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 2026  marzo 06 Venerdì calendario

Piano casa, Mantovano annulla il Cdm. L’ira della Lega

È un messaggio Whatsapp di Alfredo Mantovano a far saltare i piani della Lega. O meglio: il piano casa di cui Matteo Salvini parla da mesi. Il potente sottosegretario di Palazzo Chigi lo spedisce nella chat dei ministri mercoledì notte. Poche righe, senza spiegazioni: “Il Cdm di venerdì non si tiene più. Grazie e buonanotte”. Altro che buonanotte. Il Carroccio mastica amaro, anche perché proprio mercoledì, per tutto il giorno, i big del partito annunciavano alle agenzie stampa che il piano casa sarebbe stato approvato “nel Cdm di venerdì”. Il sigillo ce lo ha messo il vice di Salvini al Mit, Edoardo Rixi. Invece niente. Tutto rimandato almeno alla prossima settimana.
Sul rinvio pesano gli attriti tra il Mit e Palazzo Chigi. In ritardo con le promesse sbandierate da tempo, Salvini spinge per un segnale immediato, anche a costo di risultare monco. I 950 milioni assicurati dal bilancio dello Stato (in tutto sono 970) non bastano a tenere in piedi il piano casa. Anche il vicepremier leghista ha dovuto ammettere che il decreto atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri riuscirà a finanziare solo la manutenzione e il recupero del patrimonio pubblico di edilizia sociale “che ad oggi non è stato assegnato alle famiglie in graduatoria perché non a norma”. In tutto tra 50mila e 60mila appartamenti. Si tratta, appunto, di pochi alloggi esistenti ma non utilizzabili. Case popolari da sistemare.
Il piano immaginato da Meloni è un’altra cosa. Più ampio. Punta alla realizzazione di nuove strutture con affitti calmierati o di residenze per gli studenti universitari. Di più: nuove abitazioni per la cosiddetta fascia grigia, cioè per chi non ha può accedere al mercato libero e allo stesso tempo non ha i requisiti per le case popolari. A supporto arriverebbero i privati (capitali italiani e stranieri). Insomma molto di più il recupero del patrimonio pubblico dismesso di Regioni, Comuni e agenzie (ex caserme, fabbricati e scuole chiuse).
L’irritazione dei leghisti si inserisce qui. Senza contare che la regia di un altro “pezzo” è di Tommaso Foti, il ministro per gli Affari europei di Fratelli d’Italia che sta confezionando l’accordo con i governatori per lo stanziamento di risorse aggiuntive. E anche se il leader del Carroccio rivendica la possibilità di recuperare 1,2 miliardi dal Pnrr (i fondi sono destinati attualmente all’acquisto di nuovi convogli ferroviari) spetta sempre a Foti decidere e trattare con la Commissione europea per una nuova modifica al Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’ammontare totale del Piano balla tra 6 e 8 miliardi, ma i soldi a disposizione ora sono appena 950 milioni.
A Salvini tocca intanto incassare l’ennesimo rinvio. Ieri in Senato, interrogato da Matteo Renzi, si è detto certo che il piano casa andrà nel Consiglio dei ministri “di martedì”. Anche se sarà inserita solo la parte pubblica, appunto, senza il piano per gli investimenti privati. Questi famosi 950 milioni di euro. Pochi, per il leader di Italia viva: “Novecentocinquanta milioni di euro per 60mila appartamenti sono 15mila euro ad appartamento. Gli altri 14 miliardi sono spariti?”. Il governo, attacca l’ex premier, aveva annunciato 15 miliardi all’inizio. “Salvini ha cambiato idea su tutto e aveva detto che sarebbe dovuto essere spernacchiato se non aboliva la Fornero. Anche sul piano casa non c’è bisogno di spernacchiarla, fa tutto da solo”.