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 2026  gennaio 22 Giovedì calendario

Biografia di Andrea Stroppa

Andrea Stroppa, nato a Roma il 23 gennaio 1994 (32 anni). Informatico (autodidatta). «Referente di Elon Musk in Italia» (secondo la Guardia di finanza, e secondo tutti i giornali) • «Investitore in Tesla, xAi, Neuralink, SpaceX e in qualsiasi cosa faccia Elon» (così nella sua biografia su X) • Ma esattamente che lavoro fa lei per SpaceX e Starlink? «[…] Studio progetti. Parlo con i tecnici. Parlo con le aziende, spiego come funzionano i prodotti di Musk e perché quelle aziende dovrebbero diventare clienti di Starlink» [a Salvatore Merlo, 2024, Foglio] • «Sono orgogliosamente suo amico [di Musk]» [a Hoara Borselli, 2024, Giornale] • «Lo sento il necessario» e le telefonate tra di loro durano «molto poco, lo stretto necessario, talvolta qualche minuto» […]. C’è stata una volta in cui ti ha deluso? «No» [a Pier Luigi Pisa, 2022, Rep].
Titoli di testa «Sono un nerd lievemente autistico», «sono un semplice aiutante di Babbo Natale», ma anche «io non sono l’uomo di nessuno. Sono Andrea» [a Merlo, cit.].
Vita Di Tor Pignattara, quartiere della periferia est di Roma, «ma per la precisione sono nato alla Marranella. Quella del burrone in cui Alberto Sordi fa schiantare il turista americano: “O right o right, me raccomando non girare a destra che c’è il burrone della Marranella”» [a Merlo, cit.] • Figlio di un meccanico di aerei • Frequenta le superiori in un istituto tecnico elettronico, non va all’università, impara da solo a programmare • Nel 2012, a 17 anni, con altri 4 ragazzi (che a Luca Patuasso de Linkiesta dissero: «Ci siamo conosciuti 5 anni fa su Internet») fonda Uribu, una piattaforma di citizen journalism dove segnalare disservizi e, idealmente, portarli all’attenzione delle istituzioni. Simbolo: una civetta («In francese la parola civetta è hibou, abbiamo così fatto una leggera modifica e abbiamo trovato carino uribu»). Si finanziavano con donazioni su un conto PayPal. Nel 2013 venne premiata come migliore start up al Tech Crunch Italy. Molti giornali ne parlarono con entusiasmo. Ma nello stesso anno Stroppa scrisse sul Corriere: «Dopo aver ricevuto premi istituzionali ed elogi sulla stampa dovevamo passare ai fatti: prendere contatti con le pubbliche amministrazioni. Vi lascio immaginare com’è finita». Oggi il dominio uribu.com è in vendita per 5.695 dollari • «Ancora minorenne, era uno degli hacker del collettivo Anonymous, come lui stesso ha più volte confermato, prendendo le distanze dal suo passato di cybercriminale. “Ho fatto parte di Anonymous, avevo 17 anni, ho fatto degli errori, ho commesso dei reati e ne ho risposto di fronte alla legge. Di fronte a un tribunale, quello dei minorenni, ho ottenuto il perdono giudiziale e ho ricominciato la mia vita facendo volontariato”. Quando Stroppa esce dalla porta principale del lato oscuro dell’hacking, si tuffa nel sociale accanto a don Claudio Santoro, il prete della Marranella sempre vicino agli ultimi» [Marco Carta, Rep] • «Il suo mentore nel gruppo di Anonymous (i due sono stati arrestati insieme) racconta alla Verità: “L’ho conosciuto a Roma nel 2011. La base del nostro lavoro è essere capaci di ‘anonimizzarci’. Lui era molto ingenuo. Comprava le vpn (reti private virtuali) con carte di credito intestate ai suoi famigliari, anziché per esempio con i bitcoin o con carte di credito clonate, e la sua preparazione tecnica era quasi nulla. Entrava nelle chat di Anonymous per imparare e le uniche operazioni alle quali partecipava attivamente erano quelle relative agli attacchi di tipo Ddos cioè quelli che con la generazione di un intenso traffico online mandano in tilt un sito Internet. Mi stupii persino che fosse stato coinvolto nell’inchiesta giudiziaria viste le scarse competenze che aveva e la marginale partecipazione alle operazioni del collettivo italiano di Anonymous. Era forte nella social engineering ossia era capace di carpire informazioni interagendo con le vittime. Insomma era un bravo comunicatore e quando veniva bucato un sito istituzionale, lui e un altro hacker emiliano venivano utilizzati per scrivere il comunicato che veniva messo in Rete”» [a Giacomo Amadori, La Verità] • «Un importante editore romano, secondo le nostre fonti, lo segnala a Jonathan Pacifici, imprenditore ebreo originario del ghetto di Roma con importanti affari in Israele e soprattutto con i giusti agganci nel mondo renziano. Pacifici presenta Stroppa alla corte di Marco Carrai, all’epoca piccolo Richelieu di Matteo [Renzi] con la fantasia di sbarcare con le sue attività nel mondo digitale. Nel 2014 Stroppa partecipa alla nascita della Cys4 di Carrai (come “direttore del settore ricerca e sviluppo”) e nel 2015 fonda con Renato Giallombardo, un avvocato renzianissimo (tra gli invitati al matrimonio dello stesso Carrai), la 2050 srl, finita quasi subito in liquidazione. Nel 2016 salta anche la nomina di Carrai a capo dell’agenzia sulla cyber security del governo Renzi. Dopo questi insuccessi le strade di Stroppa e Carrai si separano» [ibid.] • Su segnalazione di Carrai, per Matteo Renzi Stroppa «produce una sofisticata inchiesta sulla disinformazione che inchioda una rete di profili legati ai 5 Stelle e alla Lega» [Roncone, cit.], ripresa anche dal New York Times • «Tra il 2016 e il 2018, ha ricevuto dalla Fondazione Open 9 bonifici per un importo complessivo di circa 60 mila euro, offrendo servizi di cyber security, ma anche di assistenza tecnica sms e analisi dei dati. Ha svolto pure consulenze per il Comitato per il sì al referendum del 2016, per il Pd e per la Cgil. […] E persino traslocatore. Su Internet postò una foto mentre aiutava Renzi, premier uscente, a sbaraccare l’ufficio di Palazzo Chigi: “Ero di passaggio a Pontassieve e ho incontrato questo signore che mi ha chiesto di dargli una mano a mettere a posto degli scatoloni” scrisse sui social» [Fabio Amendolara e François De Tonquédec, La Verità] • Marco Travaglio lo attaccò per i suoi legami con Carrai e Renzi, e lui rispose con un’intervista sulla Stampa a Jacopo Iacoboni (che Travaglio definì «una respirazione bocca a bocca») e con una lettera aperta: «Vengo definito parte dei “Carrai boys”, “pupillo di Carrai”, e lo comprendo. Quando non si è liberi, si cerca di mettere le catene anche agli altri. Ma, mi dispiace per lei, per Carrai e per tutti quelli che vengono citati. Io non appartengo a nessuno, appartengo a me stesso» • «È consulente del World Economic Forum e siede nella fondazione di Lapo Elkann. […] Oggi risulta cofondatore di Ghost Data, società di analisi di dati (che non risulta registrata in Italia) insieme a un programmatore russo, Pavel Lev, e vive di consulenze aziendali» [Virginia Della Sala e Carlo Di Foggia, 2017, Fatto] • «Ho fatto moltissime altre cose. Per esempio ho dimostrato come l’Isis utilizzava Instagram […], ho anche pubblicato, circa 8 anni fa, una ricerca sulla contraffazione che venne recuperata dalla Casa Bianca […]. Quando Musk stava per acquistare Twitter si accorse di questi studi che avevo fatto anche sui social e che avevo pubblicato su internet. Lui era il mio mito, e a un certo punto vedo che su Twitter proprio lui cita questa mia ricerca. Roba da svenire. Allora io gli scrivo: grazie! E sa che accadde?». Che accadde? «Che lui di botto iniziò a seguirmi su Twitter. Questo succedeva tre anni fa [nel 2021, ndc]. E tenga conto che tre anni fa lui seguiva 100 persone e basta, ora ne segue circa 800». Incredibile. «Abbastanza. Finché un giorno non succede una cosa ancora più incredibile: mi squilla il telefono, vedo questo numero americano...». Ed era Musk: ciao, sono Elon! «In persona. Una voce inconfondibile. […] Quando Musk stava organizzando l’acquisto di Twitter mi chiese se potevo aiutarlo a risolvere un problema gravissimo che era cominciato già da prima che lui lo comprasse: quello della pedopornografia. […] Gli dissi che se fossi rimasto esterno a Twitter avrei potuto fare un lavoro di revisione, da controllore di chi invece lavorava dall’interno degli uffici di Twitter. […] La cosa ha funzionato. E io dall’Italia ho dato il mio contributo». Guadagnando molti molti soldi, immagino. «Nemmeno una lira. L’ho fatto gratis». Gratis? «L’ho fatto con spirito di voler dare una mano». Ci credo che è diventato miliardario Elon Musk se non paga la gente. «Lui mi avrebbe pagato, io avevo rifiutato di essere assunto. Avevo altri contratti da seguire, faccende da chiudere. Quindi per lui lavoravo a bassa intensità, per così dire» […]. Ma adesso lei si fa pagare? «Sì, ora lavoro come advisor per Space X e Starlink» [a Merlo, 2024, cit.] • A giugno 2023 organizza il primo incontro tra Musk e Meloni. «Musk doveva andare in Francia. E io a quel punto gli ho detto: “Passa in Italia”. E lui: “Non conosco nessuno”. Così ho chiesto alla segretaria del presidente del Consiglio se era gradito un incontro con Musk». Ha chiesto a Patrizia Scurti, segretaria particolare del capo del governo? «Sì, la mia amica Patrizia». Nel senso che la conosceva? «No, mai vista prima di allora. Ma ora siamo amici». E il numero da chi l’ha avuto? «Il numero me l’ha dato un giornalista, Nicola Porro. Ed è così che ho conosciuto il presidente». La chiama il presidente, al maschile? «Sì. Il presidente» [ibid.] • Il 14 ottobre 2024 viene «iscritto nel registro della procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto per corruzione il direttore generale di Sogei, azienda che opera nel settore della sicurezza informatica controllata dal ministero dell’Economia. In un secondo filone dell’inchiesta, gli inquirenti rilevano un intreccio di relazioni tra Stroppa e un ufficiale di Marina, Antonio Masala (arrestato), interessato a facilitare la chiusura dell’affare Starlink» [Ilario Lombardo e Francesco Malfetano, Sta]. Gli viene contestato il reato di concorso in corruzione per aver ricevuto un documento riservato • L’anno scorso venne contattato dal giornalista Daniele Raineri, fidanzato della giornalista Cecilia Sala, affinché intercedesse per la liberazione di Sala dal carcere di Evin, a Teheran. Parlò con Musk, che convinse il governo statunitense ad accettare che il governo italiano non estradasse negli Usa l’ingegnere iraniano Mohammad Abedini, come richiesto dagli iraniani in cambio della liberazione di Sala • A febbraio 2025 ha criticato apertamente il ministro delle Imprese Adolfo Urso per aver bloccato l’adozione di Starlink da parte dell’Italia, e ha scritto su X: «Intesa Pd-Fdi. Bene, si vuole far passare Starlink e SpaceX per i cattivi. Agli amici di Fdi: evitate di chiamarci». «Un attacco non gradito ai piani alti del governo, ma al quale si è preferito non replicare. […] Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri che al Foglio dice: “Com’è che fa il detto? Il troppo stroppia, e tocca dire che pure questo Stroppa stroppia. Voi giornali lo montate, ma è un Bisignani minore, un piazzista. Ne conosco tanti: vendono auto, scarpe… […]. Sono giovani, io conosco il mondo più di loro e so che quello è uno che vuole fare qualche soldo, ma sparisce presto”» [Gianluca De Rosa, Foglio].
Idee «Ho votato centrosinistra alle politiche, ma poi ho votato Meloni alle europee» […]. Ma Stroppa, scusi, lei si definisce ancora di sinistra? «Penso di sì». E però le piace Meloni. «Sì». Ed è anche trumpiano? «Se essere trumpiani significa confini sicuri, città sicure, giustizia giusta, soldi pubblici ben spesi, allora sì, sono trumpiano» [a Merlo, cit.] • Esprime spesso pareri, soprattutto su X, spesso in interviste, mai su Instagram o Facebook, piattaforme di Meta dove non risulta avere un profilo • «Gli Stati sono finiti, gli Stati per come li conosciamo ci stanno portando in un declino continuo, lento ma continuo. Guardo con molta sofferenza quello che fanno i governi, in Europa ma anche in Italia» [al giornalista Boni Castellane (pseudonimo) su X poche settimane fa] • A luglio ha definito «molto interessante» un sondaggio del Tg La7 in cui il 39 per cento degli intervistati dichiarava «auspicabile» un nuovo partito • Pensa che gli incentivi statali siano «come una droga. Cosa succede al drogato? Che ha sempre bisogno della droga per restare in piedi» […] Le aziende decotte vanno chiuse» [a Borselli, cit.] • Ha lasciato intendere di essere contro le teorie gender • Su X spesso commenta criticamente notizie di reati compiuti da immigrati (ad esempio: «Un nord africano questa mattina poteva fare una strage a Milano. Grazie ai Carabinieri per aver evitato il peggio. Espulsioni di massa o finisce male», «A che ora viene rasato al suolo il campo rom di questi signori? BASTA!») • Su X ha postato la citazione «se la tolleranza significa fine della civilizzazione occidentale, allora non possiamo essere tolleranti» e la frase di Machiavelli «non sono interessato a preservare lo status quo; lo voglio ribaltare» • Quando venne ucciso Charlie Kirk, postò su X un disegno che lo omaggiava • «Se noi ci abituiamo al fatto che Giorgia Meloni rappresenti il massimo di quello che possiamo fare siamo nei casini» [a Castellane, cit.] • «Alcune cose [dell’Ai] mettono paura anche a me» [quest’estate, intervistato da Alessandro Sallusti alla Versiliana] • A proposito dei lavori che verranno resi obsoleti dall’Ai, «quelli che si dovrebbero preoccupare di più siamo noi informatici, e molto prima di qualsiasi altro mestiere» [ibid.] • «Io sono sempre molto pessimista» [a Nicola Porro a Quarta repubblica, Rete4].
Giornali Ha scritto per il Corriere, il Foglio, il Sole, aveva una rubrica sull’Huffington Post (dove nel 2018 scrisse una recensione del concerto di Vasco Rossi a Modena) • Di recente è entrato in rotta con il Corriere. Dopo un articolo critico verso Musk scritto da Fabrizio Roncone, l’8 marzo 2025 Stroppa ha scritto su X: «Appello alla compagna (ex?) di Fabrizio Roncone. […]. Signora, lo aiuti. So che è occupata a dirigere la comunicazione di Invitalia – ente pubblico dove è arrivata per evidenti meriti – ma trovi il tempo di aiutare questo signore. Se la ragione di questa tendenza alla violenza verbale è, come lei stessa scrive, “il molto alcolico”, esistono strumenti e percorsi per affrontare la situazione. Anche se non conosco il dottor Roncone, ha tutta la mia solidarietà. Può farcela, ne può uscire!». I giornalisti del Corriere hanno risposto con un editoriale collettivo: «È un metodo che in Italia si definisce mafioso: diffamare, alludere, coinvolgere i familiari. Il Corriere e i suoi giornalisti non si sono lasciati intimidire da minacce ben più serie e certamente molto più gravi. Non sarà un qualunque signor Stroppa ad impedirci di raccontare ciò che accade esprimendo le nostre opinioni» • «A Musk ho suggerito che secondo me a un certo punto avrebbe senso acquisire dei media in Europa» [a Report, dicembre 2025] • «Credo che i media novecenteschi siano veramente limitati» [a Castellane, cit.].
Altro Eloquio lento. «Non sono bravo a parlare in pubblico» [a Sallusti, cit.] • Capelli ricci (più lunghi rispetto a quando era ragazzo, quest’estate anche acconciati in treccine, come ha mostrato in un selfie), ultimamente barba e baffi, sopracciglia depilate • «Io mi vesto sempre tutto Adidas» [a Merlo, cit.] • A volte con un paio di RayBan con lenti rosa • Spesso con un cappello da baseball • Nel 2024 andò in tv con una cravatta texana, cioè una cordicella di cuoio fermata da una placca metallica • Qualche anno fa portava l’apparecchio ai denti • Vive a Frascati, un paesone in collina, poco lontano da Roma • «Gioca da diversi anni a paintball, pratica Wing Chun [uno stile di kung fu, ndc] e ha la passione per le moto» (scriveva di sé anni fa sull’Huffington Post) • Ad aprile 2025 gli venne assegnata la scorta «nell’ambito dell’inchiesta per terrorismo aperta a Roma dopo il rogo doloso presso un rivenditore Tesla la notte dello scorso 31 marzo. L’incendio ha distrutto 16 auto» [Mess]. «Lui però non la vuole. “Mai”, ha confidato, “mai: sono una persona libera e voglio restare libera” […]. Un rischio per la sua incolumità c’è? “Mi hanno detto di non sottovalutarlo più. Sono mesi che mi danno del nazista sui social, da prima della vittoria di Trump. Dicono che sono fascista. Mi fanno ridere. Cosa c’entro io col fascismo? Ho sempre fatto volontariato, io sono assolutamente liberale”» [a Borselli, cit.] • Non ha mai incontrato Trump • Da quattro anni fa volontariato alla stazione Termini di Roma, la sera • Va «spessissimo» in Texas, dove hanno sede le aziende di Musk, «sempre con la mia fidanzata o con degli amici» [a Merlo, cit.] • Ha un vecchio sito in Wordpress, ancora attivo ma non aggiornato, andstdotco.wordpress.com • Ha partecipazioni in Unaluna, società che finanzia siti online come TheMuffa, che parla di ambiente, e Whoopse, di gossip, della quale principale azionista è Barbara Berlusconi • Su X il suo nome è seguito da «Claudius Nero’s Legion», cioè «legione di Claudio Nerone» (c’entra la passione per l’impero romano di Musk?) e la sua foto profilo è un Pingu in impermeabile • Guida una Smart a benzina, «ma ho anche una Tesla» [a Merlo, cit.] • A dicembre ha «guidato» una Tesla Full Self-Driving (Supervised), cioè che va da sola, nel centro di Roma. Spera che potrà permettere di guidare anche alle persone disabili, «ho un parente che mi chiede da anni». L’ha fatta provare anche al sindaco di Roma Gualtieri, filmando la corsa e postando il video su X (commentato da Musk con un cuore).
Dicono di lui «Lo sgherro di un pirata» [un lettore del Post] • «Un intellettuale, non novecentesco ma delle nuove categorie» [Castellane, cit.] • «L’amico italiano di Elon Musk! Il più grande informatico di tutti i tempi!» [Giorgio Lauro, introducendolo a Un giorno da pecora su Radio1 l’altro ieri] • «Ventriloquo di Musk» [Marcello Sorgi, Sta] • «Il lobbista di Musk in Italia» [Simone Canettieri, Foglio] • «Fervente muskista» [Ginevra Leganza, Foglio] • «Il nerd che fa carotaggi sui ministri, insegue direttori, sputa bile contro Fdi, sul ddl Spazio» [Carmelo Caruso, Foglio] • «Il nerd capellone con facilità di accesso a Palazzo Chigi» [Lombardo e Malfetano, cit.] • «Il giovane cybernautico romano che qui in Italia è l’alter ego di Musk» [Borselli, cit.] • «Considerato una delle menti più brillanti d’Italia» [Er. e Poz., Mess] • «Puro stile Musk: sicurezza che sconfina in sfida all’autorità» [Paolo Mastrolilli e Filippo Santelli, Rep] • «Di Musk Stroppa è il Bondi, il Robin, l’Olga Fernando» [Stefano Cappellini, Rep] • «Il console in Italia di Elon Musk» [Antonella Baccaro, Cds] • «Lo scagnozzo italiano del miliardario americano», «il trombettiere del padrone», «discepolo», «sensale politico», «il suo agente senza copertura, del tutto sovraesposto e intervistato e blandito», «capace di essere freddo e cinico, furbissimo e spregiudicato», «tipino riccio» [Fabrizio Roncone, Cds].
Religione Cattolico, praticante. Lo scorso Natale ha partecipato alla messa di mezzanotte nella chiesa di san Barnaba di Tor Pignattara • A settembre era in piazza San Pietro tra la gente che guardava lo spettacolo di droni in omaggio a papa Francesco organizzato da Kimbal Musk (con il quale aveva prima pranzato in trattoria) • «Io credo nella giustizia divina» [Baccaro, cit.] • «[Una] gioia? Che è vero! Ma cosa? Quello che è scritto nel Vangelo di Giovanni: “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”» [su X a gennaio 2025].
Titoli di coda Cosa fa lei adesso, signor Stroppa? Non adesso questo pomeriggio, dico, in questo periodo. «Lavoro sempre per l’imprenditore, faccio quel che può essere utile» [a Giorgio Lauro di Un giorno da pecora, Radio1, l’altro ieri].