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 2026  marzo 04 Mercoledì calendario

Cina, cosa sono le Due Sessioni e perché sono l’appuntamento politico più importante

In una Pechino che stamattina si è risvegliata sotto la neve, e in una Piazza Tiananmen più blindata del solito, è iniziato l’appuntamento più importante dell’anno per la Repubblica Popolare: le lianghui, le Due Sessioni, le riunioni del “parlamento” cinese e dell’organo consultivo del Paese. Pressioni economiche, crescita del Pil, nuovi settori strategici, crisi demografica, sfide geopolitiche: Pechino svelerà al mondo che strada prenderà nei prossimi anni. Evento studiato nei minimi dettagli, decisioni già prese in realtà dal Partito comunista con mesi di anticipo e che aspettano soltanto di essere ratificate con grandi applausi da parte dei delegati in sala. Ma non per questo l’evento è meno significativo: serve a tracciare pubblicamente le linee generali della politica economica, sociale, militare della seconda potenza mondiale.
Che cosa sono le Due Sessioni?
Migliaia di delegati provenienti da tutto il Paese si riuniscono a Pechino. Si è partiti oggi con l’avvio dei lavori della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (poco più di 2mila delegati provenienti da vari settori della società civile e non solo dai ranghi del Partito: organo che ha, appunto, soltanto compiti consultivi). Il “vero” appuntamento è però quello di domani quando ci sarà l’apertura dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il massimo organo legislativo del Paese, che conta quasi tremila delegati di province, regioni autonome, dipartimenti governativi e forze armate: l’evento principale delle Due Sessioni che si tengono soltanto una volta l’anno, per una settimana.
Una settimana in cui Piazza Tiananmen e dintorni sono più blindati del solito, con agenti in uniforme e in borghese a presidiare le strade di Pechino; la settimana in cui a critici e dissidenti viene “gentilmente” offerto di andare in “vacanza” fuori città per non creare problemi; la settimana in cui le poste scrutano ancor più meticolosamente del solito la corrispondenza e quella in cui aumentano i controlli sui passeggeri dei treni in arrivo nella capitale.
Il discorso del premier
Domani, dentro la Grande Sala del Popolo, il premier Li Qiang pronuncerà il suo atteso discorso presentando il “rapporto sul lavoro del governo”. Occhi puntati sugli obiettivi di crescita economica, deficit, inflazione, stimoli fiscali, manovre per migliorare i consumi, sostegno alle imprese private, sviluppo tecnologico, oltre ai piani di spesa per la difesa. Il dato più atteso sarà quello sull’obiettivo di crescita del Pil: diversi analisti prevedono che sarà più basso di quello degli ultimi tre anni – cioè il 5% – e che dovrebbe attestarsi, invece, tra il 4,5% e il 5%. Ulteriore segnale che la leadership vuole passare “da una crescita ad alta velocità a una crescita di alta qualità ponendo più enfasi sull’equilibrio tra sviluppo e sicurezza in un mondo sempre più incerto”, commenta Neil Thomas dell’Asia Society Policy Institute.
Un’economia, quella cinese, che continuerà a viaggiare anche in questo 2026 a due velocità. Impennata delle esportazioni e grandi progressi tecnologici da una parte; pressioni deflazionistiche, fiacca domanda interna e crisi dell’immobiliare dall’altra.
Il nuovo piano quinquennale
La riunione delle Due Sessioni assume quest’anno un’importanza particolare perché verrà presentato il nuovo piano quinquennale: sorta di bussola economica, ma non solo, da qui al 2030. In attesa del testo definitivo, i punti principali la leadership comunista li aveva già elencati durante il Quarto Plenum dello scorso ottobre: sviluppo di alta qualità, autosufficienza scientifica e tecnologica, sicurezza.
Questi i punti cardine che Xi Jinping intende portare avanti. Dando risalto alle “nuove forze produttive”, come le chiama da oltre tre anni il Nuovo Timoniere: attenzione ai settori come quello dei semiconduttori, delle nuove energie, dell’intelligenza artificiale. Sulla scia dell’intensificarsi delle rivalità con gli Stati Uniti. Grandi investimenti in tecnologie all’avanguardia, ricerca dell’autosufficienza tecnologica per mettersi al riparo dalle restrizioni statunitensi e occidentali.
Spese militari e politica estera
Il dato più importante delle Due Sessioni relativo alla politica estera sarà invece il bilancio militare di Pechino. Dal 2023 la Cina ha aumentato le spese per la difesa del 7,2% ogni anno: anche quest’anno dovrebbe essere così. Indicazioni importanti sulla politica estera potrebbero arrivare inoltre nei giorni successivi quando il ministro degli Esteri Wang Yi terrà la sua annuale conferenza stampa, che fornirà una panoramica più dettagliata della politica estera cinese rispetto a quanto potrà delineare il premier. Il leader Xi Jinping, invece, non interviene con discorsi in plenaria durante le Due Sessioni, ma si rivolgerà a delegazioni provinciali, gruppi di settore e delegazioni dell’esercito in incontri a porte chiuse.
Le nuove leggi
Per quanto riguarda le principali leggi che dovrebbero essere approvate, c’è quella sulla “promozione dell’unità etnica e del progresso” che secondo gli analisti amplierà la base giuridica per limitare le attività religiose, culturali e politiche dei gruppi minoritari, “creando un quadro giuridico per perseguire i comportamenti che Pechino considera separatisti o estremisti”, continua Neil Thomas. E, poi, ci sarà un nuovo Codice ecologico e ambientale che dovrebbe basarsi su tre pilastri: prevenzione e controllo dell’inquinamento, conservazione ecologica, e sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio.
Posti vuoti in sala
Attenzione, infine, ai posti vuoti in sala. Durante le Due Sessioni è raro che vengano fatti annunci importanti relativi ai rimpasti di personale, ma dalle presenze, o meglio, dalle assenze, è possibile capire quali funzionari si trovano in difficoltà, in questi tempi di purghe da parte di Xi che stanno raggiungendo livelli difficilmente visti in passato.
All’apertura oggi della Conferenza consultiva spiccavano già due assenze, molto prevedibili in realtà: quella del generale Zhang Youxia, messo sotto indagine a gennaio; e quella di Ma Xingrui, ex capo del Partito nella regione dello Xinjiang che non si vede in pubblico dallo scorso ottobre.