ilgiornale.it, 5 marzo 2026
A Bazzano si chiude una strada per il Ramadan
A Bazzano, in provincia di Bologna, i residenti ogni sera si ritrovano con una intera strada interdetta al traffico per permettere la rottura del digiuno quotidiano del ramadan. Attorno alla via Provinciale Est 8, come riferisce il Resto del Carlino, sorge infatti un centro islamico e in ragione di un maggiore afflusso di persone per la preghiera della sera del ramadan, tutti i giorni dalle 19.45 alle 22.45 la strada viene e chiusa e nessuno vi può transitare, tranne i mezzi di emergenza di servizio del Comune e degli organizzatori della manifestazione religiosa. Il tutto fino al prossimo 20 marzo.
“Alla sera per rientrare a casa devo fare lunghe litigate con gli addetti alla sicurezza che, con la pettorina gialla, non fanno passare nessuno, mettendo le auto di traverso o erigendo le transenne”, ha dichiarato un residente al quotidiano bolognese. Ovviamente non è il primo anno che succede, anche in passato quella strada veniva chiusa per agevolare il centro islamico, come ha spiegato Luigi Gandolfi, del gruppo consiliare Insieme per il Cambiamento di Valsamoggia, e “il Comune ammise che non c’era alcuna ordinanza di divieto di transito a mezzi e pedoni”. Quest’anno, invece, l’ordinanza è stata emanata dal Comune per regolarizzare una situazione che, secondo i residenti, è di fatto ormai da tempo.
Sono circa 5mila le persone che celebrano il ramadan a Bazzano, il cui centro islamico aggrega anche le comunità delle zone limitrofe ma gli screzi, ha dichiarato Yassine Lafram, presidente della Comunità islamica di Bologna, “che hanno percorsi alternativi per tornare a casa”. Se non ci fossero percorsi alternativi non ci sarebbe potuta essere l’ordinanza ma al rientro da lavoro può essere frustrante dover allungare il percorso per rientrare a casa per favorire quello che è un evento privato.
L’ordinanza del Comune è stata emanata ma non prevede l’impiego della forza pubblica per farla rispettare: il servizio di sicurezza e vigilanza è affidato agli organizzatori.
Da parte sua, però, il Comune con una nota ha specificato che “L’ordinanza punta a gestire l’incremento del flusso di persone e veicoli verso il Centro Culturale Islamico. Il divieto di sosta riguarda una zona industriale e in orari in cui le aziende sono chiuse. Non interviene sulla strada con cui si accede alle proprietà private”.