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 2026  marzo 07 Sabato calendario

Meloni, i contatti con i leader «Vigiliamo su tutti i fronti»

«Il governo è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani»: Giorgia Meloni utilizza un post sui social per rispondere alle preoccupazioni su una guerra che continua ad apparire dalle conseguenze imprevedibili, anche per quanto riguarda le ricadute economiche. E per questo assicura che «stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti». Una risposta a chi continua a postare, sugli stessi social, moltissime fotografie dei cartelli con i prezzi dei benzinai. Proprio ieri il ministro Adolfo Urso ha riunito la commissione «allerta prezzi». Per le opposizioni, a partire da Paolo Gentiloni (Pd), invece «preoccupa l’assenza del governo».
La premier ieri ha avuto numerosi contatti internazionali. Ha parlato con il presidente turco Recep Erdogan, che in una nota sottolinea che «la Turchia è favorevole a una base diplomatica più solida» e che «i conflitti in corso nella nostra regione e nel mondo hanno dimostrato ancora una volta l’importanza di una maggiore cooperazione tra gli alleati della Nato, in particolare nel settore dell’industria della difesa». Meloni ha anche partecipato a un vertice a distanza con i presidenti Macron, Merz e Starmer. Qualcuno lo definisce «una sorta di E4».
Giornata di telefonate e incontri anche per Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri ha parlato con gli omologhi azerbaigiano, Jeyhun Bayramov, emiratino, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, e omanita, Badr al Busaidi. Poi il ministro ha avuto una riunione con i capi missione dei Paesi della Lega araba – inclusi i sei del Consiglio di cooperazione del Golfo – a cui hanno partecipato gli ambasciatori di Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Mauritania, Oman, Palestina, Qatar, Sudan, Tunisia e Yemen. L’Italia, peraltro, come ha sottolineato il ministro, anche dopo la chiusura dell’ambasciata a Teheran non ha interrotto le «relazioni diplomatiche con l’Iran perché in questo momento crediamo che si debba continuare a parlare. L’obiettivo è quello di raggiungere il prima possibile la fine delle ostilità».
Guido Crosetto, invece, è tornato sul suo dibattuto viaggio a Dubai. Agli allievi dell’Accademia militare di Modena ha parlato di una scelta «personale e difficile. Pensate cosa significa essere in un Paese lontano, quando scoppia una guerra e vi trovate lì con i vostri figli, vostra moglie... Qualcuno vi dice, sta arrivando un aereo a prenderla, signor ministro. E voi guardate i vostri figli, gli amici dei vostri figli. Siete combattuti tra l’essere l’uomo e il ministro. E rispondete a quel telefono, no. Adesso no».
I riformisti del Pd ieri invece hanno partecipato all’evento «Credere in una Europa protagonista». Da lì è partito il richiamo di Lorenzo Guerini: «Ci sono linee rosse invalicabili: un’Europa più forte, la difesa dell’Ucraina, della democrazia dai suoi nemici interni e esterni». Secondo il presidente del Copasir «su questi temi non c’è alcuna alleanza cui essere sacrificati. È arrivato il momento di un confronto sui temi di fondo, non dobbiamo arrivarci per logoramento o mediazione: da lì passa la credibilità della nostra proposta politica delle prossime elezioni».