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 2026  marzo 05 Giovedì calendario

Dilemma giuridico sul carcere di Sollicciano

Solo la Corte Costituzionale può rimediare alle inadempienze sul carcere del Ministero della Giustizia, domanda alla Consulta il Tribunale di Sorveglianza di Firenze di fronte all’«ormai cronicizzato» stato di Sollicciano: celle senza acqua calda, allagate dalle infiltrazioni quando piove, infestate a volte da roditori e sempre da parassiti che annidati in materassi e crepe pungono i 3 detenuti in soli 10 mq. compreso letto a castello e bagno. Il 4 novembre 2025, nel negare i domiciliari a un condannato a 22 anni, il Tribunale presieduto da Marcello Bortolato aveva però dato 80 giorni al Ministero non certo per bacchette magiche, ma per almeno riprogettare l’ impermeabilizzazione, portare l’acqua calda nelle celle, disinfestare le cimici. Ma ora constata che il Ministero «è rimasto oggettivamente inadempiente», se non per singoli interventi-tampone sulle cimici; e che sul resto ha comunicato necessari 4 anni per appaltare e fare lavori risolutivi. Ma se impraticabile è ogni rimedio, «per porre fine al perdurante abuso di un trattamento inumano e degradante l’unica strada percorribile» pare al Tribunale la facoltà di rinviare l’esecuzione di una pena, che la legge però riserva a tassativi casi di gravi malattie. Da qui la domanda alla Consulta: contrasta con la Carta il non poter usare questa valvola nei casi in cui la pena venga altrimenti fatta scontare al detenuto in condizioni contrarie al senso di umanità? Nel 2013, sulle celle affollate, la Corte arrivò a un passo dal «numero chiuso». Ora si vedrà, dopo 13 anni di tempo concesso invano alla politica.