lastampa.it, 5 marzo 2026
Otto milioni di italiani vittime di truffe online o telefoniche. I più colpiti sono i giovani
Benvenuti nel mondo delle truffe che viaggiano in bolletta – che sia telefonica o riguardi luce o gas – e che ogni anno fanno quasi 8 milioni di vittime, spesso giovani, per un danno di circa 1,2 miliardi. Raggiri che metà dei truffati non denuncia: spesso per vergogna, ma anche perché convinti di non poter recuperare il proprio denaro o perché la perdita è stata modesta.
A raccogliere i dati sul mondo nascosto delle truffe dei finti fornitori di servizi è Facile.it, che le segnalazioni dei raggiri le raccoglie e classifica nella sua banca dati alimentata da milioni di utenti. Sono circa 4 milioni le truffe e i tentativi di frode nel campo della telefonia.
Nel caso della telefonia fissa, il 63% delle frodi è stato tentato attraverso un finto call center; nel 26,7% dei casi attraverso un sms o un’app di messaggistica istantanea; nel 25,6% attraverso una falsa e-mail; mentre un 12,2% si è avventurato nel porta a porta. Il totale supera quindi 100, perché a volte il tentativo di truffa avviene attraverso più canali.
Nel caso del mobile, il sistema più gettonato è quello dell’sms o dell’app di messaggistica, attraverso i quali viaggia il 58,9% delle frodi, mentre un altro 47,1% dei casi avviene tramite un finto call center. L’importo medio della truffa è di 157 euro per la telefonia fissa e di 123,5 euro per quella mobile.
A sorpresa, il “popolo” dei truffati è soprattutto under 24, visto che sono i giovani i più numerosi a cadere nelle varie trappole tese da finti operatori che, con trucchi vari, strappano un “sì” su contratti che non abbiamo nemmeno mai visto. Oppure ci carpiscono i codici bancari o quelli delle nostre carte di credito, per prelievi ancora più dolorosi.
«Il fatto che più della metà delle vittime dei raggiri siano giovani o giovanissimi si deve probabilmente al fatto che è proprio questa fascia di popolazione a usare più velocemente i vari device e a cliccare distrattamente dove magari si sarebbe dovuto prima prestare un po’ più di attenzione», spiega Andrea Polo, responsabile della comunicazione di Facile.it, che ha condotto per noi l’indagine.
La frode legata alle bollette di luce e gas può cominciare in modi – e attraverso canali – molto diversi. Ci sono truffatori che tentano il primo approccio spedendo un messaggio di posta elettronica che, in risposta ad esso o dopo aver cliccato su un link, chiede di inserire dati personali; ci sono altri malintenzionati che provano a carpire informazioni chiamandovi a casa o sul cellulare; o, addirittura, frodatori che si presentano alla porta di casa suonandovi il campanello. In ognuno di questi casi – raccomandano gli esperti di Facile.it – ricordatevi sempre che chi si interfaccia con voi deve qualificarsi in modo tale che possiate verificarne l’identità e l’effettiva appartenenza allo staff dell’azienda per la quale dice di contattarvi. Soprattutto se qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza appuntamento e chiedervi di entrare, rifiutate decisamente. Non è questo il modo in cui operano le aziende del settore e, mai e in nessun caso, i fornitori di luce o gas accettano che loro incaricati riscuotano denaro contante dai clienti durante appuntamenti a domicilio.
Visto che – come emerge anche dalla ricerca di mUp per Facile.it – in più di 2 volte su 3 (66% dei casi) a spingere verso un nuovo fornitore è la ricerca di un prezzo migliore rispetto a quello che si sta pagando, i truffatori battono proprio su questo tasto per carpire l’attenzione del cliente, cercando di convincerlo che l’azienda con cui ha in essere il contratto sia ormai prossima al fallimento e che questo potrebbe comportare per il cliente danni economici e pratici molto gravi; oppure che il fornitore che attualmente serve il cliente stia per aumentare le tariffe applicate.
Ancora una volta, il consiglio più importante è quello di non farsi mai prendere dalla fretta. Qualunque proposta vi venga fatta, pretendete che abbia la forma scritta di un contratto; contratto che vi deve essere inviato in modo tale che non solo possiate analizzarlo con calma, ma anche vi dia gli strumenti per verificare – magari attraverso gli sportelli di aiuto dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) – tanto la correttezza delle informazioni offerte quanto, ad esempio, che la società proponente sia effettivamente una di quelle autorizzate ad operare e regolarmente riconosciuta dall’autorità.