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 2026  febbraio 04 Mercoledì calendario

Biografia di Neymar da Silva Santos Júnior

Neymar da Silva Santos Júnior, nato a Mogi das Cruzes (Brasile) il 5 febbraio 1992 (34 anni). Calciatore, attaccante. Dal 2025 al Santos, club con il quale ha iniziato la carriera professionistica. Soprannominato O Ney, per assonanza con O Rei, ovvero Pelé, al quale è stato paragonato. «Ambidestro, dotato di notevole rapidità, di tiro preciso e di grande destrezza nel controllo della palla, con la nazionale del Brasile Under 20 ha vinto il campionato sudamericano del 2011, con la nazionale maggiore si è aggiudicato la Confederations Cup del 2013; nel 2012 e nel 2013 è stato insignito del Pallone d’oro sudamericano. Nel 2013 ha lasciato il Santos per trasferirsi al Barcellona, con il quale ha vinto il campionato di calcio spagnolo, la Coppa del Re, la Champions League e la Coppa del Mondo per club nel 2015, ancora il campionato di calcio spagnolo e la Coppa del Re nel 2016 e la Coppa del Re nel 2017. Nel 2017 è passato al Paris Saint-Germain, con cui l’anno successivo ha vinto la Coppa di Lega francese, la Coppa di Francia e il campionato francese, nel 2019 il campionato francese, nel 2020 la Coppa di Francia e il campionato francese, nel 2021 la Coppa di Francia, nel 2022 e nel 2023 il campionato francese. Dal 2023 al 2025 ha giocato per il club saudita Al-Hilal» (Treccani) • Con 79 gol realizzati, è il miglior marcatore nella storia della nazionale brasiliana, con cui ha vinto anche l’oro Olimpico nel 2016. «È un maleducato, come Pelé» (Diego Armando Maradona).
Vita «Neymar ha vissuto fino all’età di tre anni nel modesto quartiere-dormitorio di Rodeio. Questo consentiva il misero salario del padre, attaccante mai riuscito a emergere dalla mediocrità e costretto, nel 1997, a reinventarsi meccanico, operaio e venditore ambulante in seguito a un incidente stradale da cui il piccolo Neymar uscì miracolosamente illeso. Fu a São Vicente, dove nel frattempo si trasferì la famiglia, che iniziò a emergere il talento del futuro campione tra le partitelle a futsal nel Club Gremetal e le sfide tra gli amici sulla spiaggia di Itararé. Lì, ad appena 8 anni, fu adocchiato da Roberto Antonio dos Santos, alias “Betinho”, che riuscì a convincere il prestigioso Liceu São Paulo a concedergli una borsa di studio. Il suo primo torneo scolastico, trasmesso dall’emittente locale di Globo TV, fu il primo trampolino verso la notorietà prima ancora di compiere dieci anni. Tanto che a Santos e dintorni tutti iniziarono a sentir parlare di quel “moleque” (ovvero ragazzino di strada, ndr) che viveva in un sobborgo povero, studiava in una scuola per ricchi e faceva magie con il pallone tra i piedi. L’intuizione di "Betinho", che oggi sbarca il lunario chiedendo in media 300 euro per raccontare ai giornalisti come scoprì quel ragazzino presto ribattezzato "Menino de Ouro" (ragazzino d’oro, ndr), si rivelò tanto azzeccata da convincere il Santos a un investimento fino ad allora impensabile. Tanto che, a 12 anni non ancora compiuti, Neymar approdò al "Peixe" firmando un contratto da 150 euro al mese» (Adriano Seu) • «Una via di mezzo fra Garrincha e Grace Jones. Ha i numeri del primo e la sfrontatezza ritmica (nonché vagamente l’aspetto) della seconda. Gioca da punta matura, a testa alta. Segue solo ed esclusivamente il proprio estro e il più delle volte, per mero istinto, si abbassa come se l’area gli andasse stretta, gli risultasse angusta, addirittura banale. E per questo andare e venire i suoi gol valgono ancora di più. Le gambe girano alla velocità di quelle di Messi» (Enrico Sisti) • «Neymar è entrato a far parte delle nostre vite più di dieci anni fa, quando era ancora un adolescente e già, con il Santos, vinceva la Libertadores (con un gol in finale) e tre Paulistão, tutti da miglior giocatore. Già allora l’hype era altissimo: del resto, come si vede nel documentario, l’intero stadio cantava il suo nome quando aveva compiuto da poco 17 anni e non aveva giocato un solo minuto in prima squadra. In tutto questo tempo, Neymar non ha mai smesso di fare gol e giocate impensabili, di vincere trofei, di essere determinante. Eppure ovunque serpeggia la sensazione secondo cui la sua carriera sia scivolata via troppo in fretta, senza permetterci di cogliere appieno il valore di uno dei migliori talenti del nuovo millennio. Le ragioni sono tante: riguardano le nostre aspettative e la nostra percezione, il racconto dei media spesso avvelenato e parziale, ma anche le sue scelte, e tutta una serie di situazioni contingenti. Per esempio: nella stagione 2014/15, la seconda in Europa, Neymar ha giocato e vinto una Champions League con il Barcellona. E non l’ha fatto da comprimario, anzi: ha segnato dieci gol (gli stessi di Messi e Cristiano Ronaldo), sette dei quali nelle ultime cinque partite del torneo, compresa la finale contro la Juventus; in totale, considerando anche la Liga e la Copa del Rey (entrambe vinte) del 2014-2015, Neymar ha messo insieme 39 gol e otto assist in 47 partite. Sono numeri incredibili, frutto di prestazioni eccezionali, ma spesso finiamo per dimenticarci di quel Neymar, di quella meravigliosa annata. Forse perché accanto a lui, nella stessa squadra, giocava Lionel Messi, ovvero un calciatore capace di segnare 58 gol in 57 partite ufficiali, e di servire pure 27 assist. Numeri alla mano, è evidente che la presenza di Messi abbia aiutato Neymar a vincere, a esprimere il suo talento. Allo stesso modo, però, l’ombra enorme dell’argentino ha finito per oscurarlo, a livello soprattutto mediatico. Nel Barcellona, Neymar ha continuato a brillare nelle due stagioni successive, ma il dualismo tra Messi e Cristiano Ronaldo – che in quegli anni segnavano regolarmente 50-60 gol a stagione – non lo ha mai messo al centro del dibattito su chi fosse il miglior giocatore del momento. • «Neymar nella Champions vinta dal Barcellona nel 2015: tre gol ai quarti, tre nelle semifinali, uno in finale. Forse è proprio per ribaltare tutto questo che a 25 anni, nell’estate del 2017, Neymar si è trasferito al Paris Saint-Germain. Era una scelta coerente con il desiderio di crearsi un luogo tutto e solo suo, uno spazio dove avrebbe potuto essere leader riconosciuto e assoluto, il protagonista unico di un kolossal. La stessa ratio, se vogliamo, sta dietro alla sua decisione di abbandonare Nike e di diventare il primo volto calcistico di Puma. Certo, in entrambi i casi la componente economica ha avuto un peso notevole (il suo stipendio a Parigi supera i 36 milioni netti, mentre con il brand tedesco ha sottoscritto un contratto record da 25 milioni l’anno), ma si è trattato di due decisioni molto umane, di un tentativo – anche un po’ estremo – di imporsi come il miglior giocatore del mondo, senza ulteriori discussioni. In moltissime partite la sensazione è stata esattamente questa: si pensi per esempio alle prestazioni epocali e luccicanti con cui ha trascinato il Paris in finale nel 2020, ai gol all’andata e al ritorno contro il Borussia Dortmund nei due match degli ottavi, ai 16 dribbling riusciti contro l’Atalanta ai quarti, alla partita a tutto campo contro il Lipsia in semifinale. Anche nel 2021, un anno dopo, ha dominato per 180 minuti la miglior squadra degli ultimi anni, il Bayern Monaco, eliminandola dalla Champions League. Allo stesso tempo, però, la sua scelta di trasferirsi a Parigi si è rivelata sfortunata, nel senso che è stata un po’ superata dagli eventi: l’esplosione di Mbappé, gli infortuni frequenti (nella scorsa Ligue 1 Neymar ha giocato solo 18 partite su 38), la minor visibilità del campionato francese, soprattutto la mancata vittoria della Champions League. Quest’ultimo aspetto è fondamentale: a Neymar manca ancora la grande affermazione da protagonista assoluto, e fino ad allora una buona parte dell’opinione riterrà sempre più pesanti i suoi fallimenti, piuttosto che i suoi successi» (Gianòuca Cedolin) • Disastrosa l’esperienza in Arabia Saudita all’Al-Hilal, tra il 2023 3 il 2025. «L’attaccante brasiliano ha subito un gravissimo infortunio al ginocchio a ottobre 2023, e quell’incidente l’ha costretto a saltare tutto il resto della stagione. Al suo rientro, O Ney ha avuto altri problemi fisici ed è stato escluso dalla lista per la Saudi Pro League. Nel frattempo, ha continuato – giustamente – a incassare il suo enorme stipendio, si dice vicino ai 160 milioni di euro l’anno, ma ha anche “preparato” il suo passaggio al Santos e poi anche la tappa successiva, ovvero un ritorno in Europa o un trasferimento in MLS» (Rivista Undici).
Soldi Nel 2020 ha firmato un contratto di sponsorizzazione con Puma, diventando il brand ambassador più ricco del mondo del calcio, grazie a un accordo da 25 milioni di euro l’anno. Più del doppio di quel che percepiva da Nike, una cifra superiore perfino ai 19 milioni percepiti da Lionel Messi da adidas e ai 16 che incassa Cristiano Ronaldo da Nike • Nel 2023 ha firmato con il club saudita Al-Hilal un contratto di 112 milioni di dollari l’anno. «Il contratto prevede una serie di benefit, dimora colossale da lui disegnata e realizzata da uno staff di architetti, geometri e personale di cantiere scelti personalmente dal calciatore, 25 stanze, tre saune, piscina 10x40, maxi frigobar rifornito quotidianamente di succhi di Acal e Guarana, costo totale dell’impresa: 50 milioni di dollari, senza bonus facciata. Ma ecco il colpo di scena: Neymar ha ottenuto di poter ospitare la fidanzata, Bruna Biancardi da cui ha avuto una figlia. Orbene le leggi religiose fanno divieto assoluto della convivenza ma Allah ha dovuto accettare, dinanzi a certi investimenti ogni ménage è tollerato anche perché il principe Mohammed bin Salman, presidente del Public Investment Fund, 700 miliardi di patrimonio, proprietario del club e di altre tre squadre, ha dichiarato: “Se Neymar e compagni fanno alzare dell’1 per cento il Pil, tutto il resto non mi interessa”. Prima la pecunia, a seguire il Corano» (Damascelli).
Critica «Negli anni dei tredici Palloni d’oro spartiti fra Leo e Cristiano, Neymar ha ingoiato il ruolo del terzo uomo. Secondo Gigi Buffon è stato il migliore di tutti, avrebbe meritato di vincerne cinque, invece non è andato oltre due terzi posti in tre anni e più niente negli ultimi otto» (Angelo Carotenuto) • «Quasi sempre pretende di partire in dribbling, tira tutto lui, angoli e punizioni, si tuffa dopo ogni contrasto perso» (Gianni Mura) • «Neymar è capace di fare un tunnel dentro la propria area, qualunque gesto deve lasciare una traccia nello spettacolo» (Mario Sconcerti).
Guai giudiziari Nel giugno del 2019, è stato accusato di aver stuprato la modella brasiliana Najila Trindade in un hotel di Parigi. Il calciatore aveva negato l’accusa di stupro, sostenendo che il rapporto fosse stato consenziente e aveva pubblicato sui social network una lunga serie di messaggi scambiati con la donna, comprese diverse foto intime che aveva ricevuto. La polizia di San Paolo, ha poi sospeso le indagini contro Neymar per mancanza di prove, mentre Trindade era stata accusata di calunnia, estorsione e frode procedurale, di aver cioè mentito alla polizia: le prime due accuse erano state ritirate e Trindade era stata assolta per la terza • «Nel 2021 Nike ha spiegato il motivo della fine della sua collaborazione con Neymar avvenuta nell’agosto del 2020: Neymar, ha detto Nike, si sarebbe rifiutato di collaborare in un’indagine relativa a un’accusa di violenza sessuale che gli era stata rivolta da una dipendente della stessa azienda. Nike, che sponsorizza sia la nazionale brasiliana sia il Paris Saint-Germain, la squadra di Neymar, aveva così deciso di interrompere la sponsorizzazione otto anni prima della scadenza naturale del contratto. Il Wall Street Journal, il primo ad aver raccontato la vicenda dell’accusa di violenza sessuale, ha scritto che Neymar avrebbe cercato di forzare la dipendente di Nike a praticargli del sesso orale mentre lei stava lavorando per coordinare degli eventi per lui e il suo entourage in un hotel di New York nel 2016. La dipendente aveva condiviso i fatti con i responsabili di Nike circa due anni dopo, nel 2018, lo stesso anno in cui altre dipendenti dell’azienda avevano cominciato a denunciare di aver subito molestie e discriminazioni da parte di colleghi maschi. Nike, che collaborava con il giocatore dal 2005, ha detto di essere stata «profondamente turbata» dalle accuse fatte dalla dipendente. La portavoce di Neymar ha negato le accuse e ha detto al Wall Street Journal che la collaborazione con Nike era stata interrotta per motivi di carattere commerciale» (il Post).
Politica Nel 2022 si è schierato pubblicamente a favore dell’ex presidente brasiliano populista, Jair Bolsonaro, alla vigilia delle elezioni presidenziali • Neymar si era già schierato per Bolsonaro in diverse occasioni, compresa l’ultima campagna elettorale nel 2018, quando al termine di una partita del campionato francese aveva detto in un’intervista: «Spero che Dio usi Bolsonaro per aiutare il nostro paese».