Libero, 5 marzo 2026
Il generale Usa soprannominato “radere tutto al suolo”
Il suo nome è un presagio. Non perché il generale John Daniel Caine di cognome faccia come il primo cattivo della Bibbia, ma perché il suo soprannome è “raizin”, cioè “radere tutto al suolo”. Se l’è guadagnato con due missioni in Iraq e 2.800 ore di volo, di cui più di 150 in combattimento, la maggior parte pilotando un F-16.
Dall’aprile 2025 (quando il Senato ne confermò la nomina presidenziale di febbraio) presiede gli Stati maggiori congiunti degli Stati Uniti. Coordina cioè tutto, direttamente e indirettamente: Esercito, Corpo dei marine, Marina militare, Aviazione, Forze aerospaziali, Guardia nazionale e Guardia costiera. È l’ufficiale militare di grado maggiore e talvolta ha ruolo parallelo a quello del ministro della Difesa nel consigliare la Casa Bianca su guerra e pace.
Caine è l’unico ufficiale di quel rango con il grado di generale a quattro stelle, e anche l’unico a essere stato richiamato dal congedo e a servire da riservista. Sa bene che quando l’ayatollah Ruhollah Khomeini cacciò da Teheran lo scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi nel 1979 non si trattò solo di un drastico cambio di regime in Iran, ma fu il segnale che la strategia laico-socialista del nazionalismo arabo-musulmano veniva soppiantata dal fondamentalismo islamista, sunnita, sciita, non è quello il punto. Quando, il 26 giugno dell’anno scorso, disse in conferenza stampa che il bombardamento dei siti atomici iraniani con l’Operazione Midnight Hammer era stato l’esito di un lavoro di preparazione e studio durato ben 15 anni sapeva quel che diceva.
Donald Trump lo ha voluto ai vertici bellici per quello e Trump dice che il generale gli avrebbe detto di adorarlo, di essere pronto a uccidere per lui. Odore di napalm al mattino o no, quando Bush invase l’Iraq nel 2003 il politologo Michael A. Ledeen suggerì di colpire piuttosto l’Iran. Morto a luglio a 84 anni, esperto di fascismo con George Mosse e Renzo De Felice, Ledeen incarnava il neoconservatorismo odiato dal popolo MAGA, ma oggi è proprio Trump a dargli ragione.
Il “suo” Caine è giovane e inarrivabile. Nato nel 1968 a Elmira, nello Stato di Stato York, figlio d’arte (suo padre era pilota da combattimento, tenente colonnello), ha studiato nel liceo americano di Hahn, in Germania, Economia nel Virginia Military Institute della storica Lexington e Guerra aerea nell’American Military University di Charles Town in West Virginia. Laurea con distinzione nel dicembre 1993 nel programma di addestramento Euro-NATO per piloti di jet, in Texas, pilota e poi addestratore di F-16, capo degli armamenti per il 121° Squadrone Caccia e diploma da istruttore con il massimo dei voti nel giugno 1999 nella USAF Weapons School di Nellis, Nevada, è uno dei fegatacci scelti per proteggere Washington dopo l’Undici Settembre. Fra i suoi mille incarichi spiccano 15 mesi in Kuwait, la direzione in Florida del progetto anti-SCUD (i missili balistici sovietici preferiti in Medioriente e Africa), il contrasto a quelli lanciati da Saddam Hussein nel 2003, la direzione della lotta al terrorismo nel Consiglio per la sicurezza interna dall’ottobre 2006 al gennaio 2008,