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 2026  marzo 05 Giovedì calendario

La miglior baguette è di un panettiere srilankese

La migliore baguette tradizionale di Parigi nel 2026 arriva dal Fournil Didot, boulangerie del 14° arrondissement. A firmarla è Sithamparappillai Jegatheepan, panettiere di origine srilankese di 43 anni, vincitore del Grand Prix de la baguette de tradition française de la Ville de Paris, il concorso che ogni anno elegge la baguette simbolo della capitale francese.Alla competizione hanno partecipato 143 panifici parigini le cui baguette sono state degustate alla cieca da una giuria composta da professionisti del settore e rappresentanti della città, che hanno valutato diversi criteri: aspetto, cottura, profumo, alveolatura e gusto, oltre al rispetto dei parametri tecnici previsti dal regolamento per la baguette “tradition”, come peso, lunghezza e contenuto di sale. La baguette di Jegatheepan ha convinto per la crosta dorata e croccante e una mollica leggera e ben alveolata, caratteristiche che rappresentano l’equilibrio classico del pane più iconico di Francia.
È proprio questa attenzione all’equilibrio dell’impasto e alla lavorazione quotidiana che si ritrova anche nel laboratorio dove nasce la baguette vincitrice. Il Fournil Didot, situato in Rue Raymond Losserand, è una boulangerie di quartiere frequentata soprattutto dagli abitanti della zona, tra Montparnasse e il sud della città. Qui Jegatheepan lavora da anni occupandosi degli impasti e della produzione giornaliera. Il pane segue la tradizione della baguette de tradition française, preparata esclusivamente con farina, acqua, lievito e sale, senza additivi né miglioratori, secondo una lavorazione artigianale che privilegia tempi di fermentazione più lunghi e una cottura attenta.
Da qui nasce anche il valore del premio assegnato ogni anno dal Comune di Parigi. La vittoria del Grand Prix non è soltanto un riconoscimento simbolico: il vincitore riceve 4000 euro e soprattutto ottiene il privilegio di fornire le baguette all’Eliseo per un anno, diventando di fatto il panettiere ufficiale della Presidenza della Repubblica francese. Un titolo che spesso porta anche un aumento significativo di visibilità per il panificio premiato, con file davanti alla porta già nei giorni successivi all’annuncio. Il concorso riflette del resto il ruolo centrale che il pane continua ad avere nella cultura gastronomica d’oltralpe. Non a caso nel 2022 la baguette è stata inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il riconoscimento non riguarda tanto la ricetta, estremamente semplice, quanto il savoir-faire dei panettieri, la trasmissione del mestiere e il rituale quotidiano che lega milioni di francesi alla boulangerie di quartiere.
Una notizia e un premio che acquisiscono anche un altro valore, se si pensa che spesso negli ultimi anni i vincitori del Gran Prix sono stati professionisti dall’origine multietnica, andando a delineare sempre più spesso una panificazione parigina dal volto internazionale ma comunque tradizionale. Diversi vincitori provengono infatti da percorsi migratori o da famiglie di origine straniera. Tra i nomi più noti c’è Ridha Khadher, panettiere di origine tunisina che ha vinto nel 2017, seguito nel 2018 dal connazionale Mahmoud M’seddi, premiato per la sua baguette alla Boulangerie Le Grenier à Pain. La vittoria di Jegatheepan si inserisce quindi in una tradizione sempre più internazionale, dove artigiani arrivati da altre parti del mondo contribuiscono a mantenere vivo uno dei simboli più riconoscibili della gastronomia francese.