accusato scherzosamente il segretario di Stato Marco Rubio, figlio di esuli cubani, di conoscere bene lo spagnolo e di avere per questo un “vantaggio linguistico” su di lui, ma ha anche ammesso di non avere nessuna intenzione di imparare la lingua. “Forse quando ero a scuola, ma non oggi. Non imparerò la vostra dannata lingua, non ho tempo”, ha detto rivolgendosi ai leader, tra cui il presidente argentino Javier Milei e il salvadoregno Nayib Bukele. “Il ruolo dell’interprete è importante, ma deve essere capace”, ha aggiunto. A quel punto Trump ha rivelato di aver licenziato la sua interprete.
“Mi sono accorto che non era molto brava, mentre parlavo con una persona straniera davvero importante, proveniente da un’altra parte del mondo”. “Quando finisci per tradurre ‘ah ah ah’, dopo che hai detto una cosa bella lunga e scorrevole, e poi la traduci come ha fatto questa donna tipo in un quarto di tempo, beh, non va bene”. “La loro lingua sarà anche efficiente, ma non così tanto efficiente”, ha aggiunto scherzosamente, scatenando le risate dei presenti.
In realtà la battuta di Trump ha provocato anche reazioni indignate tra i latinos in Usa, che hanno considerato le sue affermazioni “irrispettose” e “offensive”. Non è la prima volta che questo tema crea polemiche nella politica di Trump. L’anno scorso la sua amministrazione ha eliminato alcuni servizi federali di traduzione in spagnolo per chi chiama agenzie governative dell’immigrazione, e dichiarato l’inglese “lingua ufficiale” degli Stati Uniti, Paese che in realtà non ha mai avuto una lingua ufficiale, anche se l’inglese è quello più utilizzato assieme allo spagnolo.
Un mese fa, Trump si era lanciato in una crociata nei confronti di Bad Bunny, il rapper portoricano vincitore di Grammy per le sue canzoni in spagnolo, a cui era stato affidato lo show musicale nell’intervallo del Super Bowl, la finale di football americano ed evento sportivo più seguito negli Stati Uniti. “Non si capisce niente, non lo guarderò”, aveva dichiarato Trump, salvo poi apparire a cena davanti ai maxischermi collegati sullo show del rapper, montati nella sala del suo resort di Palm Beach, Mar-a-Lago. Nome, tra l’altro, spagnolo.