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 2026  marzo 08 Domenica calendario

Donald, la crisi e Meloni: «L’Italia cerca sempre di offrire un aiuto»

Il presidente Donald Trump, rispondendo a una telefonata del Corriere della Sera ieri pomeriggio, ha espresso un forte apprezzamento per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e anche per la sua disponibilità ad aiutare in questa guerra degli Stati Uniti e di Israele in Iran. «Amo l’Italia, penso che sia una grande leader», ha detto Trump della premier. Gli abbiamo chiesto che cosa pensa dell’intervento e dell’aiuto possibile dell’Italia nella guerra, considerato il fatto che stiamo inviando assetti navali per la difesa di Cipro e se ai suoi occhi questo sia abbastanza. Giorgia Meloni «cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica», replica il presidente, senza scendere nei dettagli.
Una rapida battuta al telefono dopo il summit dello «Scudo delle Americhe» a Mar-a-Lago in Florida con gli alleati dell’America Centrale e Latina, prima di prendere il volo per Dover, in Delaware, dove ha assistito alla cerimonia dell’arrivo delle salme dei soldati americani uccisi in Medio Oriente. Poco dopo, Trump ha pubblicato invece sul suo social Truth un messaggio molto critico nei confronti del premier britannico Keir Starmer: «Il Regno Unito, una volta un nostro Grande Alleato, forse il più Grande di tutti, finalmente sta prendendo in seria considerazione di mandare due portaerei in Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più. Ma ce ne ricorderemo, non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle Guerre dopo che abbiamo già vinto!». Mercoledì la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha detto ai giornalisti che Trump confida nella collaborazione di tutti i Paesi europei. «Il presidente si aspetta che tutti i nostri alleati europei, ovviamente, cooperino in questa missione attesa da tanto tempo dagli Stati Uniti ma anche dall’Europa, per schiacciare il regime canaglia iraniano che non solo minaccia l’America ma minaccia anche i nostri alleati europei».
Donald Trump ha cambiato completamente il modo in cui un presidente degli Stati Uniti parla ai giornalisti. Da quando sono iniziati gli attacchi in Iran sabato 28 febbraio, il presidente ha comunicato con post e video direttamente sul suo social network e ha risposto per tutta la settimana al suo cellulare a una serie di chiamate definite «esclusive», della durata di pochi minuti, con giornalisti di media americani che includono i siti Axios e Politico, la rivista The Atlantic, i quotidiani New York Times, Washington Post e New York Post, le tv Fox, Abc, Nbc, Cnn, il sito Washington Free Beacon, MS Now, la tv israeliana Channel 14 News. In un paio di casi ha parlato con giornali britannici (Daily Mail, Telegraph, Sun) e quella di ieri con il Corriere è la prima battuta al telefono con un media italiano. Una strategia mediatica deliberata e non convenzionale in un momento decisivo nel suo secondo mandato.
La missione italiana avviene in coordinamento con gli alleati europei, nell’ambito del cosiddetto «E4» (con Germania, Francia, Regno Unito), un meccanismo spinto dalla premier per affrontare questa fase di emergenza nel Mediterraneo. L’Italia ha mandato la fregata Martinengo a Cipro, ha anche deciso l’invio di una batteria di difesa antimissili Samp/T agli Emirati e sistemi anti droni a Kuwait e Qatar.
Martedì scorso il presidente americano aveva ricevuto alla Casa Bianca un altro suo importante alleato europeo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ma durante quella visita ha usato invece toni molto critici nei confronti del premier spagnolo Pedro Sánchez, minacciando conseguenze commerciali per Madrid dopo che il suo governo aveva evitato l’uso per gli attacchi di due basi congiunte in territorio spagnolo e aveva fortemente criticato l’intervento. «La Spagna è stata terribile», ha detto Trump. «Taglieremo tutto il commercio con la Spagna, non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna». Poi mercoledì nel briefing con i giornalisti alla Casa Bianca la portavoce Leavitt ha dichiarato: «Penso che la Spagna abbia ricevuto forte e chiaro il messaggio del presidente e da quello che so hanno accettato di cooperare con le forze militari americane». Madrid ha annunciato l’invio di una fregata a Cipro.
Nei giorni scorsi Trump aveva già criticato Starmer sui giornali britannici, per non aver dato subito la disponibilità – per gli attacchi all’Iran – della base di Diego Garcia nell’arcipelago delle Chagos. Domenica Starmer ha poi concesso l’uso delle basi per scopi definiti «difensivi specifici e limitati», ma Trump era rimasto arrabbiato per l’esitazione dell’alleato. «Rovina i rapporti. Siamo molto sorpresi. Non è con Winston Churchill che abbiamo a che fare».