corriere.it, 5 marzo 2026
Pakistano arrestato a Siena per omicidio, resta libero: estradizione negata perché «le carceri greche sono inumane»
La Corte d’Appello di Firenze ha negato l’estradizione alla Grecia di un cittadino pakistano di 26 anni perché le condizioni delle carceri in Grecia sono ritenute inumane. A dare la notizia è il quotidiano La Verità.
L’uomo, arrestato a Siena lo scorso dicembre, è stato rimesso in libertà lunedì. Risulta colpito da un mandato di arresto europeo per omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reati commessi a Kilkis nel settembre scorso. Davanti ai giudici della Corte d’Appello di Firenze, l’avvocato difensore dell’uomo si è opposto alla consegna per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza spiegando che le condizioni carcerarie della Grecia sono disumane e degradanti.
La Corte a gennaio aveva chiesto alla Grecia informazioni riguardo all’istituto penitenziario che avrebbe custodito il pakistano in caso di consegna. La risposta arrivata il 2 marzo indicava due possibili strutture, Negrita o Salonicco, ma non c’era alcuna informazione riguardo alle condizioni carcerarie.
Così la Corte ha acquisito informazioni dal Rapporto europeo per la prevenzione della tortura, da dove emerge che il sistema penitenziario ellenico sia in condizione critiche: sovraffollamento, carenze gravi, violenza, inadeguatezza del sistema sanitario, insufficienza del personale penitenziario e condizioni di vita incompatibili con gli standard convenzionali.
Nel provvedimento la Corte spiega che «l’esecuzione del mandato di arresto europeo non può in alcun caso determinare l’esposizione a trattamenti inumani o degradanti, in violazione dell’articolo 3 della Carta europea dei diritti dell’uomo e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, disposizioni che sanciscono un divieto assoluto e inderogabile».