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 2026  marzo 05 Giovedì calendario

Il Comune di Casorate Primo offre ai bambini 30 euro di chiacchiere di Carnevale. “È danno erariale”

Hanno avuto un costo decisamente salato le chiacchiere servite ai bambini di Casorate Primo (nel Pavese) durante la festa organizzata dal Comune per il Carnevale dell’anno scorso: non tanto per l’esborso in sé – che ammonta a 30 euro – quanto per il polverone che hanno sollevato, arrivato addirittura alla Corte dei Conti, che ha bacchettato l’amministrazione comunale per “danno erariale”.
Per ricostruire la vicenda, è necessario fare un passo indietro: tutto è iniziato, come riporta anche la Provincia Pavese, da un esposto presentato dalle minoranze per un’anomalia riscontrata nel pagamento di una fattura, riferita appunto a quelle chiacchiere: l’amministrazione comunale aveva rimborsato quei 30 euro a un artigiano che ufficialmente non ha nulla a che fare con il Comune.

“Non è tanto la cifra in sé, quanto la gravità del fatto politico, e cioè il disinvolto utilizzo dei soldi pubblici fuori dalle regole da parte di questa amministrazione a far indignare” ha dichiarato il consigliere di opposizione Luigi Cosentini.
Il mistero è stato però presto svelato: l’artigiano è il padre di un consigliere comunale di maggioranza, intestatario di una tessera Metro (la catena di supermercati all’ingrosso).
“Era stata programmata la festa per i bambini del paese e ci eravamo resi conto di esserci dimenticati di approvvigionarci di chiacchiere, i dolci tradizionali di Carnevale, che non potevano mancare – spiega il sindaco, Enrico Vai – Il consigliere ha quindi provveduto tempestivamente, acquistandole con la tessera del padre. L’intento era semplicemente quello di pagare quelle famose chiacchiere circa la metà di quanto sarebbero costate in un negozio, garantendo quindi un risparmio alle casse del Comune. I 30 euro sono poi stati rimborsati all’intestatario della tessera. Abbiamo agito in assoluta conformità rispetto al regolamento economale del Comune”.
Non l’ha vista però così la Corte dei Conti, secondo la quale la somma spesa per le chiacchiere “non corrisponde né a finalità istituzionali né è in alcun modo sussumibile tra le fattispecie di spesa che presuppongono esigenze indifferibili ed urgenti di funzionamento degli uffici, con la conseguenza che la stessa non poteva essere legittimamente effettuata attraverso la procedura economale”.
L’esposto è stato così accolto, seppur non per il motivo indicato dalle minoranze. Il Comune di Casorate Primo è stato quindi invitato, si legge ancora nel provvedimento, “a procedere al recupero dell’importo di euro 30, quale danno arrecato in relazione al rimborso”.
Il primo cittadino, che ha definito l’intera vicenda “una bassa strumentalizzazione della minoranza”, sottolinea che “noi ritenevamo che la finalità istituzionale sussistesse eccome, perché con quelle chiacchiere abbiamo fatto felici circa un centinaio di bambini presenti alla festa” e spiega: “Provvederemo al recupero dei 30 euro come richiesto dalla Corte dei Conti, ma diffonderemo anche una nota che chiarisca la nostra posizione. Ho già detto a più riprese e ribadisco che la nostra volontà era quella di evitare un esborso superiore alle casse comunali, quindi l’esatto contrario del danno erariale. E ripeto che abbiamo agito nel rispetto del regolamento economale”.