Corriere della Sera, 7 marzo 2026
Il Tgv a 2 piani arriva in Italia nel 2027
Tra poco più di un anno anche i treni francesi di Sncf offriranno i loro servizi nell’alta velocità italiana. A segnare un cambio di epoca rispetto al duopolio contrassegnato dal Frecciarossa di Trenitalia e da Italo di Ntv è la delibera dell’Antitrust, che accetta e rende vincolanti gli impegni presentati da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) per l’accesso al mercato del trasporto ferroviario. La decisione adottata martedì 3 marzo dal Garante della Concorrenza e resa nota ieri è la conclusione dell’istruttoria, avviata un anno fa, per accertare un presunto abuso di posizione dominate. L’esito dell’intervento dell’Authority guidata da Roberto Rustichelli si traduce, come spiegato in una nota, in un pacchetto di impegni che segnano «un passaggio decisivo per il mercato ferroviario alta velocità, promuovendo una maggiore concorrenza grazie all’ingresso di un terzo operatore e aprendo a nuove opportunità per migliorare servizi, qualità e competitività a beneficio dei passeggeri».
Cosa cambia
In concreto, la mossa dell’Antitrust stabilisce che Rfi assegni, per un periodo minimo di dieci anni, ai francesi di Sncf almeno 18 canali orari sulle direttrici dell’alta velocità (le tratte sono Torino/Milano/Roma e Torino/Milano/Venezia). Un secondo elemento di novità riguarda l’adeguamento del prospetto informativo della rete, ossia il documento attraverso il quale Rfi indica caratteristiche, servizi, tariffe e condizioni di accesso all’infrastruttura ferroviaria italiana. Le regole pubblicate nel prospetto dovranno essere aggiornate e recepire i principi europei relativi al miglior utilizzo dell’infrastruttura, alla tutela delle esigenze dei passeggeri e alla promozione della concorrenza.
Sncf (Société nationale des chemins de fer français), da tempo in attesa di un nuovo quadro nel mercato ferroviario italiano, ha incassato con «soddisfazione» la decisione dell’Antitrust e confermato che il riconoscimento di una parte degli slot ferroviari che aveva richiesto è «il primo passo per l’avvio del piano di sviluppo in Italia». Il progetto dei francesi prevede, tramite la controllata Sncf Voyages Italia, di introdurre da settembre 2027 i primi 15 treni a due piani (si tratta dei Tgv M capaci di sfiorare la velocità di 350 chilometri orari). L’obiettivo è raggiungere entro il 2030 una quota di mercato del 15% dell’alta velocità, tramite un’offerta molto competitiva in termini di prezzi (i vagoni a due piani sono più efficienti e configurati per offerte low cost).
La prospettiva di benefici per il sistema italiano, quantificati in circa mezzo miliardo di euro «tra crescita del Pil, nuove entrate fiscali e oltre 4 mila nuovi posti di lavoro diretti e indiretti» è, peraltro, accompagnata dalla constatazione che la decisione dell’Antitrust «non è sufficiente» per realizzare l’intero piano industriale di Sncf Voyages Italia. Il futuro terzo operatore chiede più slot e punta ad arrivare fino a Napoli, contando su un totale di 13 tratte quotidiane (9 andata e ritorno da Torino a Napoli e 4 da Torino a Venezia). Per questo viene sollecitato che Rfi garantisca «l’attuazione tempestiva degli impegni aggiuntivi, in modo da assicurare a breve a Sncf Voyages Italia l’accesso agli slot ferroviari supplementari richiesti». C’è, poi, un’ulteriore condizione ritenuta dai francesi indispensabile:«la certezza» sia di potere accedere agli impianti di manutenzione in Italia, sia di ottenere l’omologazione dei treni.