ilfattoquotidiano.it, 5 marzo 2026
Cinque milioni di euro per un attico in grattacielo: sembra Miami, ma è Jesolo
Cinque milioni per un attico. Quarantacinquemila euro al metro quadrato. Non parliamo di Manhattan, nemmeno della Florida. Siamo invece a Jesolo, la cittadina che, con i suoi quindici chilometri di sabbia, secondo le classifiche sarebbe ai primi posti tra le spiagge italiane per visitatori (1,5 milioni l’anno) e per presenze (5 milioni). Su uno dei simboli delle estati popolari italiane è destinata a svettare una torre stile Miami: 85 metri di altezza per 24 piani. Un progetto firmato dall’archistar Richard Meier. Proprio agli ultimi piani, si trova appunto il super attico messo in vendita per la cifra da capogiro: 110 metri quadrati con terrazzo panoramico.
Non finisce qui: in pratica il progetto prevede un intero nuovo quartiere. Un corpo abbastanza estraneo rispetto al resto della cittadina, lo capisci già dai nomi; invece degli antichi Ca’ Soldati, Ca’ Fornera, Ca’ Pirami, adesso si parla di Jesolo Lido Design District, di Beach houses and residences e di Caribe Lagoon. Invece degli alberghi e delle pensioni familiari nati a partire dagli anni ’20 del Novecento – quando arrivò la grande bonifica – oggi si annunciano residenze di lusso e hotel cinque stelle. Una novità assoluta per Jesolo.
Già, il punto non è soltanto quella torre che sarà consegnata agli acquirenti nel 2027 e cambierà lo skyline – l’orizzonte, per dirla all’italiana – della cittadina balneare. Il rischio, secondo i critici, è di cambiare proprio l’anima del luogo. A cominciare, appunto, dai prezzi: nel nuovo complesso si parte dai 7-12mila euro delle residenze ‘normali’, per arrivare ai 16-20mila di quelle più lussuose. Senza contare i super attici della torre: i costruttori assicurano che già 68 degli 83 appartamenti sono stati venduti.
“Una volta qui non c’era nulla, Jesolo finiva a Piazza Drago. Ora invece questa zona potrebbe diventare come City Life per Milano, oppure come Miami”, dicono i responsabili della società Riv Group che qui ha investito trecento milioni. Il punto, però, è proprio questo: qui non siamo nel capoluogo lombardo e nemmeno in Florida. Ma a Jesolo.
E infatti il progetto dalla sua nascita, nel 2002 ha suscitato polemiche e incontrato ostacoli. A cominciare dalla Sovrintendenza che aveva bacchettato il progetto di Meier: “Edifici con troppo vetro e troppo bianco”, era stata in sostanza l’osservazione avanzata. Insomma, quei palazzi in perfetto stile Meier che, però, rischiano di essere uguali in tutto il mondo. Dalla Florida al Veneto. Ma c’è un altro punto: non è esattamente vero che qui, come dice qualcuno, “non c’era niente”. Per costruire il nuovo quartiere che dovrebbe ospitare 2.500 persone sono state abbattute vecchie colonie.
Peter Reichegger, amministratore delegato di Riv Group difende il progetto: “In tutto sono 250mila metri cubi per un complesso di sette edifici, 450 appartamenti, 2 hotel per 300 stanze, un golf e mille posti auto”. Non teme che possa cambiare il volto di Jesolo? “No, siamo stati attenti all’ambiente. Non abbiamo cacciato via i vecchi ospiti di Jesolo, ma intercettato una nuova clientela che altrimenti non sarebbe arrivata, anche dal resto d’Europa, soprattutto dell’Est”.
Una visione simile a quella di Alessandro Berton, operatore balneare e presidente di Unionmare Veneto: “Qui una volta arrivavano le famiglie con la Ritmo carica di bagagli. Adesso ci sono anche le Ferrari. Ma accanto agli ombrelloni di lusso da 150 euro al giorno abbiamo sempre quelli da 18 euro”.
Non la vede così Gianfranco Bettin, sociologo, ambientalista e consigliere comunale di centrosinistra a Venezia: “L’intervento va nelle direzione di quello che si è deciso di fare a Jesolo negli ultimi vent’anni: consumo del territorio e costruzioni in altezza. Il panorama è cambiato, ci sono una decine di torri”, racconta Bettin. Aggiunge: “Alla vecchia Jesolo delle pensioni, delle spiagge per tutti si è sostituita l’idea di una Jesolo Luna Park, stile Miami che si mangia tutto il territorio. Tra l’altro ignorando che tutti questi palazzi sono costruiti in riva al mare, dove con il cambiamento climatico rischia di arrivare presto l’acqua”.
“Nasce un quartiere avveniristico per milionari”, titolano i giornali. Sarà il tempo a dire se una delle storiche mete delle vacanze estive del Nord Est manterrà un’identità. E cosa resterà di quella cittadina che fino al 1930 si chiamava Cavazuccherina e poi, appunto, Jesolo; un nome che profuma di sabbia, sale, creme abbronzanti ed estati spensierate a bordo di una Ritmo.