repubblica.it, 6 marzo 2026
Lega post Vannacci, il segnale di Salvini: Zaia nella segreteria
Luca Zaia per ora non avrà i galloni di vicesegretario, come chiede il fronte del Nord da mesi. Ma intanto strappa un posto nella nuova “segreteria politica” della Lega appena varata da Matteo Salvini. Dopo la scissione di Roberto Vannacci, il vicepremier ha nominato la squadra che lo affiancherà al vertice del partito. Quasi un anno dopo il congresso di Firenze che l’ha riconfermato, per acclamazione, sulla tolda di comando di via Bellerio. Sarà un gruppo ristretto di big, una dozzina di nomi in tutto, ristretto rispetto al federale. Più operativo. Si può leggere anche come un segnale politico interno: il leader non si muove da solo, ma vara una gestione collegiale del Carroccio, in una fase tribolata, con i sondaggi che un po’ risentono della nascita di Futuro nazionale: non è un crollo, per la Lega, che però è scivolata dall’8 al 7% (Supermedia YouTrend).
La prima riunione è fissata per stamattina. All’ordine del giorno la politica estera, Iran su tutti, il nodo delle basi militari che i salviniani non vogliono in alcun caso autorizzare per le operazioni offensive Usa. Ma anche il rilancio del Carroccio dopo la fuoriuscita del generale, che per adesso è riuscito a portare con sé solo tre deputati e zero senatori.
Oltre alla mossa politica, la novità sono i nomi. Da quanto risulta a Repubblica, ci sarà appunto l’ex presidente del Veneto, che è in attesa di collocazione sul proscenio nazionale: non si candiderà a Venezia e punta a un posto nel prossimo Parlamento. Se va bene al centrodestra, nel prossimo governo. In segreteria sarà recuperato anche Andrea Crippa, che non era stato riconfermato vice proprio per lasciare libero il posto a Vannacci. Tra gli altri nomi, Claudio Durigon, sempre più reggente del Centro-Sud, Alberto Stefani, Silvia Sardone e Armando Siri, il capo dei dipartimenti della Lega e animatore dell’ala liberal, che la compagnia di Vannacci l’ha sempre poco gradita.