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 2026  marzo 05 Giovedì calendario

C’è la lista Mps, schiaffo a Lovaglio

Il consiglio del Montepaschi ha approvato la lista dei 20 nomi da proporre all’assemblea per il rinnovo del board. Come anticipato, l’attuale ceo Luigi Lovaglio non è presente nell’elenco. A sorpresa il comitato nomine e a seguire il cda hanno deciso di dare un segnale di discontinuità. L’approvazione della lista del consiglio è avvenuta a maggioranza, con 11 consiglieri favorevoli su 13. È mancato il voto di Lovaglio e di Giuseppe Barzaghi. Era invece assente Barbara Tadolini, indicata a suo tempo da Delfin (ha il 17,5% del Monte) che ha fatto sapere di non essere disponibile a un rinnovo nel caso di mancato inserimento in lista e successiva nomina ad amministratore delegato di Luigi Lovaglio, ritenendo modificati i presupposti sulla base dei quali ha dato la sua approvazione al Piano Industriale.
Sul tavolo del board ieri è arrivata una lista di 26 nomi compilata nei giorni scorsi dal comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi, Da questi il board ha tratto i 20 da presentare in assemblea. Un elenco lungo, da cui pescare nel caso di bocciatura di qualche candidato da parte del consiglio. L’attuale presidente Nicola Maione che assieme a Lombardi ha costruito il consenso attorno alla lista, è stato ricandidato in questo ruolo. Per quello di amministratore delegato invece non è stata fatta una scelta netta. Secondo la Legge Capitali l’assemblea nel secondo giro di votazioni si esprimerà su ogni singolo nome e il nuovo cda che si insedierà nominerà il nuovo ceo in base ai voti.
Il board ha solo indicato i tre profili idonei a rivestire il ruolo di ceo. Si tratta di Corrado Passera, l’ex vertice di Intesa Sanpaolo e di Poste, poi fondatore di illimity. Il banchiere aveva fatto sapere di non essere disponibile per questo incarico bensì per quello di consigliere o presidente. Ma il cda in questa fase ha solo riconosciuto l’idoneità al ruolo di ceo dei candidati. L’altro nome con i requisiti è Fabrizio Palermo, attuale ceo della romana Acea e consigliere delle Generali. È stato amministratore delegato di Cdp e prima ancora chief financial officer e vice direttore generale di Fincantieri.
Tra i profili idonei c’è anche quello di Carlo Vivaldi, ex manager nel gruppo Unicredit dove ha svolto molti incarichi sui mercati internazionali tra i quali quello di responsabile dei mercati dell’Est Europa esclusa la polacca Bank Pekao e successivamente è stato co-chief operating officer di Unicredit che ha lasciato nel 2021 dopo trent’anni di lavoro nel gruppo bancario. Complessivamente sono stati ricandidati nove degli attuali consiglieri uscenti. Tra questi Lombardi e il vice presidente di Mps, Gianluca Brancadoro, Francesca Renzulli, Marcella Panucci Alessandro Caltagirone, Renato Sala, Elena De Simone.
Non è ancora chiaro se arriverà una terza lista, oltre a quella del board e di Assogestioni. Da giorni si parla di movimenti per una lista che avrebbe il sostegno dell’imprenditore mantovano Giorgio Girondi e potrebbe già contare su circa il 5% del capitale di Mps. Qualcuno ha aggiunto ieri che così Lovaglio potrebbe anche rientrare in gioco. Non ci sono tuttavia evidenze di un coinvolgimento del banchiere in cordate alternative. Lovaglio proseguirà nella gestione ordinaria della banca fino alla nomina del successore. Ieri mattina insieme al presidente Nicola Maione, ha chiuso la pratica con la Bce, incassando il via libera al nuovo statuto.