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 2026  marzo 05 Giovedì calendario

A Napoli sospesi tutti gli autovelox

Si tratta di un unicum di cui Napoli fa da apripista qualora si dovessero verificare, in altre province italiane, le stesse problematiche: il prefetto del capoluogo partenopeo, Michele di Bari, ha sospeso 67 autovelox, provincia di Napoli compresa, congelando tutte le sanzioni comminate dal 2018 al 2023 e, di fatto, “spegnendo” i rilevatori di velocità.
Per evitare nuove piogge di ricorsi sui dispositivi omologati e non, la scelta è stata presa per fare “ricognizione sui dispositivi fissi e mobili installati nell’area metropolitana”. Questi autovelox fanno già parte di quelli censiti sul sito web del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Come sottolinea Quattroruote, la decisione è per “garantire la legalità dell’azione amministrativa, la certezza degli accertamenti delle infrazioni al codice della strada e la tutela degli utenti della strada … nelle more dell’adozione delle disposizioni attuative relative all’omologazione dei misuratori di velocità”.
Insomma, il vecchio problema della differenza tra omologazione e approvazione: come ha già espresso più volte la Suprema Corte di Cassazione, un autovelox può comminare sanzioni soltanto se è omologato, non vale soltanto l’approvazione. Per questa ragione, il Prefetto partenopeo ha dato mandato di fare una corretta ricognizione e poi si vedrà quanti ne torneranno in funzione (a quel punto perché omologati).
A ribadire che l’obiettivo è quello di verificare la “conformità tecnica degli apparecchi”, ci ha pensato Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia, al Corriere. “Spero che sul punto venga adottata una linea uniforme da Agrigento a Bolzano. Solo così ci sarà chiarezza sia per i guidatori italiani sia per noi comandanti degli organi di polizia stradale”.
Sono ancora migliaia gli autovelox nazionali non conformi alle nuove regole: se è vero che sul sito web del ministero quelli censiti sono ben 3.898, la maggior parte di essi dovrebbe essere spento perché non in linea con i requisiti richiesti mentre quelli già omologati e “inattaccabili” sono quasi 1.300.