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 2026  marzo 06 Venerdì calendario

Matteo Canzi conquista MasterChef 15: "farò il cuoco, non l’influncer"

La rivincita del bravo ragazzo: educato, gentile, posato. Corretto anche a un passo dal titolo: propone infatti a Carlotta, la sua diretta avversaria in questa sorprendente finale a due (non succedeva da sette anni, di solito si arrivava al fotofinish in tre), di coordinarsi sull’uscita dei rispettivi piatti per portarli ai giudici nella versione migliore. Matteo Canzi detto Teo, 24 anni, lecchese, una laurea triennale in Economia, ha vinto la 15esima edizione di MasterChef Italia, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy.
Se l’aspettava?
«Assolutamente no, non c’è mai stato un momento in cui ho pensato di vincere... Solo il primo giorno, ai Live cooking, ho detto che ero lì per portarmi a casa il titolo perché bisogna dirlo per forza, ma non avevo aspettative. Mi ero iscritto senza farlo sapere a nessuno, solamente contento di poter cucinare».
A chi dedica la vittoria?
«A mamma e papà, perché non credevano che la cucina potesse essere la mia strada. E a nonna Egidia, 95 anni, la prima con cui mi sono messo ai fornelli».
I suoi pensavano che cucinare per lei fosse un hobby.
«E invece è il mio scopo di vita: adesso lo sanno e sono con me, ma per un po’ di tempo è stato difficile capirsi. Non volevano che lasciassi il corso di laurea magistrale in Digital marketing a cui ero iscritto, poi si sono ricreduti».
Il piatto di cui va più fiero?
«Il risotto della finale, con quel pescegatto che per me era una specie infestante e invece è un ingrediente super».
Che cosa farà adesso?
«Voglio studiare e imparare. Frequenterò subito il corso di Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana, che lo show mette in palio per il vincitore. Era la cosa che mi interessava di più: uscito da lì, mi metterò a fare gavetta».
Molti ex vincitori fanno gli chef, ma solo sui social.
«Sarei stupido a non cavalcare la spinta dei social, ma non mi vedo come influencer. Voglio diventare un cuoco professionista con un ristorante tutto mio. A tempo debito, però, se si apre troppo presto ci si brucia. Mi piacerebbe un percorso come quello di Cannavacciuolo».
È il suo giudice preferito?
«Sono stati tutti fantastici, ma lui per me è un modello».
In finale non ha puntato a far sbagliare Carlotta, anzi.
«Sono felice di aver gareggiato con Carlotta, mi sta simpatica e mi è dispiaciuto per le critiche che ha ricevuto. Con lei è stata una battaglia ad armi pari. E sono felice che abbia accettato di coordinarci: credo molto nel fair play nella vita, non si vince di tattica. Preferisco dimostrare di valere sapendo che anche gli altri sono nelle condizioni di dare il massimo, piuttosto che vincere per l’errore altrui».
Ha detto che MasterChef l’ha distrutta più volte. Cioè?
«Separo in tre la mia esperienza: sono entrato sicuro di me, forse con quasi troppa confidenza, e poco dopo ho rischiato l’eliminazione sbagliando a fare il pane. Quell’episodio mi ha demolito psicologicamente, per un po’ mi sono messo in sordina. Ha cambiato tutto l’esterna nel ristorante tristellato di Perbellini, a Verona: pensavo di andare nel panico e invece mi sono sentito calmo, centrato, pur lavorando a ritmi serrati».
Cosa farà con i 100mila euro del premio?
«Li tengo da parte, cercherò di farli fruttare con la mia laurea in Economia...».

Il 12 marzo esce il libro di ricette Il gusto del perché. Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si cucina (Baldini+Castoldi).
«Sì, che emozione! Ma non mi chieda qual è la mia idea di cucina, è troppo presto».
Canta brani neomelodici con la sua ragazza: che dice di Sal Da Vinci a Sanremo?
«La canzone resta in testa, ma preferivo Sayf».