Corriere della Sera, 8 marzo 2026
Petrolio, in sette giorni +36%
La dannazione dell’oro nero. Il bilancio della prima settimana di guerra nell’area dell’intero Medio Oriente si è tradotto in un brusco rialzo del greggio. Il petrolio Wti ha sfondato quota 93 dollari al barile, segnando il +36% in sette giorni, uno strappo che non si vedeva dal 1983. L’escalation militare ha, insomma, iniziato a produrre i suoi effetti sui mercati energetici globali. Commentatori e analisti, al netto della componente emotiva e speculativa legata agli attacchi che oltre all’Iran vedono coinvolti Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman, Libano e Cipro, sono alle prese con uno scenario destinato ad avere ripercussioni sui prezzi pagati dai consumatori. Se è prematuro quantificare il potere di acquisto che verrà eroso a causa del conflitto, è d’altra parte certo che un lungo elenco di beni e servizi come bollette, carburanti, carrello della spesa, proseguendo per i fertilizzanti e poi fino al costo dei noli della grande logistica, subirà un rialzo di prezzo.
Il gas
I primi a percepire questa dinamica sono stati gli automobilisti. Fare il pieno in Italia costa di più: secondo l’analisi di Staffetta Quotidiana la benzina self è ai massimi dal luglio del 2025, mentre il gasolio self ha raggiunto livelli che non toccava da ottobre 2023 (oltre i 2 euro al litro in autostrada). Davide Tabarelli di Nomisma Energia non prevede nulla di buono. «Magari quella sul gasolio fosse una speculazione. Questa è una crisi devastante e ci aspetta anche di peggio. Manca il 20% del petrolio mondiale. Manca anche il gas, perché passa dallo Stretto di Hormuz. La situazione è complicatissima», constata.
L’agenda
Il tema caro energia è, dunque, entrato di imperio nell’agenda politica, con l’opposizione che attacca il governo rimproverandogli di avere varato un decreto Bollette già del tutto inadeguato di fronte ai venti di guerra. L’altro terreno di scontro è sulle accise dei carburanti: la premier Meloni prima di arrivare a Palazzo Chigi ha spesso ribadito di volerle ridurre, salvo non riuscirci in nome della tenuta dei conti pubblici. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto di abbassare le accise, utilizzando l’extra gettito iva conseguenza degli aumenti dei carburanti. Si tratta del sistema di accise mobili che ieri la premier ha confermato di volere «attivare» e che il governo aveva previsto nel dl Trasparenza del 2023. Tanto che martedì potrebbe essere già discusso in consiglio dei Ministri un provvedimento che va in questa direzione.
La vigilanza
Sul tema dei rincari Meloni nei giorni scorsi è stata esplicita: «Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta a chi dovesse speculare e sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette». Al lavoro c’è, tra gli altri, l’unità di vigilanza di Arera che monitora i prezzi di gas ed elettricità, per valutare i possibili effetti sui clienti finali. Una task force è stata attivata dai ministeri dell’Economia e delle Imprese. «È stato riunito il comitato d’allarme rapido sulla sorveglianza dei prezzi, prima sui prezzi nella catena dei distributori di carburante e poi sull’impatto nella filiera del trasporto alimentare», ha spiegato il ministro Urso.
L’inflazione
Il risveglio dell’inflazione è, intanto, lo spettro che aleggia sullo scenario immediato. Il rincaro delle bollette per luce e gas, così come dei trasporti, della produzione industriale, della logistica e della distribuzione avrà effetti sul costo della vita. L’Istat nel mese di febbraio (prima che Usa e Israele attaccassero Teheran) ha certificato l’inflazione a +1,6% su base annua, mentre il mese precedente era + 1%. Tra i dati figura la crescita dei servizi relativi ai trasporti (+3%) e la flessione dei prezzi dei beni energetici (-6,6%). Due voci che presto potrebbero impennarsi vista la stretta correlazione con l’oro nero. Una dannazione che conferma il facile presagio di Jeremy Rifkin:«Il regno dei cieli potrà anche essere fondato sulla giustizia, ma i regni terrestri sono fondati sul petrolio».