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 2026  marzo 06 Venerdì calendario

Carta insegnanti, maxi taglio da 120 euro

Diciamo la verità: il motivo per cui il bonus Docenti è stato esteso anche ai docenti precari è che i tribunali amministrativi non solo stanno dando progressivamente ragione alle loro richieste per il mancato riconoscimento degli anni scorsi, ma sono anche sempre più subissati di ricorsi. Ieri, il presidente del Tar Piemonte, Raffaele Prosperi – seguendo altre segnalazioni provenienti da altri Tar – ha segnalato un forte aumento dei ricorsi amministrativi dovuto in gran parte proprio alla Carta del docente da 500 euro che era stata estesa anche ai precari dalla Corte di giustizia europea, ma non applicata finora nonostante le sentenze dei tribunali ordinari. La rimodulazione del bonus in quest’ottica, per evitare il caos, ne ha quindi ritardato di cinque mesi l’arrivo anche per gli insegnanti di ruolo: bisognava capire quanti soldi c’erano a disposizione. Esito: pochi.

Il 9 marzo sarà infatti attivato per tutti, assunti e precari, ma in versione mini. Il ministero di Valditara non ha allungato più di tanto la coperta e così, nonostante tocchi di diritto, passerà da 500 a 383 euro. Il Mur ha fatto sapere che la carta viene “estesa anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto e ai docenti con incarichi di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno”. Una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti: “Oltre 200 mila in più rispetto allo scorso anno”. Vengono ampliate, inoltre, le categorie di spesa ammissibili: “Accanto all’acquisto di libri, riviste, alle attività di formazione e aggiornamento, musei, mostre, teatri, acquisto di hardware e software (una volta ogni 4 anni, ndr), sono stati previsti, per la prima volta, anche servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali”.

Una pezza che non copre il buco e che mette in evidenza il disinteresse nell’investire sulla scuola, oltre a far pagare la garanzia dei diritti dei docenti ai docenti stessi: “Invece di adeguare il valore della Carta per contrastare la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione dell’ultimo decennio (da quando la carta è stata introdotta con la legge 107 del 2015) – spiega la Flc Cgil – il ministero sceglie di tagliare l’importo proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario un investimento maggiore per garantire i diritti di tutti”. L’estensione, dice il sindacato, va garantita attraverso l’incremento dei finanziamenti, non tramite “un gioco a somma zero a discapito dei lavoratori”. Nell’incontro con il ministero, la Flc ha anche chiesto che siano prolungati i tempi per spendere il bonus, considerando i ritardi con cui è stato attivato. Le varie sigle, inoltre, ribadiscono la discriminazione nei confronti del personale Ata. “Permane un’evidente ingiustizia nell’esclusione del personale Ata – ha detto Giuseppe D’Aprile di Uil Scuola – che rappresenta una componente essenziale della comunità scolastica”. Chiedono anche indicazioni operative chiare per la gestione dei 281 milioni di euro che il ministero ha messo a disposizione per device tecnologici da dare in comodato d’uso e la formazione dei docenti: il rischio è che il sovraccarico delle segreterie scolastiche aumenti.