la Repubblica, 6 marzo 2026
Presunti abusi nel porno, Rocco Siffredi querela le attrici
La battaglia del porno arriva in procura. Da un lato le attrici che hanno lavorato con Rocco Siffredi e che in tv lo hanno denunciato per violenze e abusi sul set. Dall’altro, il pornoattore che presenta contro di loro una maxi querela, allegando centinaia di pagine di documenti e pure i girati integrali dei film. L’ipotesi di diffamazione è al centro del fascicolo della pm di Milano Marina Petruzzella, che vede sedici indagati: due autori del programma Le Iene e quattordici attrici. Il 4 febbraio la procura, con un «ordine di esibizione», ha chiesto al programma copia delle registrazioni delle puntate andate in onda tra il 15 aprile 2025 e il 25 gennaio 2026. L’accusa per gli indagati è quella di «aver offeso l’onore e la reputazione» della «persona offesa» Rocco Tano (vero nome dell’attore).
Le Iene hanno dedicato un’inchiesta al pornodivo. Sei le puntate incriminate, di cui tre intitolate: «Rocco sotto accusa, abusi e violenze?». In onda le testimonianze – a volto scoperto o in incognito – di ragazze che hanno lavorato sul set. Sono emersi racconti sul tema del «consenso», la costrizione ad accettare o meno di girare alcune scene, forzature psicologiche, ipotesi di estorsione. La procura approfondirà il contesto e le accuse emerse. Da quanto risulta all’avvocata di Siffredi, Rossella Gallo, nulla è mai sfociato in denunce penali.
Siffredi e la legale hanno depositato la querela la scorsa estate, con integrazioni fino a gennaio. «Una campagna studiata a tavolino per gettare fango su di me», confida lui. Dicendo di aver patito dal punto di vista personale e professionale. Per questo ha denunciato venti persone, di cui diciotto con nome e cognome. Ha depositato un hard disk con 500 giga di documenti, i video integrali dei film, le videoliberatorie che le attrici devono “firmare” prima e dopo le scene, documento alla mano davanti alla telecamera, mentre confermano che non sono state costrette in alcun modo. Nelle indagini difensive anche interviste che alcune attrici hanno rilasciato a podcast specializzati prima delle denunce pubbliche, dalle quali trasparirebbero commenti ben diversi su Siffredi. Infine, le parole di testimoni oculari: attrici, attori, cameraman, costumisti e tecnici che hanno voluto testimoniare a favore dell’attore. Loro stessi, tra l’altro, si erano mostrati sui social con un nastro nero sulla bocca perché – a loro dire – non era stato permesso di raccontare la propria versione. Il pornodivo accusa il programma di aver tagliato un’intervista a lui. Nella parte in cui piange – è la tesi – sembra che lo faccia in relazione ai presunti abusi. Invece, per la difesa, è un momento di commozione mentre parla del figlio, in quel momento in ospedale.
In una nota, Le Iene si dicono «certe di aver operato con correttezza, professionalità e trasparenza su una vicenda di evidente interesse pubblico, in un’epoca dove la stragrande maggioranza delle donne ancora non raccontano e non denunciano le violenze subite per paura». Nella primavera del 2025, gli autori «hanno trasmesso le testimonianze di una serie di donne che hanno raccontato di presunte prevaricazioni, abusi e violenze che avrebbero subito nel corso del proprio lavoro nel mondo dell’hard. Con loro abbiamo avviato una riflessione sul consenso, un tema quantomai attuale».