Corriere della Sera, 7 marzo 2026
Vola il petrolio, allarme inflazione
Il petrolio, che scatta come mai aveva fatto negli ultimi tre anni con il Brent di Londra in rialzo del 9,6% oltre 93 dollari e il Wti di New York a 91,1 dollari: +12,5% ieri e +35% in una settimana, il balzo maggiore dal 1983. I timori sulla crisi energetica, che aumentano perché si comincia a dire che possa durare a lungo mettendo a rischio l’export di greggio dal Medio Oriente, come ha paventato in un’intervista al Financial Times il ministro dell’Energia del Qatar Saad al-Kaabi. E la lista di Paesi del Golfo che riducono la produzione che si allunga, perché le navi non riescono a transitare dallo Stretto di Hormuz e i depositi sono ormai pieni: dopo l’Iraq, lo farà anche il Kuwait. Con l’Iran che continua gli attacchi, Eni, BP e Total stanno evacuando il personale straniero dai campi petroliferi a Bassora. A una settimana dall’inizio degli attacchi in Medio Oriente, il termometro sale e i mercati finanziari continuano a scendere. Da lunedì 2 marzo, Madrid ha perso il 7%, Francoforte il 6,9%, Parigi il 6,8%, Milano il 6,5% (-1% ieri) e Londra il 5,7 per cento: la perdita media settimanale è del 6% circa, pari a 918 miliardi di capitalizzazione in meno.
Le conseguenze economiche potrebbero non limitarsi ai mercati finanziari: caro-energia significa anche aumenti dei prezzi in generale. Perché il rialzo delle quotazioni internazionali si porta dietro a catena aumenti dei carburanti, quindi dei trasporti e della produzione industriale. La benzina self è salita solo ieri di 20 centesimi a 1,744 euro, al massimo dal 2 luglio 2025, e il gasolio self di 52 millesimi a 1,867 euro, al massimo dal 29 ottobre 2023, ha analizzato Staffetta Quotidiana. Il conto finale finisce sugli scaffali e nelle tasche degli italiani. E l’inflazione in Italia a febbraio (ultimo mese prima dell’inizio degli attacchi una settimana fa) aveva già rialzato la testa: +1,6% su anno rispetto al +1% di gennaio. «Abbiamo attivato un monitoraggio a tutto campo per rilevare i comportamenti scorretti. Si tratta di fermare i rincari ingiustificati, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Il governo batte particolarmente in questi giorni sul monitoraggio del caro-prezzi, in particolare carburanti e bollette. L’Autorità Arera ieri ha annunciato la riduzione del 15% del costo del trasporto del gas, il che equivale solo a 0,11 centesimi in meno e il calo scatterà solo da ottobre.
Nel frattempo, le commodities energetiche hanno toccato i record dagli ultimi tre anni. Il gas sul mercato europeo di riferimento, Ttf, è salito ieri del 4% a 52,3 euro al megawattora, quasi ai massimi da marzo 2023. QatarEnergy due giorni fa ha dichiarato «forza maggiore» e fermato la produzione di gas liquefatto. Il ministro qatarino ieri ha aggiunto che, nel momento in cui la guerra si fermerà, serviranno comunque settimane per riattivare la produzione. E ha fatto anche una previsione sul petrolio: se la guerra continuasse, potrebbe costringere i Paesi del Golfo a interrompere le esportazioni di energia entro poche settimane e il greggio potrebbe balzare a 150 dollari al barile. Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz ha paralizzato le spedizioni. Da qui, fino a una settimana fa, erano esportati 14 milioni di barili al giorno, circa un terzo del greggio trasportato via mare. E un mercato più corto significa prezzi più lunghi. Cina e India importano grandi quantitativi dal Medio Oriente. Washington ieri ha concesso a Delhi una deroga di 30 giorni dalle sanzioni sul greggio russo. Per il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Fatih Birol «non c’è carenza di petrolio a livello globale», ma «disagi logistici». Trump ieri intorno alle 20 italiane ha annunciato un programma di riassicurazione da 20 miliardi per incentivare le compagnie di navigazione a passare da Hormuz. «Wall Street – osserva Carlo De Luca, responsabile Gestioni Patrimoniali di Gamma Capital Markets – ha chiuso in calo, con l’S&P500 a-1,3% e il petrolio non ha ridotto il rally: ormai Trump non riesce a influenzare i mercati».