la Repubblica, 5 marzo 2026
Lavoro, cala la disoccupazione ma volano gli inattivi. Occupati record tra gli over 50
Dopo il calo di dicembre il mercato del lavoro riparte. A gennaio gli occupati tornano a crescere: +80mila in un mese, portando il totale a 24 milioni e 181mila lavoratori. Il tasso di occupazione sale al 62,6% mentre la disoccupazione scende al 5,1%, nuovo minimo, con un calo marcato anche tra i giovani. Ma dietro il rimbalzo emerge un’altra dinamica: aumentano gli inattivi e la crescita dell’occupazione è concentrata quasi esclusivamente tra gli over 50, l’unica fascia d’età in espansione.
Il rimbalzo mensile: occupati su, disoccupati giù
Nel confronto con dicembre, l’occupazione cresce dello 0,3% (+80mila). L’aumento riguarda soprattutto gli uomini, mentre l’occupazione femminile resta sostanzialmente stabile. Salgono sia i dipendenti sia gli autonomi e il tasso di occupazione guadagna 0,2 punti, arrivando al 62,6%.
Il movimento più evidente è però quello della disoccupazione: -99mila persone in cerca di lavoro in un mese, con il tasso che scende al 5,1% e quello giovanile al 18,9%. Parallelamente, però, cresce il numero degli inattivi, cioè di chi non lavora e non cerca un impiego: +35mila tra i 15 e i 64 anni nel solo mese di gennaio.
In un anno il lavoro cresce solo tra over 50
Il confronto con gennaio 2025 chiarisce meglio la direzione del mercato del lavoro. Gli occupati aumentano appena dello 0,3% (+70mila) ma la crescita riguarda solo chi ha almeno 50 anni, mentre tutte le altre classi d’età arretrano.
Tra i 15-24enni gli occupati diminuiscono di 121mila unità, mentre tra i 35-49 anni il calo è di 162mila. All’opposto, tra gli over 50 l’occupazione cresce di 358mila persone, confermando il peso crescente dei lavoratori più anziani nel mercato del lavoro italiano.
Nello stesso periodo cala fortemente la disoccupazione (-384mila persone) ma aumenta anche l’inattività, che registra +322mila persone tra i 15 e i 64 anni. Un segnale che una parte della riduzione dei disoccupati non si traduce necessariamente in nuova occupazione ma anche in uscita dal mercato del lavoro.
Un’altra novità riguarda la composizione dei rapporti di lavoro: crescono i dipendenti permanenti (+71mila) e soprattutto gli autonomi (+195mila), mentre continuano a diminuire i contratti a termine (-196mila).