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 2026  marzo 07 Sabato calendario

Iran, strage nella scuola femminile: «È stata una bomba americana»

È il massacro più atroce di questa settimana di guerra in Medio Oriente. Sabato, una scuola elementare femminile, la Shajaba Tayyiba di Minab, nel sud iraniano, viene rasa al suolo da un raid aereo che fa 165 morti, quasi tutte bambine tra i 5 e i 12 anni. I corpi rimangono sepolti sotto il cemento armato.
Sono sette giorni che ci si chiede chi sia stato. Chi ha compiuto l’errore e l’orrore che indigna il mondo? Dopo indiscrezioni e accuse incrociate, due funzionari americani anonimi parlano con l’agenzia Reuters e raccontano che gli inquirenti militari Usa ritengono probabile che le forze statunitensi siano responsabili dell’attacco, anche se non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva, e non hanno ancora completato le indagini.
Mercoledì, in conferenza stampa, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto che gli Stati Uniti stanno «indagando con la massima serietà. Ovviamente non prendiamo mai di mira civili, ma esaminiamo ogni situazione, ogni dettaglio». Non ha escluso «danni collaterali», pur ribadendo solennemente che «l’esercito americano non colpisce scuole». L’istituto sorgeva vicino a una base navale dei pasdaran, e fino al 2013 facevano parte della stessa struttura: si pensa che le mappe usate dall’esercito americano per il bombardamento non fossero aggiornate.
I documenti resi pubblici dal dipartimento della Difesa indicano con precisione la zona geografica in cui hanno agito le forze statunitensi. Nel briefing del generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto, e del segretario Hegseth, la mappa degli attacchi si sovrappone all’area di Minab.
Proprio il generale Caine ha spiegato che il conflitto presenta una netta divisione operativa: Israele colpisce i siti missilistici nel nord iraniano, mentre gli Stati Uniti si occupano delle infrastrutture navali e delle basi dei pasdaran nel sud e sud-est, quindi anche la zona dove sorgeva la scuola. «Abbiamo continuato a colpire le capacità missilistiche e difensive iraniane lungo il confine meridionale», ha confermato il 4 marzo Caine, dal Pentagono. Un giornalista glielo aveva chiesto: «E la scuola delle bambine?».
Solo qualche giorno fa si sono tenuti i funerali delle piccole di Minab, nel centro della città. Migliaia di persone sono accorse da tutto il Paese per dare l’ultimo saluto alle prime vittime di questa guerra. Ai microfoni della televisione di Stato hanno parlato madri arrabbiate che stringevano le foto delle figlie che non ci sono più: «Hanno ucciso delle innocenti». Qualcuno invoca giustizia contro il «Grande Satana», mentre il regime dei mullah cavalca l’onda per provare a compattare la nazione. Il ministro degli Esteri Abbas Arghchi ha condiviso l’immagine dall’alto di un cimitero con 165 buche. E ha scritto: «Si tratta di fosse comuni scavate per oltre 160 bambine innocenti, uccise nel bombardamento israelo-americano di una scuola elementare. I loro corpi sono stati fatti a pezzi. Ecco come appare in realtà il “salvataggio” promesso da Trump. Da Gaza a Minab, innocenti assassinate a sangue freddo».