Il Messaggero, 5 marzo 2026
La provenienza dei futuri immigrati
Nella relazione del Dis si analizza la possibile evoluzione del fenomeno migratorio nel 2026. Destinato, si legge, a configurarsi come «una realtà strutturale in evoluzione», in cui a prevalere continueranno ad essere i motivi di natura economica. Tra le principali nazionalità che rimarranno centrali anche nei flussi del 2026, al primo posto, si conferma il Bangladesh, potenzialmente pari a circa un terzo del totale, in scia all’incremento di ingressi già registrato negli ultimi due anni ( dai 14.882 del 2024 ai 20.805 del 2025).
Al secondo l’Egitto che, malgrado gli accordi con l’Ue, continua a scontare crisi economica strutturale e cronica scarsità idrica nel bacino del Nilo. A seguire il Pakistan, dove i flussi potrebbero aumentare moderatamente (+10-15%), ed Eritrea e Sudan. A influire sul flusso migratorio potrebbero essere anche le “crisi ibride”, dove a sommarsi sono fattori sovrapposti. In questa prospettiva, si legge, la Libia continuerà a rappresentare una parte consistente del flusso migratorio», che interesserà anche l’Italia e l’Ue. Faro anche sul Patto sulla migrazione e l’asilo dell’Ue, in vigore a giugno: se andrà rapidamente a regime in modo armonico nei diversi Stati, nei primi mesi di attuazione gli arrivi potrebbero ridursi del 4-5% del flusso totale annuale.