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 2026  marzo 04 Mercoledì calendario

“Spiavano per la Cina”: tre arresti nel Regno Unito, due sono partner di parlamentari laburisti

Le autorità del Regno Unito hanno arrestato tre uomini con l’accusa di spionaggio per conto della Cina. Le operazioni, condotte dalle autorità si sono svolte simultaneamente tra l’Inghilterra e il Galles. Sono stati fermati un 39enne a Londra, un 68enne nella contea gallese di Powys e un 43enne a Pontyclun, nel sud del Paese. Secondo gli investigatori, i tre sarebbero sospettati di aver fornito assistenza a un servizio di intelligence estero in violazione della sezione 3 del National Security Act del 2023, una normativa introdotta per contrastare le minacce statali e le attività di spionaggio. Il caso ha assunto una rilevanza politica particolare perché, stando alle indiscrezioni emerse nelle ultime ore, due dei fermati avrebbero legami personali con esponenti del Partito Laburista, circostanza che alimenta tensioni già elevate sul rapporto tra sicurezza nazionale e relazioni internazionali.
Spie cinesi a Londra
Secondo quanto riportato dal Guardian, tra gli arrestati figurerebbero il partner di un deputato laburista in carica e quello di un ex parlamentare dello stesso partito, elemento che ha immediatamente acceso il confronto politico a Westminster.
Anche la Bbc ha confermato che almeno uno dei sospetti avrebbe un legame diretto con un membro del Parlamento, pur senza divulgare però identità o dettagli personali per ragioni investigative. La polizia metropolitana ha dichiarato che gli arresti fanno parte di una più ampia attività di contrasto alle interferenze straniere, fenomeno che negli ultimi anni sarebbe aumentato sensibilmente.
La comandante Helen Flanagan, responsabile dell’antiterrorismo londinese, ha spiegato che si registra “un incremento significativo dei casi legati alla sicurezza nazionale” e che le autorità stanno lavorando con partner istituzionali per contrastare attività ostili attribuite a Stati stranieri. Il ministro della Sicurezza Dan Jarvis, intervenendo alla Camera dei Comuni, ha avvertito che se venissero provate interferenze cinesi negli affari sovrani britannici ci sarebbero “conseguenze severe”, sottolineando come il nuovo impianto legislativo offra strumenti più efficaci per individuare e bloccare le minacce.
Cosa succede nel Regno Unito
Il caso si inserisce in un contesto più ampio di crescente diffidenza occidentale verso le attività di intelligence attribuite alla Cina. Negli ultimi anni Londra ha più volte denunciato tentativi di raccolta di informazioni sensibili e presunte operazioni di influenza politica, mentre un precedente processo per spionaggio legato a Pechino era crollato nel 2025 per insufficienza di prove, in un episodio che aveva sollevato polemiche sulla preparazione legislativa del Paese di fronte alle nuove minacce ibride.
C’è comunque chi accusa il governo guidato da Keir Starmer di avere un atteggiamento troppo prudente verso la Cina, soprattutto dopo l’approvazione di una nuova grande ambasciata cinese nella capitale britannica. Vari esponenti politici hanno chiesto misure più dure, incluso l’inserimento della Cina nei livelli più alti del sistema di registrazione delle influenze straniere.
Il governo, tuttavia, insiste sulla necessità di un approccio pragmatico: fermezza sulla sicurezza ma cooperazione dove gli interessi coincidono. L’indagine resta in corso e gli arrestati sono ancora sotto custodia. Gli sviluppi giudiziari, in ogni caso, potrebbero avere ripercussioni significative.