Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 07 Sabato calendario

Parte la fregata italiana per Cipro. Agli Emirati il sistema anti missile

Al termine di una valutazione che ha coinvolto le Forze armate, il ministero della Difesa e Palazzo Chigi, il governo italiano ha deciso di rispondere positivamente alle richieste di aiuto militare arrivate da alcuni Paesi del Golfo, nostri alleati, bersagli delle ritorsioni indiscriminate da parte dell’Iran.
Agli Emirati arabi uniti, nei prossimi giorni, l’esecutivo farà arrivare una batteria antimissile Samp-T, uno dei dispositivi più sofisticati e più efficaci, in termini di contraerea e antimissile, di cui dispone l’Italia. Una certa resistenza è stata messa in atto dal comando centrale della Nato, visto che l’attuale batteria fa parte anche del circuito strategico dell’Alleanza atlantica, ma alla fine si è deciso che era più urgente proteggere gli Emirati, e che in questo modo si protegge la stessa Nato. Sistemi militari meno costosi, ma non meno efficienti, con una configurazione di batterie anti droni, verranno invece veicolate da Roma verso il Qatar e il Kuwait, anch’essi Paesi che hanno inoltrato all’Italia una richiesta di aiuto formale nei giorni scorsi.
Contemporaneamente un’unità navale della nostra marina, la nave Martinengo, appartenente alla classe Fremm (fregate europee), dotata di cannoni, lanciasiluri, radar avanzati in grado di individuare minacce sino a 200 chilometri, e un equipaggio standard di circa 168-185 militari sarà dislocata nelle acque territoriali di Cipro, assieme ad una più grande unità navale francese, per proteggere lo spazio aereo dello Stato della Ue che è stato già oggetto di attacchi. Per esempio contro la base britannica di Akrotiri.
Le operazioni logistiche necessarie per il trasferimento dei dispositivi militari avverranno nei prossimi giorni, con la massima urgenza, senza bisogno di nessun altro passaggio istituzionale, visto che il Parlamento ha già votato una risoluzione di maggioranza che impegna il governo a rispondere alle richieste di aiuto provenienti dagli alleati nel Golfo.
La risoluzione infatti riguarda il rafforzamento a largo spettro della capacità di difesa in Medio Oriente. In particolare, il governo viene invitato a «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane» nell’area. Questo obiettivo dovrebbe essere perseguito proprio attraverso l’impiego di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza. Lo scopo è proteggere i cittadini italiani presenti nella regione, sostenere i Paesi alleati e salvaguardare le infrastrutture strategiche, anche per prevenire possibili ripercussioni sul piano energetico con effetti anche in Italia.
La risoluzione impegna inoltre il governo, nel caso di Cipro, a partecipare attivamente allo «sforzo comune» dell’Ue. In particolare, è chiamato a sostenere gli altri Stati membri che lo richiedano nella difesa del proprio territorio «da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana». Sul fronte delle basi americane presenti in Italia invece nessuna novità, al governo non è arrivata alcuna richiesta. La conferma del ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Nessuno ci ha chiesto niente. Non abbiamo avuto richieste neanche sul piano logistico. Io l’ho detto anche» al segretario di Stato americano Marco Rubio, «ma Rubio non mi ha detto niente». E comunque precisa: «Per quanto riguarda qualsiasi altro tipo di uso, è ovvio che deve esserci un passaggio parlamentare».