Corriere della Sera, 7 marzo 2026
Axel Springer compra il Telegraph per 660 milioni
Finale a sorpresa nella saga della vendita del Telegraph, il grande quotidiano britannico espressione della destra conservatrice: il colosso tedesco dell’editoria Axel Springer è entrato a gamba tesa nelle trattative e si è assicurato il controllo del giornale all’ultimo momento, soffiandolo al gruppo che edita il Daily Mail, il maggiore tabloid britannico anch’esso schierato pesantemente a destra. Springer ha sborsato per l’acquisizione oltre 660 milioni di euro, ben oltre quanto messo sul piatto da Lord Rothermere, il proprietario del Mail, la cui offerta si era fermata a 50o milioni di sterline (circa 575 milioni di euro).
Che il Telegraph finisca in mani tedesche è sicuramente uno choc per gli ambienti conservatori britannici: il quotidiano è stato un alfiere della Brexit e la sua linea editoriale rimane violentemente euroscettica. Tuttavia l’amministratore delegato di Springer, Mathias Doepfner, ha sostenuto che i valori del Telegraph sono allineati con quelli del gruppo tedesco: «Sosteniamo il diritto all’esistenza di Israele e ci opponiamo a ogni forma di antisemitismo. Crediamo all’alleanza fra Europa e Stati Uniti e siamo dalla parte dell’economia di mercato». Il Telegraph era finito in vendita tre anni fa, quando la banca Lloyd’s lo aveva pignorato dalla famiglia Barclay, che lo possedeva, per una questione di debiti non pagati. In un primo momento il giornale era stato quasi ceduto a un fondo di investimento che faceva capo agli Emirati Arabi, ma l’affare era stato bloccato dal governo conservatore, che non voleva vedere una importante voce del giornalismo britannico finire sotto il controllo di un governo non esattamente alienato ai valori liberali. Si era allora fatto avanti l’editore del Mail, che puntava così a costituire un blocco di giornali di destra in grado di scalzare l’egemonia di Rupert Murdoch, che possiede Sun e Times. Ma il contropiede tedesco alla fine ha sparigliato tutto.